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Concetti Chiave

  • La crisi dello stato liberale in Italia portò alla nascita del fascismo nel 1922, guidato da Mussolini, con un focus sul protagonismo delle classi medie.
  • La guerra incentivò l'industrializzazione e la concentrazione industriale, trasformando il capitalismo liberale in monopolistico e accentuando il dualismo economico tra nord e sud.
  • Il periodo post-bellico vide un'intensa mobilitazione sociale, con contadini e operai che lottarono per diritti e occupazioni, sostenuti da partiti politici come il socialista e il cattolico.
  • L'occupazione delle fabbriche nel settembre 1920, in particolare a Torino, segnò un momento cruciale per il proletariato, culminando nella nascita del gruppo "Ordine nuovo".
  • Il successo del Partito socialista e del Partito Popolare nelle elezioni del 1919 evidenziò la crescente influenza politica e sociale dei movimenti operai e contadini nel dopoguerra.

La nascita del fascismo

In Italia la crisi dello stato liberale generò un nuovo sistema politico. Nell’ottobre del 1922 prese il potere un movimento che voleva farsi artefice di una rivoluzione politica caratterizzata da un protagonismo delle classi medie: il fascismo. Mussolini ne fu l’artefice principale. Ex socialista alla vigilia della guerra, era diventato interventista e perciò espulso dal partito.. nel 1919 fondò i fasci di combattimento, un’organizzazione che puntava a:

La rifondazione della nazione

Rovesciamento dei partiti borghesi tradizionali

Lotta contro i bolscevichi

Fare dell’Italia una grande potenza

L'industrializzazione e il dualismo economico

La guerra accelerò l’industrializzazione italiana con la crescita della grande industria e lo sviluppo di nuove imprese. Si aggiunse la concentrazione del sistema industriale, con la formazione di grandi gruppi monopolistici. Si profilò così dal capitalismo di matrice liberale a un capitalismo monopolistico. La guerra aveva anche accentuato il dualismo dell’economia italiana: le risorse pubbliche vennero destinate principalmente alle grandi imprese del cosiddetto triangolo industriale mentre il Mezzogiorno rimase sottosviluppato.

Cambiamenti sociali e politici post-guerra

Al termine della guerra l’Italia ebbe un notevole cambiamento sia livello economico che sociale: tra il 1919 e il 1920 ci fu uno dei più intensi cicli di lotta sociale.

I contadini del sud occuparono le terre dei latifondisti

I braccianti del nord sottrassero agli agrari il controllo del mercato del lavoro

Gli operai riuscirono riuscirono ad estendere i propri diritti difendendo il potere d’acquisto dei loro salari

La mobilitazione fu diretta prevalentemente dal partito socialista e dalla confederazione generale del lavoro mentre nelle campagne anche il movimento cattolico fu partecipe.

Alle elezioni politiche del novembre del 1919, le prime del dopoguerra, ottennero grande successo il Partito socialista e il Partito Popolare, il nuovo partito cattolico fondato da luigi Sturzo.

La mobilitazione del proletariato

La mobilitazione del proletariato culminò nell’occupazione delle fabbriche settentrionali nel settembre del 1920 quando vennero occupati vari stabilimenti dell’Alfa Romeo per rispondere alla serrata (la chiusura ai dipendenti). L’epicentro dell’occupazione fu Torino. Qui nasce il gruppo politico “Ordine nuovo” tra i cui esponenti Togliatti, per esempio, che nel 1921 darà vita al Partito Comunista italiano. Gruppo che si rifaceva al modello di Lenin in Russia.

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali caratteristiche del fascismo al momento della sua nascita?
  2. Il fascismo, guidato da Mussolini, mirava alla rifondazione della nazione, al rovesciamento dei partiti borghesi tradizionali, alla lotta contro i bolscevichi e a fare dell'Italia una grande potenza, come evidenziato nel testo.

  3. Come influenzò la guerra l'industrializzazione e l'economia italiana?
  4. La guerra accelerò l'industrializzazione in Italia, portando alla crescita della grande industria e alla formazione di gruppi monopolistici, accentuando il dualismo economico tra il triangolo industriale e il Mezzogiorno, rimasto sottosviluppato.

  5. Quali furono le principali mobilitazioni sociali in Italia tra il 1919 e il 1920?
  6. Durante questo periodo, ci furono intense lotte sociali, con contadini che occuparono terre, braccianti che sottrassero il controllo del mercato del lavoro e operai che difesero i loro diritti, sostenuti principalmente dal partito socialista e dalla confederazione generale del lavoro.

Domande e risposte

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