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Concetti Chiave

  • Il lavoro subordinato implica un rapporto tra lavoratori dipendenti e datori di lavoro, regolato da un contratto di lavoro.
  • Il datore di lavoro ha il compito di stabilire le modalità di lavoro e garantire la retribuzione e gli strumenti necessari per il dipendente.
  • Il diritto del lavoro tutela i diritti dei lavoratori, tra cui dignità, libertà sindacale, sicurezza e parità di trattamento.
  • I contratti collettivi disciplinano il trattamento economico e normativo e devono sempre garantire condizioni migliori per i lavoratori rispetto ai contratti individuali.
  • Le diverse tipologie di contratto, come part-time e a progetto, offrono flessibilità sia ai lavoratori che alle imprese, adattandosi alle esigenze del mercato.

Definizione di lavoro subordinato

Il rapporto di lavoro subordinato pone un altissimo numero di lavoratori (dipendenti) alle dipendenze di altri soggetti (datori di lavoro).

I lavoratori dipendenti sono coloro che si impegnano, in cambio di una retribuzione, a collaborare nell’azienda prestando il proprio lavoro intellettuale o materiale alle dipendenze e sotto la direzione di un soggetto detto “datore di lavoro”.

Il rapporto di lavoro subordinato è regolato da un contratto di lavoro.

Ruolo del datore di lavoro

Il datore di lavoro stabilisce le modalità e il luogo di esecuzione della prestazione lavorativa, oltre a dover pagare al lavoratore dipendente la retribuzione (stipendio o salario), è tenuto a mettergli a disposizione gli strumenti e i materiali necessari allo svolgimento della prestazione.

Diritto del lavoro

Tutela dei lavoratori

Il diritto del lavoro è volto a tutelare la libertà, la personalità umana, la dignità e gli interessi economici dei lavoratori dipendenti.

Vi sono numerose norme che regolano il diritto del lavoro nel quale l’elemento centrale è costituito dal rapporto di lavoro subordinato.

Il diritto del lavoro, che è in continua evoluzione e costituisce un’ampia area del nostro ordinato giuridico, è formato dalle numerose norme che disciplinano il rapporto di lavoro tra i datori di lavoro e i lavoratori dipendenti.

All’interno, vi sono alcuni nuclei di norme giuridiche che costituiscono la legislazione sociale e la legislazione sindacale.

Fonti giuridiche del lavoro

Le fonti giuridiche del rapporto di lavoro dipendente possono essere così elencate:

Costituzione (Art. 1 e da 35 a 37);

Codice civile;

• Leggi speciali in materia di lavoro;

• Contratti collettivi di lavoro;

• Contratti individuali di lavoro;

• Regolamenti interni;

• Usi e consuetudini.

Le fonti giuridiche sopra elencate sono dette “interne” e la loro applicazione è affidata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Welfare). Le fonti “esterne” sono comunitarie.

I diritti dei lavoratori subordinati

Diritti dei lavoratori subordinati

I poteri del datore di lavoro non sono assoluti perché le norme giuridiche in materia di lavoro pongono dei limiti rigidi e precisi. Devono essere infatti riconosciuti a tutti i dipendenti il diritto al rispetto della propria dignità umana, il diritto alla libertà sindacale, il diritto alla sicurezza e all’integrità fisica, il diritto al riposo e al tempo libero e il diritto alla parità di trattamento economico e di opportunità professionali senza differenze basate sul sesso o sulle idee politiche, sindacali e religiose.

Statuto dei lavoratori

Statuto dei lavoratori

I poteri dei datori di lavoro sono stati delimitati con lo Statuto dei Lavoratori, una legge che contiene una serie di norme sulla tutela della libertà e della dignità dei lavoratori, della libertà e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro.

Rimane ancora, dopo la Costituzione, la fonte principale del nostro diritto del lavoro.

Lo statuto dei lavoratori, vieta alle imprese ogni iniziativa che possa vanificare alcuni diritti fondamentali dei lavoratori:

• L’impresa non può far controllare l’attività dei lavoratori da guardie giurate che possono vigilare sul patrimonio aziendale;

• L’impresa non può usare apparecchiature tecnologiche per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori;

• L’impresa deve far conoscere i nomi e i compiti del personale addetto alla vigilanza e deve limitare in modo rigoroso le perquisizioni all’uscita dal lavoro rivolte ad accertare che il dipendente non si sia appropriato di materiali o di prodotti di proprietà dell’azienda;

• L’impresa non può compiere accertamenti diretti sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio dei dipendenti, ma deve delegare tali accertamenti alle autorità sanitarie competenti.

Obbligazioni del contratto di lavoro

Dal contratto di lavoro individuale (tra lavoratore e datore di lavoro) derivano due obbligazioni:

• Quella del datore di lavoro consiste nel pagare la retribuzione;

• Quella del lavoratore consiste nello svolgere la propria attività alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro.

