Concetti Chiave
- L'Inghilterra impose una strategia di sfruttamento sulle colonie nordamericane, costringendole a importare beni britannici costosi e a vendere i loro prodotti a prezzi bassi.
- Il malcontento culminò nel conflitto aperto con il Tea Act, portando i Figli della libertà a distruggere carichi di tè nel porto di Boston.
- Le tredici colonie, dopo aver formato un esercito regolare, dichiararono la loro indipendenza e redassero la Dichiarazione d'indipendenza, influenzata da Thomas Jefferson.
- La guerra d'indipendenza si trasformò in un conflitto internazionale grazie al supporto di Francia, Olanda e Spagna, che intervennero a favore degli americani.
- L'Inghilterra riconobbe l'indipendenza delle colonie, ora Stati Uniti d'America, a causa della minaccia di una coalizione antibritannica formata da diverse potenze europee.
Strategia di sfruttamento inglese
Nel suo rapporto con le colonie nordamericane l’Inghilterra adottò una strategia di repressione e di sfruttamento: i coloni erano costretti a importare unicamente prodotti di fabbricazione britannica a prezzi alti, ma dovevano vendere i loro prodotti solo sui mercati inglesi, a prezzi molto bassi.
Conflitto e dichiarazione di diritti
Il malcontento si trasformò in aperto conflitto, quando il Parlamento inglese il Tea Act (legge sul tè). Alcuni Figli della libertà (associazione antibritannica) assalitono tre navi inglesi nel porto di Boston e ne buttarono in mare l’intero carico. Con questo gesto i coloni si posero in una posizione di scontro frontale con la madrepatria. I rappresentanti delle colonie si riunirono nel Congresso di Filadelfia, dove elaborarono la Dichiarazione dei diritti delle colonie, con le loro richieste all’Inghilterra. Il sovrano inglese Giorgio III respinse la Dichiarazione e fece deflagrare una vera e propria guerra d’indipendenza.
Guerra d'indipendenza e alleanze
Dopo i primi due scontri a fuoco tra le truppe britanniche e i reparti di volontari americani, il Parlamento inglese dichiarò ribelli le colonie, che nel Secondo Congresso continentàle di Filadelfia decisero di dotarsi di un esercito regolare. Nel successivo congresso di Filadelfia le tredici colonie si dichiararono indipendenti con il nome di Stati Uniti. La Dichiarazione d’indipendenza, redatta principalmente da Thomas Jefferson, si fondava sulla sovranità popolare e sulla difesa dei diritti inalienabili dell’uomo. Grazie alla guida militare di George Washington gli americani riuscirono a ottenere una decisiva vittoria, che convinse Francia, Olanda e Spagna a intervenire in favore degli insorti, trasformando il conflitto coloniale in guerra internazionale.
Riconoscimento dell'indipendenza
Mentre lo scienziato americano Benjamin Franklin svolgeva opera diplomatica in Europa, si formò la Lega dei neutri (Russia, Prussia, Austria, Svezia, Danimarca e Portogallo), che approfittò dela Rivoluzione americana per creare un fronte antibritannico in difesa della libertà di navigazione. Il rischio di dover affrontare una coalizione di potenze convinse l’Inghilterra a riconoscere l’indipendenza delle tredici colonie e la loro trasformazione in Stati Uniti d’America.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali strategie adottate dall'Inghilterra nei confronti delle colonie nordamericane?
- Quale evento segnò l'inizio del conflitto tra i coloni e la madrepatria?
- Come si sviluppò il riconoscimento dell'indipendenza delle colonie americane?
L'Inghilterra adottò una strategia di repressione e sfruttamento, costringendo i coloni a importare solo prodotti britannici a prezzi elevati e a vendere i loro prodotti esclusivamente sui mercati inglesi a prezzi molto bassi.
Il conflitto iniziò con il Tea Act, che portò i Figli della libertà ad assaltare navi inglesi nel porto di Boston, gettando il carico di tè in mare e ponendosi in aperto scontro con l'Inghilterra.
Dopo la guerra d'indipendenza e grazie all'intervento di potenze come Francia, Olanda e Spagna, l'Inghilterra fu costretta a riconoscere l'indipendenza delle tredici colonie, che si trasformarono negli Stati Uniti d'America.