Concetti Chiave

  • Nel Bergamasco, Renzo, sopravvissuto alla peste, ritorna al suo paese e osserva la sua vigna devastata dai Lanzichenecchi, simbolo della desolazione.
  • La descrizione della vigna è astratta e simbolica, collegando la devastazione naturale al caos umano, riflettendo il viaggio di Renzo.
  • Il caos nella vigna rappresenta l'assenza di ragione e valori morali, collegando la natura ribelle agli errori umani e al disordine storico.
  • Manzoni usa la vigna per esprimere un giudizio morale sull'ambizione e oppressione umana, enfatizzando il ruolo degli umili nella storia.
  • La descrizione dettagliata delle piante mira a controllare l'irrazionale, suggerendo un ordine superiore che osserva e giudica il disordine umano.

Indice

  1. Contesto
  2. La descrizione della vigna
  3. Significato della vigna abbandonata
  4. Un’occasione per esprimere un giudizio morale
  5. Significato della descrizione dettagliata
  6. La vigna di Renzo = Natura umana abbandonata a se stessa

Contesto

Nel Bergamasco Renzo è rimasto contagiato dalla peste, ma ne è guarito. Approfittando di questa condizione di immunità e del disordine generale che regna ovunque, decide di tornare al suo paese, alla ricerca di Lucia. Arriva a destinazione verso sera e dopo aver incontrato Tonio, inebetito dalla peste e don Abbondio che lo ragguaglia sulla strage di persone che il morbo ha fatto nel paese, Renzo decide di recarsi a casa di un suo amico d’infanzia e passa davanti alla sua vigna che lo scrittore si sofferma a descrivere

La descrizione della vigna

Rispetto al punto della vicenda in cui la descrizione è inserita, la descrizione ha un carattere piuttosto astratto. Renzo osserva con attenzione ogni minimo particolare del suo pezzo di terra rimasto abbandonato a lungo e che ha subito la devastazione dei Lanzichenecchi. Prevale il gusto del particolare e della distinzione descrittiva dei vari aspetti della flora confusa che si ammassa nel luogo saccheggiato. Tuttavia, lo scrittore non ha nessuna intenzione di raffigurare il luogo in modo realistico, quanto piuttosto di rievocare il desolato viaggio di ritorno di Renzo nei luoghi cari.
La descrizione della vigna giunge al centro di una serie di pagine, fra le più tristi e angoscianti del romanzo per il senso di catastrofe che vi incombe ,coinvolgendo gli uomini in lutti e disgrazie che trascinano dietro anche la natura. Infatti, a causa della calata dei lanzichenecchi e dell’epidemia i lavori dei campi sono impossibili. E’ vero che le piante da frutto producono più di quanto immaginato, ma questo particolare non fa altro che accrescere la desolazione, perché i frutti cadono e nessuno li raccoglie. Le erbacce che crescono nella vigna hanno la stessa funzione del male fisico che il male morale dell’uomo è stato in grado di creare. La crescita disordinata delle erbe è una conseguenza del disordine umano e in essa ci vengono richiamate alla mente le immagini degli sterpi e delle spine che nelle Sacre Scritture soffocano il seme e sono anche da rapportare alle avventure di Renzo e all’avidità dei vicini che saccheggiano i suoi beni, sapendo che esso è lontano e comunque ricercato dalla giustizia.

Significato della vigna abbandonata

Ma il caos che regna nella vigna ha anche un altro valore. Sull’appezzamento di terreno è mancata la sorveglianza e il governo della ragione umana e contemporaneamente si notano anche i segni deformanti e distruttivi dell’azione dell’uomo sulle cose (“Tutto era stato strappato alla peggio o tagliato al piede”)
Accanto ad interesse per i dettagli e per un’elencazione scientifica delle piante, tipico di colui che osserva e cataloga, si ha anche una forte insistenza nei confronti dei singoli aspetti osservati: i fiori, i frutti, le foglie, tutti aspetti rigogliosi in modo esagerato e quindi irrazionale come il groviglio della zucca selvatica e della vite, simbolo di quanto esiste di erroneo e malato nell’esplosione vitale della natura. Il significato di tutto ciò è chiaro: non appena si allenta la sorveglianza della ragione (del lavoro, dell’intervento umano) si scatena l’irresponsabilità, la violenza, il disordine, il caos. Pertanto la vigna abbandonata, dove ha preso il sopravvento la natura ribelle diventa il simbolo degli errori e delle colpe umane. Rappresenta il caos della storia umana con il suo essere imprevedibile, e si contrappone all’ordine che può essere garantito soltanto dalla ragione umana, se ispirata da solidi valori morali. La vigna rispecchia anche la distruzione generalizzata portata dalla peste e lo smarrimento che si ha quando il mondo ha perso ogni riferimento alla Provvidenza.

