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Concetti Chiave

  • Dante descrive le anime dei superbi, costrette a camminare curve sotto pesanti macigni, mentre recitano il "Pater noster" e riflettono su umiltà e superbia punita.
  • Oderisi da Gubbio, un noto miniatore amico di Giotto, simboleggia la superbia artistica, ma ora dimostra umiltà ammettendo di essere stato superato da Franco Bolognese.
  • La gloria umana è vista come vana e destinata a svanire, seguendo un'epoca di decadenza e ignoranza, come evidenziato da Oderisi con esempi storici.
  • Dante utilizza figure storiche come Cimabue e Guinizzelli per illustrare la transitorietà della fama, suggerendo che la grandezza è sempre destinata a essere superata.
  • Il discorso di Oderisi culmina in una sentenza che riflette sul ciclo della fama, paragonando il sole che dà e toglie colore all'erba con il mondo che offre e rimuove la gloria agli uomini.

Le anime dei superbi

Nel canto XI, Dante ci presenta la figura di Oderisi da Gubbio che riconosce in mezzo ai superbi. Queste anime sono costrette a camminare curve sotto pesanti macigni, recitando il “Pater noster” e riflettendo su esempi di umiltà, scolpiti sulla ripa del monte, e su esempi di superbia punita, scolpiti sul ripiano della cornice. Come in vita essi camminarono sempre a testa alta, ora devono muoversi ricurvi e dato che essi confidarono sempre nel proprio valore, ora, recitando il “Pater noster”, fanno un continuo atto di umiltà.

Oderisi da Gubbio e l'umiltà

Oderisi era un famoso e valido miniatore, vissuto al tempo di Dante. Molto amico di Giotto, lavorò a Roma dove arricchì di miniature molti libri destinati alla Libreria papale. Egli è il simbolo della superbia artistica anche se ormai questo sentimento è ormai scomparso dal suo animo. Infatti Dante, non appena l’ha riconosciuto, gli rivolge parole lusinghiere, ma Oderisi respinge le lodi, dichiarando di essere stato superato da un certo Franco Bolognese, cosa che in vita non sarebbe mai stato capace di confessare.

La vanità della gloria umana

Ammonisce poi gli uomini del fatto che la gloria ottenuta con le opere umane è vana e non si mantiene viva se non segue un’età di decadenza e di ignoranza. E dà anche due esempi storici di questo concetto: Cimabue fu superato da Giotto, Guinizzelli fu superato da Cavalcanti e forse è già nato colui che supererà entrambi. Alcuni critici pensano che Dante volesse alludere a se stresso. Anche se si morisse di vecchiaia, di qui a mille anni non si avrebbe più fama di colui che è morto da da bambino. Oderisi, esemplifica tale concetto con un altro esempio storico, preso, questa volta, dalla vita politica del tempo, indicando a Dante un altro spirito che cammina davanti a lui: Provenzan Salvani. Il discorso di Oderisi termina con una sentenza che riprende delle immagini bibliche (vv.115-117): “Il sole dà il colore all’erba e il sole gliela toglie, proprio come il mondo dà la fama agli uomini e il mondo gliela porta via.”

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la condizione delle anime dei superbi nel canto XI della Divina Commedia?
  2. Le anime dei superbi sono costrette a camminare curve sotto pesanti macigni, recitando il "Pater noster" e riflettendo su esempi di umiltà e superbia punita, come punizione per la loro arroganza in vita.

  3. Chi è Oderisi da Gubbio e quale lezione rappresenta?
  4. Oderisi da Gubbio è un famoso miniatore che simboleggia la superbia artistica, ma ora riconosce di essere stato superato da altri, mostrando un atto di umiltà che in vita non avrebbe mai confessato.

  5. Qual è il messaggio di Oderisi riguardo alla gloria umana?
  6. Oderisi ammonisce che la gloria ottenuta con le opere umane è vana e destinata a svanire, citando esempi storici di artisti superati e sottolineando che la fama è effimera, simile al ciclo del sole che dà e toglie colore all'erba.

Domande e risposte

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