Contratti collettivi e relazioni industriali

I contratti di lavoro collettivi vengono stipulati tra un’associazione di imprenditori e un sindacato e possono essere:

• Nazionali;

• Decentrati.

I contratti di lavoro collettivi contengono le regole generali sul trattamento economico e normativo alle quali i contratti di lavoro individuali devono uniformarsi e possono discostarsi solo con effetto migliorativo per i lavoratori dipendenti.

L’espressione relazioni industriali indica i rapporti tra le associazioni delle imprese e i sindacati dei lavoratori, con l’intervento dello Stato che partecipa alla contrattazione collettiva svolgendo prevalentemente un’azione mediatrice tra le parti.

I protagonisti del sistema di relazioni industriali sono dunque tre:

• Le associazioni degli imprenditori;

• I sindacati dei lavoratori;

• Lo Stato.

Importanza del lavoro

Oltre che dal punto di vista giuridico, il lavoro risulta fondamentale anche dai punti di vista economico e umano.
Il rapporto di lavoro subordinato può essere svolto in base a numerose forme contrattuali previste dalla legge.

Assicura al dipendente la continuità del rapporto di lavoro e gli garantisce una retribuzione costante con la quale può pianificare l’esistenza personale e della propria famiglia.

I rapporti a tempo indeterminato possono cessare:

• Per effetto del pensionamento o delle dimissioni del lavoratore;

• In seguito a licenziamento che deve però avvenire per giusta causa o per giustificato motivo.

La flessibilità lavorativa, offre alle imprese la possibilità di modificare in più o in meno il numero dei lavoratori in base all’andamento del proprio ciclo produttivo.

Tipologie di contratti part-time

Contratto di lavoro a tempo determinato: Viene inserita la data in cui finirà; pertanto la durata del rapporto di lavoro è prestabilita sin dall’inizio;

• Contratto di somministrazione di lavoro: L’agenzia per il lavoro mette a disposizione di un’impresa utilizzatrice uno o più lavoratori affinchè svolgano la loro opera nell’interesse e sotto la direzione dell’impresa utilizzatrice.

• Contratto a tempo parziale (part-time): è un contratto che impegna i dipendenti a un orario di lavoro inferiore all’orario normale stabilito dai contratti collettivi.

• Part-time orizzontale: Prevede la riduzione dell’orario di lavoro giornaliero rispetto all’orario completo (es.20 ore settimanali distribuite in 4 ore per 5 giorni a settimana);

• Part-time verticale: Prevede lo svolgimento dell’attività a tempo pieno sol per prestabiliti periodi di tempo nel corso della settimana, del mese o dell’anno (es. se l’orario di lavoro normale è di 36 ore in 6 giorni, un dipendente a tempo parziale lavora 6 ore per 3 giorni);

• Part-time misto: Struttura contrattuale che abbina le due forme sopra descritte di tempo parziale orizzontale e verticale (es. se orario tot 40 ore settimanali suddivise in 8 ore per 5 giorni, il dipendente lavora per 5 ore solo 4 giorni).

Contratto di lavoro a progetto

• Contratto di lavoro a progetto: Contratto di lavoro stipulato in forma scritta che origina una “collaborazione coordinata” tra impresa e lavoratore perché deve essere riconducibile a uno o più progetti prestabiliti dall’impresa che vengono gestiti autonomamente dal lavoratore.
L’apprendistato è un rapporto di lavoro nel corso del quale l’impresa è obbligata a impartire o a far impartire all’apprendista assunto alle sue dipendenze l’addestramento necessario perché possa conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato-

• Apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;

• Apprendistato professionalizzante o di mestiere;

• Apprendistato per percorsi di alta formazione e di ricerca.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di lavoro subordinato?
  2. Il lavoro subordinato è un rapporto in cui un numero elevato di lavoratori (dipendenti) opera sotto la direzione di un datore di lavoro, in cambio di una retribuzione, come stabilito da un contratto di lavoro.

  3. Quali sono i diritti fondamentali dei lavoratori subordinati?
  4. I lavoratori subordinati hanno diritti come il rispetto della dignità umana, la libertà sindacale, la sicurezza fisica, il diritto al riposo e alla parità di trattamento economico, come indicato nel testo.

  5. Che ruolo ha il datore di lavoro nel contratto di lavoro subordinato?
  6. Il datore di lavoro stabilisce le modalità di lavoro, paga la retribuzione e fornisce gli strumenti necessari per l'attività lavorativa, come descritto nel testo.

  7. Cosa prevede lo Statuto dei Lavoratori?
  8. Lo Statuto dei Lavoratori delimita i poteri del datore di lavoro, vietando pratiche invasive come il controllo a distanza dei lavoratori e garantendo la tutela della libertà e dignità dei lavoratori.

  9. Quali sono le tipologie di contratti di lavoro part-time?
  10. Le tipologie di contratti part-time includono il part-time orizzontale, verticale e misto, ognuno con modalità specifiche di distribuzione dell'orario di lavoro, come spiegato nel testo.

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