Concetti Chiave
- Il Barone Rampante, pubblicato nel 1958, è parte della trilogia “I nostri antenati” di Italo Calvino, un autore di spicco della letteratura italiana del dopoguerra.
- La storia segue Cosimo, un ragazzo che rifiuta le regole familiari e decide di vivere sugli alberi, dando vita a una metafora di ribellione contro le convenzioni sociali.
- Il racconto è narrato da Biagio, il fratello di Cosimo, che attraverso le voci della comunità ricostruisce le avventure e la vita del fratello maggiore.
- Cosimo sviluppa relazioni significative, come quella con Violante e il brigante Gian dei Brughi, mentre esplora il mondo letterario e le dinamiche politiche dell’epoca.
- La scelta finale di Cosimo di aggrapparsi a una mongolfiera e di buttarsi in mare simboleggia la sua costante ricerca di libertà e il rifiuto delle norme sociali fino alla fine della sua vita.
redir: https://www.skuola.net/libri/italo-calvino-barone-rampante.html
Il Barone Rampante è un libro scritto da Italo Calvino, uno dei più importanti scrittori italiani del dopoguerra. Il romanzo è stato pubblicato nel 1958 e fa parte della trilogia “I nostri antenati”, che comprende anche “Il Visconte dimezzato” e il “Cavaliere inesistente”.
Il libro è ambientato nell’era napoleonica e parla di un ragazzo di nome Cosimo, il figlio maggiore di un nobile ligure che possiede il territorio dell’Ombrosa, ma che in realtà è un territorio immaginario.
Cosimo è un ragazzo ribelle e non gli piace rispettare le regole dell’etichetta. La famiglia del ragazzo è composta dalla madre, detta la “generalessa”, dal padre, un barone ossessionato dai legami a corte, da Battista, detta la “monaca di casa” e da Biagio, il fratello di Cosimo. Nella famiglia c’è anche l'abate, un precettore che insegna ai ragazzi latino e greco, e dal Cavaliere, fratello adottivo del Barone Padre.
La storia è narrata in prima persona da Biagio, il fratello di Cosimo, che grazie ai racconti della gente riesce a ricostruire la storia e gli spostamenti del fratello maggiore.
Tutto iniziò quando Battista, sorella appassionata di cucina, decise di cucinare le lumache. I due fratelli, stanchi delle stranezze culinarie della sorella, decisero di far fuggire le lumache, ma furono scoperti e messi in punizione per tre giorni. Alla fine della punizione Battista decise di cucinare le lumache per dispetto ai fratelli e il padre costrinse i figli a mangiarle. Biagio, per evitare discussioni con il padre decise di mangiare le lumache; Cosimo invece si rifiutò di mangiare le lumache e si rifugiò sugli alberi da dove non scese mai più.
Tutti pensavano che Cosimo non avrebbe resistito a lungo e che sarebbe sceso, e quando capirono che non ne aveva alcuna intenzione, cercarono in ogni modo di convincerlo senza alcuno successo: Cosimo non avrebbe mai più messo piede a terra.
Cosimo riusciva a soddisfare i suoi bisogni personali come mangiare e dormire. Si costruì una capanna e un sistema ingegnoso per la raccolta dell’acqua. Durante l’inverno si copriva con le coperte che la madre gli mandava tramite il fratello.
Sugli alberi Cosimo ebbe molte avventure. Conobbe Violante, la figlia degli Ondariva e della quale s’innamorò con la quale si divertiva a giocare. Durante una delle sue passeggiate sugli alberi Cosimo incontrò dei ladri d frutta della sua età, che si rivelano poi amici di Violante. Conobbe un brigante di nome Gian dei Brughi che aiutò a fuggire dalla polizia mentre era su un albero. Il Brigante gli chiedeva dei libri che leggeva tutto il giorno senza commettere più furti. Quando il brigante venne catturato Cosimo gli portò i romanzi fino all’esecuzione del brigante.
Cosimo divenne un appassionato di lettura e oltre ai libri leggeva le gazzette e giornali pubblicati in Francia. Seppe così della rivoluzione francese e quando incontrava truppe francesi cercava di aiutarle e quando incontrava truppe austriache gli tirava addosso gatti selvatici.
Quando Cosimo ebbe vent’anni Il padre morì, e così diventò Barone. Tutti pensarono che a quel punto Cosimo sarebbe sceso dagli alberi, ma anche stavolta tenne fede alla sua parola.
Alla fine del libro Cosimo ha ormai quasi sessant’anni e si sente di morire. Un giorno vede una mongolfiera con una corda pendente e decide così di aggrapparsi alla fune e di buttarsi in mare.
Il libro mi è piaciuto molto perché ha un linguaggio difficile ma diretto. Apprezzo anche il contenuto della storia perché lo trovo originale. Credo che la decisione di Cosimo di vivere sugli alberi sia una specie di ribellione ai modi di pensare di quell’epoca e dei rapporti in famiglia.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale de "Il Barone Rampante"?
- Chi narra la storia e qual è il suo ruolo?
- Quali sono le principali avventure di Cosimo sugli alberi?
- Come reagisce la famiglia di Cosimo alla sua scelta di non scendere mai più dagli alberi?
- Qual è il significato della scelta finale di Cosimo di aggrapparsi a una mongolfiera?
Il tema centrale del romanzo è la ribellione di Cosimo, un ragazzo che decide di vivere sugli alberi come forma di protesta contro le regole familiari e sociali dell'epoca, rappresentando un desiderio di libertà e autonomia.
La storia è narrata in prima persona da Biagio, il fratello di Cosimo, che ricostruisce le avventure e le scelte del fratello maggiore attraverso i racconti della gente, offrendo una prospettiva intima e personale.
Cosimo vive molte avventure sugli alberi, tra cui l'incontro con Violante, la figlia degli Ondariva, e un brigante di nome Gian dei Brughi, con il quale sviluppa un'amicizia e condivide la passione per la lettura.
La famiglia di Cosimo, inizialmente incredula, cerca in vari modi di convincerlo a tornare a terra, ma Cosimo rimane fermo nella sua decisione, dimostrando una determinazione che sorprende tutti.
La scelta finale di Cosimo di aggrapparsi a una mongolfiera e buttarsi in mare simboleggia la sua continua ricerca di libertà e il rifiuto delle convenzioni, rappresentando un atto di ribellione anche alla fine della sua vita.