Concetti Chiave
- Nella seconda metà dell'800, la pittura si orientò a documentare la realtà in modo oggettivo, senza influenze personali, simile ai naturalisti e veristi in letteratura.
- Le tensioni politiche in Francia, inclusi i cambiamenti di governo, portarono gli artisti a rifiutare l'arte sentimentale, considerandola obsoleta e poco utile alla società.
- Artisti come Coubert iniziarono a dipingere per convinzione personale, allontanandosi dai committenti borghesi e rischiando l'isolamento nel mercato dell'arte.
- Coubert, autodidatta, inaugurò nel 1855 il Padiglione del realismo, dove le sue opere furono rifiutate dai Saloon, attirando l'attenzione del pubblico e suscitando reazioni contrastanti.
- I visitatori del Padiglione del realismo espressero la loro irritazione nei confronti delle opere di Coubert, rivelando un atteggiamento sprezzante della borghesia verso il realismo.
L'arte come cronaca della realtà
Nella seconda metà del 1800 la pittura sentì l’esigenza di documentare e rappresentare la realtà, senza proporre il proprio punto di vista. È lo stesso atteggiamento che assunsero i naturalisti e i veristi in letteratura.
In Francia nonostante fosse salito al trono Luigi Filippo d’Orleans, rimase un malcontento sociale legato al fatto che la monarchia di d’Orleans, pur essendo costituzionale, ebbe degli aspetti negativi e quindi deluse il popolo. L’obiettivo dei francesi era infatti di farla cadere, tanto che con i moti rivoluzionari del 1848 riuscirono a destituire d’Orleans e a proclamare la repubblica. Napoleone III però nel 1852 fece un colpo di stato e si proclamò imperatore. Questi innumerevoli cambiamenti politici condussero a vari squilibri che portarono alcuni artisti ad affermare che il raccontare in maniera sentimentale, con delle allegorie, così come faceva Delacroix, era superato e inutile. L’arte non doveva più attingere dal passato, ma doveva diventare uno strumento per la società: l’artista deve divenire un cronista che presenta sia gli aspetti positivi, che quelli negativi dei fenomeni.
Il rifiuto della borghesia verso il realismo
Gli artisti iniziarono così ad osservare la realtà in tutti i suoi aspetti e i borghesi non furono più i committenti delle opere, perché in questo periodo gli artisti iniziarono a dipingere per convinzione personale. Questi pittori, molto sovversivi, rischiano così di essere rifiutati dai compratori. Un esponente di questo movimento fu
Coubert nacque ad Ornans e si formò da autodidatta. Alla fine degli anni ‘40 del 1800 realizzò delle opere che tentò di esporre ai Saloon che però furono rifiutate, così nel 1855, anno in cui convenzionalmente nacque il realismo, aprì un padiglione, una mostra personale, accanto ai Saloon: il Padiglione del realismo. La gente incuriosita visitò il padiglione e lasciò dei commenti sullo stesso, difatti Coubert mise un registro di modo che i visitatori potessero lasciare la loro opinione. Da questo registro si potè comprendere che la borghesia era irritata e sprezzante verso questa pittura.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'arte nella seconda metà del 1800 secondo il testo?
- Come reagì la borghesia al movimento realista?
- Quali eventi politici influenzarono l'arte e la società francese nel 1800?
L'arte in questo periodo si propone di documentare e rappresentare la realtà senza un punto di vista soggettivo, diventando uno strumento per la società e un cronista degli eventi, come affermato nel testo.
La borghesia rifiutò il realismo, mostrando irritazione e disprezzo verso le opere di artisti come Coubert, che dipingevano per convinzione personale piuttosto che per soddisfare i committenti tradizionali.
I cambiamenti politici, come la caduta della monarchia di d’Orleans e l'ascesa di Napoleone III, crearono un clima di malcontento sociale che portò gli artisti a rifiutare l'arte sentimentale e a cercare di rappresentare la realtà in modo diretto e critico.