Concetti Chiave

  • La Battaglia di Roncisvalle segna la morte epica di Orlando, ma il Pulci mantiene un tono comico e dissacrante che contrasta con la tragedia dell'evento.
  • L'Inferno di Roncisvalle è descritto come un luogo caotico e spaventoso, con saraceni che cadono in grandi quantità e Lucifero che ingoia le anime con voracità.
  • La "Festa Infernale" celebra la caduta dei saraceni all'Inferno con danze e suoni, paragonata alle celebri feste romane della vendemmia che durano indefinitamente.
  • Il campo di battaglia è paragonato a uno spezzatino immerso nel sangue, evocando immagini di caos e distruzione, simile al Mar Rosso in tempesta.
  • Il Pulci utilizza giochi di parole e un linguaggio comico per ridicolizzare il dramma della battaglia, creando un contrasto tra la serietà del tema e la comicità delle immagini.

Indice

  1. La Battaglia di Roncisvalle
  2. L'Inferno di Roncisvalle
  3. Festa Infernale
  4. Il Campo di Battaglia
  5. Sangue e Mar Rosso
  6. Comico e Drammatico

La Battaglia di Roncisvalle

Il passo corrisponde alle ottave 53-57 del II canto del Morgante. Siamo alla conclusione della vicenda. Lo scontro fra saraceni e cristiani è ormai decisivo ed è qui che Orlando, anche secondo la consolidata tradizione, troverà la sua epica morte. Ma anche in questa occasione, di per sé già tragica, il Pulci non abbandona la sua consueta comicità e il tono dissacrante presenti in tutta l’opera.

L'Inferno di Roncisvalle

Credo che in quel giorno sarebbe stato meno spaventoso vedere l’Inferno stesso piuttosto che Roncisvalle; i saraceni cadevano come pere [dagli alberi] e Sguarciaferro [uno dei demoni] li portava [via con s[] in grande quantità; a tal punto che il vento inarrestabile ed impetuoso soffiava ovunque, contro ogni roccia, su ogni cammino, su ogni spalto e su di ogni bolgia e costruzione fortificata, e la città di Dite [= l’Inferno] faceva una grande festa. [Tutti questi elementi del paesaggio infernale sono ripresi dall’ Inferno di Dante)

Quel giorno, Lucifero aveva spalancato tutte le sue bocche [e quindi non solo le tre che gli sono attribuite da Dante][, tanto che sembrava una nidiata di piccoli corvi, pronti a ricevere l’imbeccata dai genitori e tirava giù a gruppi le anime dei saraceni che piovevano giù, tali da sembrare fiocchi di neve marrone scuro come il saio dei monaci [ riferimento al colore scuro della pelle dei Saraceni[ nello stesso modo come fanno le farfalle [=la manna] usate dai pescatori per attirare i pesci alla superfice dell’acqua: non chiedere se mangiasse fiocchi di neve, dal momento che li trangugiò con la stessa voracità con cui le anatre ingoiano il cibo.

Festa Infernale

E facevano in cerchio tanti balli popolari che ciò che io sto raccontando è un’inezia rispetto a ciò che accadeva davvero e la festa non dura soltanto stamani, ma continua domani, dopodomani, il giorno dopo ancora e poi un altro qualsiasi ancora come succede spesso durante le veste romane della vendemmia [evidentemente le feste romane della vendemmia, a quel tempo erano famose per non finire mai]; e chi suonava il tamburo e chi le nacchere, chi la baldosa [uno strumento a corde], chi la cicutrenna e gli zufoletti [entrambi strumenti a fiato] e i piccoli salti della danza erano tutti agili e veloci, come il movimento di un fuso che gira.

Il Campo di Battaglia

E Roncisvalle sembrava un recipiente ripieno di spezzatino immerso nel sangue, di peducci [parte finale delle zampe degli animali] e di altri ossi fatti bollire in un apposito liquido, a tal punto che sembrava il lago ribollente dell’Inferno, senza che diminuisse davanti a Nesso [riferimento al fiume infernale Flegetonte, il grande fiume di acque bollente, che diminuiva di profondità di fronte al centauro Nesso finché quest’ultimo non lo potesse guadare; invece nel testo, la profondità sembra aumentare]; e il vento, in aria, creava dei mulinelli con il sangue che spruzzava.

