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Concetti Chiave

  • L'autore mette in evidenza come i social media influenzino negativamente la capacità di pensiero critico, portando molte persone a conformarsi piuttosto che a riflettere autonomamente.
  • La semplicità è vista come un obiettivo importante, contrapposta alla confusione generata da messaggi pubblicitari e mode effimere che distorcono il libero pensiero.
  • I giovani sono descritti come focalizzati sulla fama immediata, trascurando l'importanza della crescita personale e dell'impegno nel costruire il proprio futuro.
  • L’autore richiama la previsione di Andy Warhol riguardo alla fama effimera, criticando una società che cerca riconoscimenti senza sforzi reali.
  • Nonostante un atteggiamento pessimista, l'autore esprime una speranza per il futuro, suggerendo che esistono individui capaci di emergere e ispirare un cambiamento positivo nella società.

L'influenza dei social media

Attraverso questo articolo l’autore vuole sensibilizzare i lettori circa una consolidata realtà che coinvolge i giovani d’oggi e non solo, anche le persone adulte, sul delicato problema del non saper più ragionare con la propria testa ma viceversa lasciarsi condizionare da tutto quello che rappresenta il vastissimo mondo dei social e dei mass media, che ci circonda e inevitabilmente ci coinvolge in prima persona.

Nell’introduzione del testo il Lodoli rappresenta, con la similitudine “lo stordimento, se non addirittura una leggera forma di demenza, stiano soffiando come scirocco in troppi cervelli”, come appunto ormai la mente di troppi giovani sia annebbiata e confusa dalle troppe informazioni e messaggi subliminali che alimentano facili entusiasmi ed errate convinzioni che costituiscono un deterrente al libero arbitrio e all’iniziativa individuale.

La semplicità come obiettivo

La facilità con cui siamo continuamente bombardati e assillati dai vari messaggi pubblicitari e da facili mode e stili di vita è un’arma che divora e distrugge i nostri pensieri, non ci fa più ragionare e pensare liberamente ma viceversa ci condiziona a tal punto da restare inermi e indifferenti.

Al contrario, la semplicità dovrebbe essere il fine cui tendere per ottenere gli obiettivi prefissati.

Giovani e il mito della fama

L’autore racconta di come i giovani siano ormai unicamente preoccupati di aggiornare i propri profili sui social, illudendosi di poter guadagnare più soldi possibili senza fatica né sudore, di vestirsi sempre all’ultima moda con il nuovissimo modello di iphone appena uscito anziché cercare di costruirsi il proprio futuro mattone dopo mattone, allenando la propria mente nella continua ricerca delle conoscenze e nell’arricchimento del proprio bagaglio culturale, unica vera risorsa per riuscire nella vita.

La previsione di Andy Warhol

Si può paragonare questa riflessione dell’essere o apparire ad una famosa frase scritta da Andy Warhol “ nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti”.

Andy Warhol aveva già prefigurato parecchio tempo fa di come si sarebbe trasformata la civiltà umana, di come l’uomo moderno sarebbe stato più interessato ad ottenere fama e gloria immediata, se pur effimera, senza doverla conquistare con l’impegno ed il sacrificio giorno dopo giorno.

La visione pessimistica dell'autore

Tutto questo ci porta a trascorrere la nostra vita in un perenne stato di beata ignoranza che ci rende solo più infelici e ci nega quelle che sono i reali valori genuini della libera intraprendenza e dello spirito di rivalsa nei confronti delle avversità che sono all’ordine quotidiano.

In questa visione pessimistica dell’autore non si intravede alcuna possibile via d’uscita né alcuna soluzione da adottare per sfuggire a questa voragine che inghiotte la nostra mente e noi stessi.

Conclusione e visione personale

In conclusione l’autore, sfiduciato e rassegnato, ritiene che in futuro l’unica strada possibile sarà affidare agli stranieri la gestione di tutti quei lavori più complessi ed impegnativi, essendo loro abituati ad un diverso stile di vita e ad un diverso modo di ragionare, coltivato attraverso mille difficoltà e sofferenze per sopperire alla fame e povertà dilaganti, affinando sempre di più il desiderio di riscatto sociale e di una vita migliore.

A noi resteranno solo le briciole rappresentate dai sogni illusori di diventare famosi in campi ed attività effimere e secondarie, beandoci della nostra ignoranza.

La mia personale visione del futuro, seppur probabilmente utopistica, è un pò diversa, perché ritengo che non siamo tutti ugualmente stupidi ed ignoranti.

Dalla moltitudine sono sempre emersi, e spero che il fenomeno sia destinato ad aumentare, persone che hanno saputo ribellarsi a questo andazzo generale e con il loro esempio, il loro impegno quotidiano in tutti i campi dell’umana attività, dalla ricerca al sociale, hanno saputo coinvolgere e fare da traino a tutti gli altri.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale problema evidenziato dall'autore riguardo all'influenza dei social media sui giovani?
  2. L'autore sottolinea che i giovani sono sempre più condizionati dai social media, perdendo la capacità di ragionare con la propria testa e lasciandosi influenzare da messaggi subliminali e mode effimere.

  3. Come viene descritta la semplicità nel contesto del pensiero critico?
  4. La semplicità è vista come un obiettivo fondamentale per raggiungere i propri scopi, in contrapposizione alla confusione generata dai messaggi pubblicitari che ostacolano il libero pensiero.

  5. Qual è la critica dell'autore nei confronti del mito della fama tra i giovani?
  6. L'autore critica i giovani per la loro ossessione nel cercare fama e successo immediato sui social, piuttosto che investire tempo e impegno nella costruzione di un futuro solido e nella crescita personale.

  7. Qual è la visione di Andy Warhol citata nell'articolo e come si collega alla realtà attuale?
  8. La famosa frase di Warhol sull'essere famoso per quindici minuti riflette la superficialità della società moderna, dove l'ottenimento di fama è spesso preferito all'impegno e al sacrificio.

  9. Qual è la conclusione pessimistica dell'autore riguardo al futuro e alla gestione dei lavori complessi?
  10. L'autore esprime una visione rassegnata, suggerendo che in futuro i lavori più impegnativi saranno affidati a stranieri, mentre gli italiani rimarranno intrappolati in sogni illusori di fama, trascurando le vere opportunità di crescita.

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