Concetti Chiave
- Nel Trecento, la lontananza del papa da Roma portò a una crisi di controllo, con Cola di Rienzo che tentò di ripristinare l'antico splendore della città.
- Cola di Rienzo, nominato tribuno del popolo nel 1347, fallì nel suo intento di creare stabilità a Roma a causa dell'opposizione dei nobili e della sua scomunica.
- Le tensioni interne tra le fazioni portarono alla trasformazione dei comuni italiani in signorie, con il potere concentrato in un singolo signore.
- I cittadini divennero sudditi e le forme di governo repubblicane si trasformarono in monarchie, con i signori che detenevano il potere assoluto.
- Gian Galeazzo Visconti, nel 1395, elevò la signoria di Milano a principato, influenzando altri signori italiani a consolidare il loro potere simile.
La rivoluzione politica del Trecento
Nel Trecento ci fu una grande rivoluzione politica. La lontananza del pontefice da Roma rischiò di costare al papato il controllo della Città Santa, poiché Nicolò di Lorenzo, Cola di Rienzo, si propose di riportare Roma al suo antico splendore.
Il fallimento di Cola di Rienzo
Nel maggio del 1347, Cola si fece nominare tribuno del popolo; egli voleva riportare ordine e pace perché a Roma le grandi famiglie nobiliari si combattevano, e ognuna di esse cercava di sfruttare a proprio vantaggio il vuoto lasciato dalla lontananza del pontefice. Cola desiderava che tutti i popoli riacquistassero la pace e si pose il problema della restaurazione del potere imperiale e della designazione del monarca supremo, quindi creò un parlamento nazionale italico che designasse l'imperatore, ma il suo piano fallì: i nobili si opposero alla riduzione del loro potere e il papa lo scomunicò; fu scacciato dalla città. Rientrò a Roma nel 1354, dove venne ucciso dalla folla romana, perché temevano potesse diventare un tiranno.
La trasformazione dei comuni in signorie
In Italia lo sviluppo dei comuni aveva accentuato i conflitti interni tra le varie fazioni, e per riportare la pace il governo delle città fu affidato a un signore (capo vittorioso di una fazione o un nobile esperto in guerra); così molti comuni si trasformarono in signorie, cioè stati governati da una figura che deteneva tutto il potere e non rispondeva più alle sue azioni di fronte all'assemblea dei cittadini. I cittadini si erano trasformati in sudditi e la repubblica in monarchia dato che il signore deteneva tutto il potere. Nel 1395 Gian Galeazzo Visconti si fece conferire dall'imperatore tedesco il titolo di duca, in tal modo cessava di essere semplicemente il signore di Milano, ma ne diveniva il principe; il suo dominio si trasformò così da signoria a principato. Molti altri italiani lo imitarono, i Gonzaga a Mantova, Este a Modena e a Ferrara, i Montefeltro a Urbino.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale della rivoluzione politica del Trecento a Roma?
- Quali furono le conseguenze del fallimento di Cola di Rienzo nel suo tentativo di restaurare l'ordine a Roma?
- Come si è evoluto il governo delle città italiane durante il Trecento?
La rivoluzione politica del Trecento a Roma è stata in gran parte causata dalla lontananza del pontefice, che ha messo a rischio il controllo della Città Santa, portando Cola di Rienzo a cercare di restaurare l'antico splendore di Roma.
Il fallimento di Cola di Rienzo portò alla sua scomunica da parte del papa e alla sua espulsione da Roma, culminando nella sua morte nel 1354, quando fu ucciso dalla folla temendo che potesse diventare un tiranno.
Durante il Trecento, molti comuni italiani si trasformarono in signorie, con un signore che deteneva tutto il potere, trasformando i cittadini in sudditi e portando alla nascita di principati, come nel caso di Gian Galeazzo Visconti a Milano.