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Non recidere, forbice, quel volto

Computo dei versi

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non re ci de re for bi ce quel vol to

so lo nel la me mo ria che si sfol la

non far del gran de suo vi so in as col to

la mia neb bia di sem pre

un fred do ca la du ro di col po svet ta

e l’ (la) a ca cia fe ri ta da sè scrol la

il gu scio di ci ca la

nel la pri ma bel let ta di no vem bre

La poesia è composta da settenari, endecasillabi e dodecasillabi.

1. Le parole chiave

Nella prima quartina si trovano due parole-chiave: forbice e nebbia.

La forbice assume, secondo me, il significato simbolico dell’antagonista (che viene supplicato dall’autore);

mentre la nebbia crea una sensazione di dispersione e oblio, facendo perdere al poeta tanti ricordi.

2. Il significato della recisione

La recisione vuol far capire che Montale, nonostante la supplica all’antagonista (cesoie), viene privato persino

della donna che ama.

3. Il significato del freddo

Il freddo, assieme alla nebbia, danno un’idea di forte solitudine e debolezza. Anche l’acacia “ferita” e il

guscio di cicala che cade a terra rafforzano questo stato d’animo.

Indica: consonanze, assonanze e rime

volto,

Non recidere, forbice, quel volto

solo nella memoria che si sfolla,

non far del grande suo viso in ascolto

la mia nebbia di sempre.

Un freddo cala… Duro il colpo svetta.

E l’acacia ferita da sé scrolla

il guscio di cicala

nella prima belletta di Novembre. -1-

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Sintesi

Montale, Eugenio - Non recidere forbice quel volto

Non recidere, forbice, quel volto, solo nella memoria che si sfolla, non far del grande suo viso in ascolto la mia nebbia di sempre.

Un freddo cala… Duro il colpo svetta. E l’acacia ferita da sé scrolla il guscio di cicala nella prima belletta di Novembre.

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