Concetti Chiave
- Nella cornice VII del Purgatorio, i penitenti della lussuria si purificano attraverso il fuoco, scambiandosi baci fraterni e cantando inni di castità.
- Due schiere di anime si contrappongono: una commette peccati di lussuria contro natura, l'altra secondo natura, richiamando esempi biblici come Sodoma e Gomorra.
- Guido Guinizzelli, un'anima pentita, si presenta a Dante, mostrando umiltà e non facendo riferimento al suo passato di poeta.
- Dante esprime ammirazione per Guinizzelli, considerato un maestro della poesia, limitandosi a un gesto di affetto per timore delle fiamme.
- L'incontro tra Dante e Guinizzelli riflette un omaggio di un poeta giovane a uno della generazione precedente, evidenziando la stima e la deferenza reciproca.
I penitenti della lussuria
Nella cornice VII del Purgatorio, sorvegliata dall’Angelo della castità , Dante colloca i penitenti che in vita si lasciarono andare ad un’eccessiva ricerca del piacere della carne ed in punto di morte si pentirono. Come in vita furono arsi dalle fiamme dell’amore peccaminoso, ora si devono purificare in mezzo al fuoco, scambiandosi baci brevi e fraterni in segno di purissimo affetto; inoltre visto che non furono capaci di preservare il corpo dalla lussuria, cantano l’inno Summae Deus clementiae e gridano esempi di castità e di lussuria punita. Due sono le schiere che sopraggiungono: una è composta da coloro che commisero atti di lussuria contro natura e gridano l’esempio di Sodoma e Gomorra, mentre l’altra, formata dalle anime che in vita commisero peccati di lussuria secondo natura, va gridando l’esempio di Pasifae.
L'incontro con Guido Guinizzelli
Un’anima si fa avanti e si fa riconoscere: è Guido Guinizzelli che, per quanto sia morto da poco, all’età di 24 anni, si trova in Purgatorio per aver fatto in tempo a pentirsi; con un estrema semplicità egli non accenna al suo passato di poeta, ma di peccatore pentito. Sentendo il nome di colui che Dante stimava come maestro nell’arte della poesia, gli vorrebbe esprime il proprio affetto abbracciandolo, ma si trattiene per timore delle fiamme per cui si limita ad ammirarlo in silenzio e mettendosi a sua disposizione. Guinizzelli esprime stupore per una simile testimonianza di affetto e, con molta gentilezza, gliene chiede il motivo. Dante risponde che l’affetto ha origini tutte letterarie perché è¨ causato dalle sue dolci poesie che piaceranno fin tanto che durerà l’uso, da poco introdotto, di scrivere in volgare. L’incontro di Dante con Guinizzelli ripete le modalità e l’insegnamento scaturiti dall’incontro di Virgilio con Stazio: si tratta ancora di un poeta appartenente ad una giovane generazione che rende omaggio ad un poeta della generazione precedente, provando stima, ammirazione e deferenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della cornice VII del Purgatorio?
- Chi è Guido Guinizzelli e quale significato ha il suo incontro con Dante?
- Quali sono le due schiere di penitenti che Dante descrive nella cornice VII?
Nella cornice VII del Purgatorio, Dante colloca i penitenti della lussuria, che si purificano attraverso il fuoco e scambiano baci fraterni, esprimendo affetto e pentimento per i loro peccati legati al piacere della carne.
Guido Guinizzelli è un'anima che si riconosce in Purgatorio come peccatore pentito. Il suo incontro con Dante rappresenta un omaggio alla sua arte poetica, evidenziando la stima e l'ammirazione di Dante verso un maestro della poesia, simile all'incontro tra Virgilio e Stazio.
Dante descrive due schiere di penitenti: una composta da coloro che hanno commesso atti di lussuria contro natura, che citano Sodoma e Gomorra, e l'altra da quelli che hanno peccato secondo natura, che richiamano l'esempio di Pasifae.