Sangue e Mar Rosso

Il campo di battaglia era tutto ricoperto di sangue, da sembrare il Mar Rosso in tempesta, e chi sembrava ancora in vita vi sguazzava: si poteva gettare lo scandaglio ovunque, da tanto che il sangue era profondo e poi verificare come è solito fare l’ammiraglio della nave ossia il nocchiere che sa usare la sonda [per constatare la profondità dell’acqua] perché il sangue, tracimando, invadeva la valle.

Il giorno dello scontro di Roncisvalle sarebbe stato più bello vedere gli abissi che il luogo della battaglia, tale era la quantità di saraceni che piombò all’inferno. Lucifero se li ingoiava in gran numero, mentre arrivavano dall’alto, come una nevicata nera: sembrava una vera e propria festa, che durò più giorni, tra suoni, canti e balli. Roncisvalle, intanto, pareva un enorme spezzatino di carne in cui ribollivano ossa e membra dei morti, mentre il vento faceva mulinare in aria il sangue. Era come essere nel mar Rosso in tempesta, con una tale quantità di sangue che occorreva servirsi dello scandaglio per trovare il fondo.

Comico e Drammatico

La battaglia di Roncisvalle, nei Pirenei, costituisce l’epilogo glorioso della storia di Orlando per cui l’atmosfera dovrebbe essere drammatica. Invece, il Pulci ricorre ad un linguaggio comico, a giochi di parole e a virtuosismi verbali che prendono in giro lo scenario angoscioso della guerra e della morte. (i saraceni cadono come pere, il diavolo porta morti a balle, le bocche di Lucifero sono spalancare, pronte a divorare le anime, quest’ultime piovono a ciocche e è presente la similitudine dei corvi che imbeccano la nidiata). Se Roncisvalle è una disfatta per i Cristiani, per il diavolo è invece una festa, visto il grand numero di infedeli che finiscono all’Inferno. All’allegria dei diavoli è riservata l’intera ottava 55 in cui sono presenti strumenti e danze tipicamente medievali. Interessante è la fantasia linguistica presente al verso 4 dell’ottava 55 (“poscrai e poscrigno e posquacchera”). Si tratta di un verso assolutamente senza senso e del tutto inutile ai fini della narrazione; tuttavia il valore fonico-espressivo serve per dare l’immagine del gran marasma di immagini e di rumori.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della battaglia di Roncisvalle nel contesto dell'opera di Pulci?
  2. La battaglia di Roncisvalle rappresenta l'epilogo glorioso della storia di Orlando, ma Pulci utilizza un linguaggio comico e dissacrante per descrivere la tragedia, creando un contrasto tra il drammatico e il comico.

  3. Come viene rappresentata la morte dei saraceni durante la battaglia?
  4. I saraceni cadono in gran numero, descritti come "pere" che piovono, mentre Lucifero inghiotte le anime in un'atmosfera che ricorda una festa infernale, con elementi di comicità che alleggeriscono la scena.

  5. Qual è l'immagine evocativa del campo di battaglia?
  6. Il campo di battaglia è descritto come un "recipiente ripieno di spezzatino" immerso nel sangue, evocando un'immagine di caos e violenza, simile a un lago ribollente dell'Inferno.

  7. In che modo Pulci utilizza la musica e la danza nella descrizione della festa infernale?
  8. Pulci descrive una festa infernale con strumenti musicali e danze tipiche medievali, creando un'atmosfera di allegria tra i diavoli, in netto contrasto con la tragedia della battaglia.

  9. Qual è il tono generale dell'opera di Pulci riguardo alla battaglia di Roncisvalle?
  10. Il tono è caratterizzato da un mix di drammaticità e comicità, dove la tragedia della guerra è affrontata con giochi di parole e virtuosismi verbali, rendendo la scena sia angosciante che grottesca.

Domande e risposte

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