Concetti Chiave
- Dante ascende al V Cielo di Marte, dove incontra spiriti militanti, descritti come rossi splendori, accompagnati da melodie celestiali.
- Cacciaguida, trisavolo di Dante, si manifesta e descrive la Firenze del suo tempo, caratterizzata da costumi semplici e onesti, in contrasto con la città corrotta conosciuta da Dante.
- La similitudine tra Cacciaguida e Anchise dell'Eneide evidenzia l'affetto del trisavolo nei confronti di Dante, sottolineando il legame familiare e la tradizione.
- Firenze ai tempi di Cacciaguida era circondata da mura antiche e la popolazione viveva in modo sobrio, senza ostentare ricchezze materiali.
- Cacciaguida partecipò alla Seconda Crociata con l'imperatore Corrado III e morì combattendo in Terrasanta, diventando un simbolo degli spiriti combattenti nel Paradiso.
Ascensione al V Cielo?
Dal IV Cielo, del Sole dove risplendono le luci dei dottori in filosofia e teologia tra i quali San Domenico, Dante e Beatrice ascendono al V cielo, di marte, dove sono gli spiriti militanti. Essi appaiono come rossi splendori in forma di croce greca(cioè a braccia uguali), dai quali proviene una dolce melodia di canti. Nel mezzo della croce lampeggia Cristo.
Incontro con Cacciaguida
Interrotto il canto, ecco che dal braccio destro della croce appare un fulgore che scende in basso. L’anima scesa ai piedi della croce lo invita a manifestare il suo desiderio. Il poeta chiede chi sia il Beato, il quale si manifesta come il suo trisavolo Cacciaguida.
Questi però prima di parlare di se stesso, gli fa una descrizione di Firenze come era ai suoi tempi, una città dai costumi semplici e onesti, abitata da uomini laboriosi e donne pudiche, assai diversa dalla città che Dante conosce, corrotta e tormentata da contrasti politici.
VV25-27
- così premurosa si mostrò l’ombra di Anchise quando vide apparire il figlio Enea nei Campi Elisi, come narra Virgilio nell’Eneide. E’ una similitudine che esprime tutto l’affetto di Cacciaguida, avo di Dante, paragonato a quello di Anchise, il quale si vide apparire nell’oltretomba il figlio Enea vivo, guidato dalla Sibilla Cumana.
( La Sibilla Cumana sacerdotessa di Apollo, è una delle più importanti Sibille, figure profetiche delle religioni greca e romana.)
VV97-99 l - tempo di Cacciaguida Firenze era ancora circondata dalla vecchia cinta muraria, presso la quale si trova ancora la chiesa di Badia, ed era assai più sobria della città attuale. La popolazione non ostentava gioielli e monili sfarzosi, né le donne indossavano abiti alla moda per rendersi più appariscenti.
VV139-141
- Poi seguii l’imperatore Corrado III di Sassonia e presi parte alla seconda crociata e, per il mio buon servizio fui insignito del grado di cavaliere con il “cinto” o cingulum militiae.
Cacciaguida
Trisavolo di Dante, di cui si hanno scarse notizie a parte quelle fornite dal poeta stesso nei Canti del Paradiso in cui compare. Doveva essere nato alla fine dell'XI sec. a Firenze, da una famiglia di antica nobiltà. Secondo quanto afferma Boccaccio, egli ebbe due figli, Preitenitto e Alighiero, da cui nacque Bellincione e da questi Alghiero II, padre di Dante. Cacciaguida seguì l'imperatore Corrado III nella Seconda Crociata, durante la quale morì (forse nel 1147) combattendo contro i Musulmani in Terrasanta.
Dante lo colloca fra gli spiriti combattenti che si manifestano nel V Cielo del Paradiso, sotto l'influsso di Marte; il personaggio è introdotto nei Canti XV, XVI e XVII del Paradiso, chiamati anche generalmente “il trittico di Cacciaguida”.
Domande da interrogazione
- Chi è Cacciaguida e quale ruolo ha nel Paradiso di Dante?
- Come viene descritta Firenze ai tempi di Cacciaguida?
- Qual è il significato della similitudine tra Cacciaguida e Anchise?
- Quali eventi storici sono legati alla figura di Cacciaguida?
Cacciaguida è il trisavolo di Dante, un'anima che appare nel V Cielo del Paradiso. È descritto come un guerriero che ha partecipato alla Seconda Crociata e rappresenta gli spiriti militanti, manifestandosi in un contesto di grande affetto e nostalgia per Firenze, com'era ai suoi tempi.
Firenze, ai tempi di Cacciaguida, è descritta come una città dai costumi semplici e onesti, abitata da uomini laboriosi e donne pudiche, molto diversa dalla Firenze corrotta e tormentata da contrasti politici che Dante conosce.
La similitudine tra Cacciaguida e Anchise esprime l'affetto profondo del trisavolo di Dante, paragonato all'incontro tra Anchise ed Enea nell'oltretomba, evidenziando il legame familiare e l'emozione di rivedere un discendente.
Cacciaguida seguì l'imperatore Corrado III di Sassonia nella Seconda Crociata, durante la quale morì combattendo contro i Musulmani in Terrasanta, un evento che sottolinea il suo valore e il suo status di cavaliere.