Concetti Chiave
- La scoperta della radioattività nel 1896 da parte di H. Becquerel ha aperto la strada a importanti studi scientifici, incluso il lavoro pionieristico di Marie Curie.
- La radioattività è un fenomeno nucleare che comporta l'emissione di particelle e radiazioni, permettendo di esplorare la struttura dell'atomo.
- I giacimenti di uranio, essenziale per le reazioni nucleari, sono presenti in tutto il mondo, con le riserve più ricche localizzate in Congo e Canada.
- In natura, l'uranio è prevalentemente composto dall'isotopo U-238, mentre l'isotopo U-235, utilizzato nelle reazioni nucleari, è presente in quantità minori.
- L'arricchimento dell'uranio U-235 avviene tramite processi complessi, e attualmente viene anche utilizzato il plutonio come combustibile nucleare.
Scoperta della radioattività
Nel 1896 il fisico francese H. Becquerel scoprì che dai minerali di uranio di sprigionavano dei raggi un pò simili alcuni anni prima dal tedesco G. Rontgen e capaci di penetrare perfino nei metalli.
Questo fenomeno fu studiato dall'allieva di Becquerel, Marie Curie la quale, insieme con il marito Pierre Curie, riuscì ad estrarre da un minerale d' uranio un elemento (il polonium) 100 volte più attivo dell'uranio. A tale elemento fu dato il nome di radium che significa irradiante. In seguito vennero scoperte diverse altre sostanze che emettono spontaneamente radiazioni analoghe a quelle del radio e che perciò furono chiamate sostanze radioattive.
Qual è la natura della radioattività?
Il processo di irradiazione del radio e delle altre sostanze radioattive si chiama radioattività. Si tratta di un fenomeno che ha origine nel nucleo atomico e si manifesta con l'emissione spontanea di particele e radiazioni nucleari, denominate dal fisico inglese Rutherford con le prime lettere dell'alfabeto greco: raggi a, raggi b e raggi y. Furono appunto queste radiazioni che permisero di esplorare e conoscere il nucleo dell'atomo.
Le sostanze radioattive, emettendo spontaneamente radiazioni, liberano energia e nel contempo si disintegrano, cioè si trasformano i elementi più stabili. Proprio con lo studio di tali trasformazioni, i fisici scoprirono che la materia può diminuire di massa con produzione di energia.
Giacimenti di uranio nel mondo
Il combustibile usato nelle reazioni nucleari è l'uranio, l'elemento naturale di numero atomico più elevato, cioè 92. Di questo combustibile dell'era atomica, oggi febbrilmente ricercato, furono scoperti giacimenti in ogni continente. I giacimenti più ricchi si trovano nel Congo e nel Canada, con una percentuale di uranio che varia dall'1 al 4%. Anche in Italia vi sono giacimenti di uranio, ma essi sono a bassa percentuale. I più importanti minerali da cui si estrae l'uranio sono: pechblenda, uraninite, carnotite e autunite. Per scoprire i giacimenti minerari di uranio si ricorre a particolari apparecchi elettronici che rivelano la radioattività delle rocce. L'uranio infatti, essendo radioattivo, emette radiazioni che possono essere individuate dai contatori Geiger: dal numero degli impulsi segnalati da tali apparecchi, si deduce il grado di radioattività presente.
Isotopi dell'uranio e arricchimento
Nelle reazioni nucleari si usa l'uranio 235. In natura però la maggior parte dell'uranio è costituito dall'isotopo U-238, mentre di U-235 ce n'è soltanto una minima parte. L'uranio viene pertanto arricchito nell'isotopo 235 attraverso processi assai complicati. Attualmente come combustibile nucleare viene impiegato anche il plutonio.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la scoperta fondamentale di H. Becquerel nel 1896?
- Chi ha contribuito in modo significativo allo studio della radioattività dopo Becquerel?
- Dove si trovano i giacimenti di uranio più ricchi nel mondo?
- Qual è l'isotopo di uranio utilizzato nelle reazioni nucleari e come viene ottenuto?
H. Becquerel scoprì che dai minerali di uranio si sprigionavano raggi capaci di penetrare nei metalli, dando inizio allo studio della radioattività.
Marie Curie, allieva di Becquerel, insieme al marito Pierre Curie, estrasse il polonium, un elemento 100 volte più attivo dell'uranio, contribuendo notevolmente alla comprensione della radioattività.
I giacimenti di uranio più ricchi si trovano nel Congo e nel Canada, con percentuali di uranio che variano dall'1 al 4%, mentre in Italia i giacimenti sono a bassa percentuale.
Nelle reazioni nucleari si utilizza l'uranio 235, che è presente in minima parte in natura; per questo motivo, l'uranio viene arricchito attraverso processi complessi per aumentare la sua concentrazione di U-235.