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Concetti Chiave

  • Il razzismo si manifesta attraverso idee e comportamenti che sostengono la superiorità di una razza su altre, con radici storiche risalenti ai Greci.
  • Negli Stati Uniti, il razzismo ha origini storiche legate alla schiavitù dei neri, abolita solo nel 1863, ma la discriminazione razziale persiste ancora oggi.
  • L'antisemitismo ha raggiunto il culmine con il nazismo, portando alla persecuzione e sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.
  • L'emigrazione è spesso causata da guerre e povertà, e gli emigranti affrontano sfide come ostilità sociale e difficoltà nell'integrazione.
  • Il divario tra Paesi ricchi e poveri è drammatico, con malattie legate al sovrappeso nei Paesi occidentali e 800 milioni di persone nel Sud del Mondo che soffrono la fame.

Definizione e storia del razzismo

Per razzismo si intende l’insieme delle idee, pregiudizi e dei comportamenti che affermano la superiorità di una razza su altre. Le teorie alla base del razzismo fino alla prima metà del Novecento sono state screditate da scienziati, che hanno dimostrato che esiste solo la razza umana perché il patrimonio genetico di tutti gli esseri umani è identico. Il razzismo ha radici antiche: i Greci chiamavano “barbari” tutti gli stranieri. Tra i tipi di razzismo i più diffusi sono: quello nei confronti dei neri, considerati inferiori ai bianchi, e l’antisemitismo cioè l’ostilità verso gli ebrei.

Razzismo negli Stati Uniti e apartheid?

Il primo esiste ancora negli Stati Uniti a seguito della conquista dell’America nel sedicesimo secolo da parte degli europei. L’uomo bianco, in nome della sua superiorità su altri esseri umani, si fa portatore di “civiltà”, perciò uomini, donne e bambini dalla pelle nera furono comprati e venduti come oggetti. Per secoli i neri d’America sono stati considerati inferiori, sporchi e poco intelligenti. La schiavitù terminò nel 1863 quando Abraham Lincoln, presidente USA, emanò leggi che l’abolivano. Tale legge provocò odio razziale che diede vita al Ku Klux khan, società segreta che affermava la superiorità dei bianchi. Purtroppo la discriminazione nei confronti di chi ha un colore di pelle diverso non è superata, infatti anche in altri Paesi i neri sono stati tenuti ai margini della società. Nel Sudafrica agli inizi degli anni novanta venne adottato l’Apartheid, politica di segregazione razziale, avviato da una minoranza di bianchi.

Antisemitismo e nazismo

L’antisemitismo ha trovato la sua peggiore espressione nel Nazismo, diventando uno dei punti centrali di Adolf Hitler. Ritenuti un ostacolo al dominio del mondo, gli ebrei furono perseguitati e sterminati nei campi di concentramento. Oggi il razzismo è un fenomeno in aumento in tutti i Paesi europei e sempre di più i mass media ci raccontano gravi episodi di intolleranza nei confronti degli immigrati. Essi sono spesso considerati “persone usa e getta”, da utilizzare nel bisogno e poi rispedirli in patria quando non servono. Sono in pochi a considerarli persone con uguali diritti. Accusano gli extracomunitari di sottrarre lavoro ai cittadini dello stato ospitante e di ingrossare la fila della malavita perché si concentra l’attenzione sugli episodi di delinquenza commessi da una minoranza di immigrati. Molti dei nostri comportamenti sono velati di razzismo: spesso assistiamo a scene di insofferenza se un immigrato su un autobus è accanto ad un italiano; a volte li si guarda increduli se usano un cellulare. In passato anche gli emigranti italiani erano considerati all'estero “mafiosi”, in America dicevano che “gli italiani puzzavano” solo perché possedevano un vestito. Negli anni in cui si emigrava dal sud al nord della penisola per lavorare nelle fabbriche spesso si notavano cartelli “non si affitta ai meridionali”. Perciò bisognerebbe evitare agli stranieri mortificazioni subìte in un passato non lontano.

