Concetti Chiave
- La lirica di Quasimodo evoca immagini tragiche della guerra e il silenzio come protesta contro le atrocità.
- Il poeta utilizza la prima persona plurale per esprimere solidarietà e una nuova direzione poetica aperta alla storia.
- Accostamenti arditi come “lamento d'agnello dei fanciulli” e “urlo nero della madre” sottolineano la crudeltà e il dolore.
- La poesia riflette un sentimento di commozione religiosa, intrecciando immagini bibliche con l'orrore presente.
- Le "cetre" appese ai salici simboleggiano la poesia muta e impotente di fronte all'orrore della guerra.
Quasimodo - Alle fronde dei salici
In questa lirica sono evocate le tragiche immagini della guerra. Il canto del poeta è come un “muto” lamento, impotente di fronte all’orrore. La lirica si apre con una lunga interrogativa diretta, angosciosa, sulla possibilità della poesia in un mondo sconvolto e distrutto dalla guerra, oppresso e soffocato (“con il piede straniero sopra il cuore”: si riferisce all'occupazione di Milano da parte delle truppe naziste dopo l'8 settembre 1943, quando ebbe inizio la Resistenza).
La risposta, costituita dagli ultimi tre versi, asciutti e desolati, è negativa, densa di immagini raccapriccianti che si susseguono da un verso all'altro. In essa il silenzio dei poeti traduce la protesta contro le atrocità commesse.
Altri aspetti
I morti venivano abbondonati sull'erba resa dura dal ghiaccio. Anche la natura sembra prendere parte al dolore del poeta diventando dura come il ghiaccio. Quasimodo usa la prima persona plurale, a conferma di una nuova direzione della sua ricerca poetica, che riscopre i valori della solidarietà e si apre verso la storia.
D'ispirazione ermetica resta il gusto per gli accostamenti arditi:
Il discorso si sviluppa tuttavia in forme più comunicative, insieme drammatiche ma immediatamente evidenti.
Un sentimento di commozione religiosa pervade questi versi, che nascono non a caso da una memoria biblica: il verso inziale riprende un passo del salmo, che esprime il lamento degli Ebrei per il dolore del loro esilio in Babilonia.
Di qui il carattere meditativo che assume l'orrore stesso, mescolando al presente antiche immagini di sacrificio e di martirio (il ricordo degli agnelli sgozzati, le esecuzioni paragonate all'uccisione di Cristo, una madre che ricorda Maria ai piedi della Croce).
Ma il dolore è impotente e la poesia non può offrire, “per voto”, che il silenzio, nell'immagine delle “cetre” (salmo) che oscillano, quasi in balia di se stesse, appese “alle fronde dei salici”, l'albero simbolo del pianto e del dolore.
Le cetre sono strumenti musicali a corda, simbolo della poesia, che veniva accompagnata dalla musica. La poesia diventa muta, priva di ogni valore e significato, di fronte all'orrore e al dolore della guerra.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della lirica "Alle fronde dei salici" di Quasimodo?
- Come viene rappresentata la natura nella lirica di Quasimodo?
- Quali sono alcuni degli accostamenti arditi utilizzati da Quasimodo nella sua poesia?
- Qual è il significato delle "cetre" appese alle fronde dei salici nella poesia?
Il tema centrale è l'impotenza della poesia di fronte all'orrore della guerra, espressa attraverso immagini tragiche e un lamento muto che riflette la protesta contro le atrocità commesse.
La natura è descritta come partecipe del dolore del poeta, diventando dura come il ghiaccio, simbolizzando la desolazione e il freddo dell'orrore bellico.
Quasimodo utilizza accostamenti come “lamento d'agnello dei fanciulli” e “urlo nero della madre”, che accentuano la crudeltà e il dolore attraverso simboli religiosi e sinestesie espressionistiche.
Le "cetre" simboleggiano la poesia, che diventa muta e priva di significato di fronte alla guerra, rappresentando il silenzio come unica risposta possibile al dolore e all'orrore.