Un’occasione per esprimere un giudizio morale

Da un’attenta lettura si capisce anche come il Manzoni esprima il suo giudizio morale. Infatti, egli parla di “marmaglia”, di “erbacce, di “sopraffazione”, di “tentativo di passarsi davanti”, come simbolo della gara dell’uomo contro il proprio simile quando si fa guidare dalle ambizioni, dalla violenza, dall’oppressione. Le piante citate sono poco pregiate e non trovano quasi mai posto nell’arte: Manzoni non accenna ai fiori nobili che hanno il pregio della bellezza e che formano una sorta di aristocrazia della flora. Si tratta di un omaggio alle piante spesso inosservate , come se lo scrittore ci volesse ricordare che la storia è fatta soprattutto dagli umili e non dai grandi personaggi che tutti ricordano.

Significato della descrizione dettagliata

Nel passo, lo scrittore tende ad una descrizione precisa e minuziosa nel nominare le piante, nel definire i vari tipi di infiorescenza, nel descrivere i vari colori e nel descrivere le singole piante con tutta la loro tipologia di foglie, di fiori e di frutti. Questo può essere inteso come una forma di dominio sull’irrazionale, una sorta disequilibrio e di distacco dalla natura umana caduta e anche come tentativo di riordino della confusione e di difesa contro il caos delle cose. In sintesi l’esplosione vitale e disordinata della vigna dui Renzo è compensata e in certo modo gestita, dal riferimento alle caratteristiche botaniche, come se esistesse un’entità superiore che tutto domina, osserva e giudica, esprimendo così della annotazioni moralistiche per cui il caos che si ha a prima vista viene rimesso tutto in ordine.

La vigna di Renzo = Natura umana abbandonata a se stessa

La vigna di Renzo diventa allora l’immagine della natura umana abbandonata a se stessa e intaccata dal male, simbolo della gara dell’uomo che prevarica e sopraffà il proprio simile. A questo proposito è molto significativo il passo di “Fermo e Lucia” in cui padre Cristoforo descrive la peste: “Gran Dio! Questo flagello non corregge il mondo: è una grandine che percuote una vigna già maledetta: tanti grappoli abbatte, e quei che rimangono, son più tristi, più agresti, più guasti di prima”. La vigna maledetta, nel linguaggio biblico diventa la figura dell’infedeltà a Dio.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato simbolico della vigna abbandonata di Renzo?
  2. La vigna abbandonata di Renzo simboleggia la natura umana lasciata a se stessa, intaccata dal male e dal caos, rappresentando gli errori e le colpe umane. È un'immagine del disordine che prevale quando manca la guida della ragione e dei valori morali.

  3. Come viene descritta la vigna di Renzo nel contesto del romanzo?
  4. La vigna di Renzo è descritta con un'attenzione particolare ai dettagli, evidenziando la devastazione causata dai Lanzichenecchi e dalla peste. La descrizione è astratta e simbolica, riflettendo il viaggio desolato di Renzo e il caos della natura che rispecchia il disordine umano.

  5. In che modo la descrizione della vigna esprime un giudizio morale?
  6. Manzoni utilizza la descrizione della vigna per esprimere un giudizio morale, parlando di "marmaglia" e "erbacce" come simboli della competizione e dell'oppressione umana. Le piante poco pregiate rappresentano gli umili che fanno la storia, in contrasto con i grandi personaggi.

  7. Qual è il ruolo della descrizione dettagliata delle piante nella narrazione?
  8. La descrizione dettagliata delle piante serve a dominare l'irrazionale e a riordinare il caos, suggerendo l'esistenza di un'entità superiore che osserva e giudica. Questo equilibrio tra caos e ordine riflette il tentativo di difesa contro il disordine della natura umana.

  9. Come viene collegata la vigna di Renzo alla peste nel romanzo?
  10. La vigna di Renzo è collegata alla peste attraverso la descrizione di padre Cristoforo, che la definisce una "vigna già maledetta". La peste non corregge il mondo, ma colpisce una natura già corrotta, simboleggiando l'infedeltà a Dio e il deterioramento morale dell'umanità.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community