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Concetti Chiave

  • L'origine dei Promessi Sposi è legata al viaggio di Manzoni in Francia e alla lettura di Ivanoe, culminando nella prima stesura del 1823 senza titolo.
  • La revisione dell'opera ha portato a diverse edizioni, con cambiamenti significativi nella struttura e nei nomi dei personaggi, specialmente tra la prima edizione e "Fermo e Lucia".
  • Manzoni affronta problemi linguistici dovuti alla mancanza di un codice comune in Italia, cercando di creare una lingua che potesse unire il paese attraverso la sua opera.
  • La scelta del romanzo come genere da parte di Manzoni rappresenta una rottura con la tradizione letteraria italiana, in quanto il romanzo era visto come un genere inferiore e privo di una solida tradizione.
  • I personaggi principali sono otto e si raggruppano in coppie che riflettono antitesi e similarità, con dinamiche che cambiano quando un oppressore si unisce al bene.

Quadro generale dei promessi sposi

Qual è l'origine dei Promessi Sposi?

Risponde al principio civile del lettore. Dopo aver compiuto un viaggio in Francia, dopo aver letto Ivanoe comincia a scrivere i promessi sposi per i quali fa riferimento alla Historia Patria di Ripamonti e Economia e statistica di Melchiorre Gioia. Nel 23 viene conclusa la prima stesura che non viene pubblicata e a cui non da il titolo, ma poi probabilmente da il titolo di Fermo e Lucia.

La revisione e pubblicazione

Immediatamente dopo inizia la revisione dell'opera nel 24 e nel 27 vengono pubblicati i "Promessi Sposi" che è la prima edizione. Non ancora soddisfatto inizia un'ulteriore revisione linguistica per la quale si trasferisce a Firenze per andare a lavare i panni in Arno nel 28. Tra il 40 e il 42 viene pubblicata la seconda edizione con il titolo "I promessi sposi storia milanese del secolo XVII scoperta è rifatta da Alessandro Manzoni. Con questa edizione viene pubblicata anche la storia della colonna infame. La storia della colonna infame e sui processi agli untori. La colonna infame è una colonna che fu collocata nel duomo in cui sorgeva la casa di un untore condannato a morte e a ricordo di quello che era caduto fu collocata questa colonna. L'edizione quarantina dei promessi sposi viene accompagnata da questo trattatello.

Differenze tra le edizioni

Le differenze sono di tipo struttura e di tipo linguistico. Le differenze più consistenti si riscontano tra Fermo e Lucia e tra la prima edizione. Si presentava un numero inferiore di capitoli (37 invece di 38) in fermo e Lucia e l'opera era divisa in 4 blocchi narrativi che costituivano quasi 4 romanzi all'interno del romanzo stesso. Il 1º blocco è gli ostacoli del matrimonio, il 2º Lucia a Monza presso l'innominato, il 3º blocco gli ostacoli di Renzo, 4º blocco la peste e la conclusione della vicenda. Nella ventisettana (prima edizione) abbiamo un'integrazione tra questi blocchi narrativi. Le digressioni o spariscono nella ventisettana oppure vengono ridimensionate. Manzoni lima parecchio e non aggiunge molto. Vengono modificati alcuni episodiche indulgevano al gusto romantico. il messaggio ideologico non muta, Manzoni vuole fare una critica alla società alla storia. Un'altra differenza è che cambia i nomi e i cognomi. Cambia il nome di Renzo, Agnese, Fra Cristoforo, cambia anche il cognome di Lucia.

Problemi linguistici di Manzoni

Manzoni si pone il problema di quale lingua adottare, nel 21 scrive una lettera a Forielle e sottoponeva a lui parti della sua opera. In questa lettera spiega a Forielle le difficoltà che incontra dal punto di vista linguistico nella stesura del romanzo, perché in Italia manca un codice linguistico comune tra chi scrive e chi legge. La causa di questa carenza è dovuta alla frammentazione politica in cui versava l'Italia. Manzoni si ritrova in difficoltà. Si sente l'esigenza di una lingua che metta in comunicazione l'Italia unita, non solo dal punto di vista della lingua letteraria. Fino a questo momento al lingua letteraria italiana era una lingua non parlata, per comunicare normalmente si usava il dialetto. Nella ventisettana elimina gli arcaismi, i latinismi, i francesismi e abbiamo una lingua che risente sia del toscano letterario, quello studiato sui libri, sia il milanese lombardo. Studia il vocabolario della crusca. Manzoni nota che ci sono delle affinità tra il lombardo e il Toscano. Quindi fa questa revisione tenendo conto di queste affinità. Questa seconda fase della sua evoluzione linguistica viene detta fase toscano lombarda. Non è ancora la lingua che desidera utilizzare e così si trasferisce in Toscana per apprendere la lingua parlata e per l'ultima edizione adotta la lingua parlata dalla borghesia colta. Il risultato finale che si può osservare è che è una lingua media omogenea, una lingua di dimensione pragmatica, una lingua di comunicazione, una lingua dell'uso è una lingua che è abbastanza omogenea, viene criticato Manzoni per aver reso troppo omogenea la lingua perché i personaggi sono di classi sociali diverse, ma la lingua è omogenea. Non c'è una grande varietà lessicale e comunque Manzoni riesce a differenziare i personaggi grazie ai diversi codici espressivi, grazie alla sintassi. Abbiamo codici espressivi diversi. I codici espressivi sono diversi e ci permettono di capire quale sia il tipo di personaggio che viene rappresentato è che viene descritto, però c'è una certa omogeneità del lessico. È interessante perché questi codici espressivi diversi permettono di realizzare all'interno del romanzo una certa polifonia.