Emigrazione e motivi economici

L’emigrazione è un fenomeno antico. Molti sono i motivi che spingono una persona a lasciare il proprio paese, la famiglia, i luoghi in cui ha vissuto, ma il fine è quello di migliorare la propria vita. Sono spinti dal bisogno di cibo, dalla necessità di sfuggire a carestie, alluvioni, terremoti e guerre; ma molti stranieri in Italia provengono da Paesi del Terzo Mondo dove guerre, povertà e carestie rendono le condizioni di vita difficili. Un altro motivo è che i Paesi poveri del Sud del Mondo (Africa, Asia, America) hanno un’esplosione demografica elevata per cui ci sono tante persone che vivono con meno di un dollaro al giorno e la situazione peggiora sempre più in Africa.

Confronto tra paesi ricchi e poveri

Il confronto tra Paesi ricchi e Paesi poveri è scandaloso: in America e nei Paesi occidentali si muore per malattie legate al sovrappeso, invece nel Sud del Mondo 800 milioni di persone soffrono la fame per mancanza di cibo e denutrizione.
Uno dei motivi è anche il cattivo sfruttamento dei terreni arabili per l’allevamento del bestiame destinato ai paesi ricchi e non coltivato a cereali, alimento principale delle popolazioni locali. L’altro motivo è dovuto agli effetti del Neocolonialismo che ha portato le multinazionali straniere a impiantare fabbriche nei Paesi in via di sviluppo, sfruttando le piantagioni per coltivare caffè, arachidi da destinare ai Paesi industrializzati. Molti paesi poveri vivono la triste esperienza della guerra o sono governati da regimi dittatoriali che spingono milioni di persone a trovare rifugio come profughi in altri continenti.

Sfide degli emigranti

Emigrano le persone più giovani, che hanno un titolo di studio e la capacità di sognare un futuro migliore. Chi emigra pensa di approdare in luoghi ricchi e aperti culturalmente, disposti ad accogliere chi è in cerca di lavoro. Molto spesso si trova a fare i conti con l’ostilità e la diffidenza della gente, è costretto ad eseguire lavori sottopagati, la difficoltà a trovare un alloggio e ad imparare una nuova lingua.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di razzismo e quali sono le sue origini storiche?
  2. Il razzismo è l'insieme di idee e comportamenti che affermano la superiorità di una razza su altre. Ha radici antiche, risalenti ai Greci che definivano "barbari" gli stranieri, e si è manifestato in forme come l'antisemitismo e la discriminazione nei confronti dei neri.

  3. Come si è sviluppato il razzismo negli Stati Uniti e quale impatto ha avuto?
  4. Negli Stati Uniti, il razzismo è emerso con la conquista europea nel sedicesimo secolo, portando alla schiavitù dei neri. Anche dopo l'abolizione della schiavitù nel 1863, la discriminazione è continuata, alimentando gruppi come il Ku Klux Klan e mantenendo i neri ai margini della società.

  5. Qual è il legame tra antisemitismo e nazismo?
  6. L'antisemitismo ha raggiunto il suo apice con il nazismo, dove gli ebrei furono perseguitati e sterminati. Questo fenomeno ha avuto un impatto duraturo, contribuendo all'aumento del razzismo e dell'intolleranza in Europa.

  7. Quali sono le principali cause dell'emigrazione?
  8. L'emigrazione è spinta da fattori economici e sociali, come la ricerca di migliori condizioni di vita, la fuga da guerre e carestie, e la povertà nei Paesi del Terzo Mondo, dove molte persone vivono con meno di un dollaro al giorno.

  9. Quali sfide affrontano gli emigranti nei Paesi ospitanti?
  10. Gli emigranti, spesso giovani e istruiti, si trovano ad affrontare ostilità, lavori sottopagati, difficoltà nel trovare alloggio e nell'apprendere una nuova lingua, nonostante le loro aspettative di un'accoglienza calorosa in luoghi ricchi e culturalmente aperti.

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