Concetti Chiave
- L'Alpha Magnetic Spectrometer, ideato dal Nobel Samuel Ting, è stato lanciato dalla NASA nel 2011 e ha un ruolo primario nella ricerca spaziale italiana, realizzato in collaborazione con Infn e Asi.
- Il potente magnete superconduttore dell'AMS, operante a 1,4 gradi sopra lo zero, genera un campo magnetico di 1 tesla per individuare antinuclei e studiare la materia oscura e le origini del Cosmo.
- Grazie all'AMS, sono stati prodotti grafici che rivelano che i raggi cosmici raggiungono energie superiori a quelle degli acceleratori terrestri, suggerendo l'esistenza di acceleratori naturali nel cosmo.
- Esiste una relazione inversa tra energia e frequenza delle particelle cosmiche: particelle ad alta energia sono meno comuni rispetto a quelle a bassa energia.
- Esperimenti terrestri come MACRO e Auger studiano i raggi cosmici di alta energia, utilizzando superfici grandi e laboratori sotterranei per rivelare particelle secondarie.
Contributo italiano alla ricerca spaziale
Esso venne ideato dal nobel Samuel Ting e realizzato grazie ad una collaborazione internazionale nella quale l’Italia con Infn e Asi (Agenzia Spaziale Italiana) ha avuto un ruolo primario, che venne lanciato dalla NASA nel 2011 e tuttora in orbita sulla ISS. Esso pesa 7,5 tonnellate ed è dotato di un potente magnete superconduttore, in grado di operare a una temperatura di 1,4 gradi sopra lo zero e di produrre al suo interno un campo magnetico di 1 tesla, che ha il compito di individuare eventuali antinuclei su oltre un miliardo di nuclei di fondo e che permette di compiere importanti osservazioni decisive per la comprensione delle origini e dell’evoluzione del Cosmo, dell’apparente scomparsa della antimateria primordiale e della presenza della materia oscura.
Scoperte sui raggi cosmici
Inoltre esso ha inoltre permesso di produrre grafici che rappresentano il livello di energia delle particelle primarie in relazione al loro flusso, quindi recanti in ascisse l’energia (in eV) e in ordinate l’intensità dei raggi cosmici, e da ciò emerse che essi possono raggiungere energie molto maggiori a quelle raggiunte dagli attuali acceleratori di particelle sulla terra e che quindi nel cosmo sono presenti acceleratori naturali molto più potenti, spiegando così il motivo del rinnovato interesse per i raggi cosmici e che la quantità delle particelle è inversamente proporzionale al livello di energia, ossia che all’aumentare dell’energia il numero di particelle per unità di spazio diminuiscono diventando più rare; quindi particelle estremamente energetiche sono meno frequenti di particelle meno energetiche, infatti i protoni con energia di 1018 eV sono piuttosto rari e hanno una frequenza di 1 per km2 all'anno mentre i protoni più frequenti trasportano energie intorno a 1 TeV (1012 eV) e si presentano circa ogni secondo per m2 ed hanno quindi un flusso piuttosto continuo. A partire da questi grafici è quindi possibile verificare l’esistenza di i raggi cosmici raggi cosmici estremamente energetici (EECR), ossia aventi un’energia superiore ai 5 x 10¹⁹ eV, i quali parrebbero essere quei raggi di origine extra-galattica teorizzati da Cocconi.
Esperimenti terrestri sui raggi cosmici
Altri esperimenti vengono invece condotti da Terra in quanto quando l’energia aumenta e il flusso di raggi cosmici diventa molto basso bisogna avere esperimenti di grande superficie, che per ovvi motivi non possono essere montati su satelliti, e per questo motivo per raggi cosmici di energia elevata si usano esperimenti sulla superficie terrestre o in laboratori sotterranei grazie ai quali si rivelano i raggi cosmici secondari prodotti nell’interazione del raggio primario con l’atmosfera e dalle caratteristiche dello “shower” di particelle si ricava l’energia e la direzione del raggio cosmico primario. in particolare gli esperimenti sotterranei possono rivelare solo i muoni e i neutrini secondari, in quanto queste sono le uniche particelle che possono arrivare in profondità sottoterra o sotto una montagna. Alcuni esempi sono costituiti dall’esperimento MACRO, in funzione ai LNGS dal 1989 fino a dicembre del 2000, attraverso lo studio della componente penetrante dei Raggi Cosmici, ha contribuito a chiarire la composizione, l'origine e i meccanismi di interazione dei Raggi Cosmici primari e dall’esperimento Auger, a cui partecipano anche ricercatori dei Laboratori del Gran Sasso, ossia l’esperimento più grande al mondo dedicato allo studio dei Raggi Cosmici di alta energia.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo dell'Italia alla ricerca spaziale attraverso il progetto ideato da Samuel Ting?
- Quali scoperte sui raggi cosmici sono emerse grazie al progetto?
- Come vengono condotti gli esperimenti sui raggi cosmici di alta energia sulla Terra?
- Quali sono alcuni esempi di esperimenti condotti in laboratorio per lo studio dei raggi cosmici?
- Qual è l'importanza del magnete superconduttore nel progetto di ricerca spaziale?
L'Italia, tramite l'INFN e l'ASI, ha avuto un ruolo primario nel progetto ideato dal Nobel Samuel Ting, lanciato dalla NASA nel 2011 e attualmente in orbita sulla ISS, contribuendo a importanti osservazioni sull'origine e l'evoluzione del Cosmo.
Il progetto ha rivelato che i raggi cosmici possono raggiungere energie superiori a quelle degli acceleratori di particelle terrestri, mostrando che la quantità di particelle è inversamente proporzionale al loro livello di energia, con particelle estremamente energetiche che risultano più rare.
Gli esperimenti terrestri sono necessari per studiare i raggi cosmici di alta energia, poiché il flusso diventa molto basso; si utilizzano grandi superfici per rivelare i raggi cosmici secondari prodotti nell'interazione con l'atmosfera.
Esempi di esperimenti includono MACRO, attivo dal 1989 al 2000, che ha studiato la componente penetrante dei raggi cosmici, e l'esperimento Auger, il più grande al mondo dedicato ai raggi cosmici di alta energia, con la partecipazione di ricercatori dei Laboratori del Gran Sasso.
Il potente magnete superconduttore, operante a 1,4 gradi sopra lo zero e capace di generare un campo magnetico di 1 tesla, è fondamentale per individuare antinuclei e compiere osservazioni cruciali per comprendere la materia oscura e l'antimateria primordiale.