Il romanzo come scelta innovativa

Manzoni si è trovato in difficoltà per quanto riguarda i problemi linguistici, però al scelta del genere del romanzo stesso fu una scelta difficile, una scelta di rottura con la tradizione. Il romanzo era considerato un genere deteriore, in Italia in modo particolare sia per pregiudizi retorici sia per pregiudizi moralistici. Per pregiudizi retorici perché non esisteva una tradizione letteraria di quel genere, quindi in Italia non disponeva alcuna categoria tradizione L dei generi letterari come poteva essere il poema, la prosa storica. Il romanzo tendeva a dare una rappresentazione abbastanza dirette della realtà. Tendeva ad avere affetti negativi soprattutto sui giovani, poteva essere pericoloso perché rappresentava anche in modo diretto e violento le passioni. In Italia non c'era la borghesia e quindi non si riesce ad affermare il romanzo.

C'è un lieto fine apparente.

Struttura dei personaggi

I personaggi principali costituiscono un sistema e sono otto e sono raggruppandoli in coppie per similarità o per antitesi:

-Renzo e Lucia che vengono ostacolati nei loro progetti e sono supportati da protettori o coadiuvanti

-Fra Cristoforo e Cardinale Federigo sono i coadivanti

-Don Rodrigo e l'innominato sono coloro che si oppongono

-don Abbondio e Gertrude sono coloro che aiutano quelli che si oppongono

La svolta avviene nel momento in cui uno dei componenti della coppia degli oppressori passa dalla parte del bene. Le coppie di personaggi si possono anche formare in modo diverso, infatti si possono anche creare le coppie per opposizione ad esempio:

Renzo si oppone a don Rodrigo

Lucia si oppone all'innominato

Renzo si oppone anche a don Abbondio

Lucia si oppone a Gertrude

Il cardinale Federigo si oppone a don Abbondio

I personaggi sono 8 e si possono dividere in 4 laici e in 4 ecclesiastici. I quattro ecclesiastici si possono dividere in coppie. Abbiamo 2 esponenti di una chiesa povera (don Abbondio fra Cristoforo) e due esponenti di una chiesa ricca (cardinale Federigo e Geltrude). Possiamo anche individuare personaggi della chiesa buona e di quella cattiva.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dei "Promessi Sposi" e quali influenze ha avuto Manzoni nella sua scrittura?
  2. Manzoni inizia a scrivere "I Promessi Sposi" dopo un viaggio in Francia e ispirandosi a opere come la "Historia Patria" di Ripamonti. La prima stesura, completata nel 1823, inizialmente non ha titolo, ma successivamente viene chiamata "Fermo e Lucia".

  3. Quali sono le principali differenze tra le varie edizioni de "I Promessi Sposi"?
  4. Le differenze tra le edizioni riguardano la struttura e la lingua. Ad esempio, "Fermo e Lucia" ha 37 capitoli, mentre la prima edizione ne ha 38. Manzoni modifica anche i nomi dei personaggi e ridimensiona le digressioni, mantenendo però il messaggio ideologico critico verso la società.

  5. Quali problemi linguistici ha affrontato Manzoni nella scrittura del romanzo?
  6. Manzoni si confronta con l'assenza di una lingua comune in Italia, dovuta alla frammentazione politica. Nella sua revisione, elimina arcaismi e latinismi, cercando di adottare una lingua media omogenea che rispecchi le affinità tra il lombardo e il toscano.

  7. Perché Manzoni ha scelto il romanzo come forma espressiva e quali sfide ha incontrato?
  8. La scelta del romanzo rappresenta una rottura con la tradizione, poiché era considerato un genere inferiore in Italia. Manzoni affronta pregiudizi retorici e moralistici, ma decide di utilizzare il romanzo per una rappresentazione diretta della realtà.

  9. Come sono strutturati i personaggi ne "I Promessi Sposi"?
  10. I personaggi principali sono otto e si raggruppano in coppie per similarità o antitesi. Le coppie includono Renzo e Lucia, sostenuti da Fra Cristoforo e Cardinale Federigo, mentre Don Rodrigo e l'innominato si oppongono a loro. La dinamica cambia quando uno degli oppressori si schiera dalla parte del bene.

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