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Concetti Chiave

  • La Seconda Guerra d'Indipendenza del 1859 ha visto il Piemonte, sostenuto da Napoleone III, combattere contro l'Austria, ma si è conclusa con un armistizio che ha creato un impasse nella situazione italiana.
  • Le forze moderate, guidate da Cavour, hanno utilizzato la diplomazia e i plebisciti per facilitare le annessioni al Regno di Sardegna, mentre Napoleone III cercava di mantenere il controllo sulla situazione italiana.
  • La spedizione dei Mille, guidata da Garibaldi nel 1860, ha rappresentato un'importante azione rivoluzionaria che ha accelerato il processo di unificazione, coinvolgendo sia classi dirigenti che contadini in Sicilia.
  • L'intervento dell'esercito piemontese, avvenuto con l'accordo di Francia e Inghilterra, ha portato all'annessione di diverse regioni italiane, inclusi il Sud, le Marche e l'Umbria, completando un passo fondamentale verso l'unificazione.
  • Le forze democratiche hanno svolto un ruolo cruciale nel promuovere l'unificazione attraverso azioni rivoluzionarie, sostenendo la spedizione dei Mille e influenzando il clima politico in Italia.

1) Introduzione

2) La Seconda Guerra d’Indipendenza e gli accordi diplomatici che ne seguono

3) La spedizione dei Mille

4) L’intervento dell’esercito piemontese e l’unificazione

Se le forze moderate, ricorrendo alla diplomazia hanno contribuito all’unificazione dell’Italia, le forze democratiche sostenitrici di un intervento rivoluzionario da parte del popolo ne hanno accelerato la realizzazione al di là di ogni aspettativa.

La Seconda Guerra d’Indipendenza

Nel 1859 scoppia la Seconda guerra d’indipendenza fra Piemonte, aiutato da Napoleone III contro l’Austria. Inspiegabilmente, dopo tre mesi, nonostante le numerose vittorie riportate, la Francia firma separatamente con l’Austria un armistizio (l’armistizio di Villafranca).

Diplomazia e annessioni

Le motivazioni sono chiare: Napoleone era intervenuto a fianco del Piemonte nell’ottica di poter costituire in Italia una confederazione di stati sotto l’influenza francese; tuttavia dopo le vittorie inaspettate dell’esercito franco-piemontese, le sollevazione dell’Italia Centrale e l’orientamento dell’opinione pubblica verso una richiesta di annessione al Regno Sabaudo rischiava di far fallire il progetto francese. La situazione era piuttosto complessa e completamente in una situazione di stallo. I governi provvisori dell’Italia centro settentrionale chiedevano l’annessione al Piemonte, Napoleone III era contrario a queste annessione e non voleva che l’Austria, appena sconfitta, ritornasse in Italia. L’Austria non accettava che fosse la Francia ad intervenire per ristabilire lo stato iniziale. Da parte sua Vittorio Emanuele II, accettando le annessioni si metteva in urto contro Napoleone III e non accettandole deludeva i patrioti italiani e rinunciava al suo previsto ruolo di soprano “nazionale”. E’ a questo punto che le forze moderate entrano in gioco grazie all’abilità diplomatica di Cavour che ricorre ai Plebisciti. A Napoleone III viene ceduta la regione di Nizza e della Savoia e in cambio in Italia si formano tre regni: Regno di Sardegna (Lombardia, Toscana ed Emilia), Stato pontificio (Lazio, Umbria e Marche), Regno delle Due Sicilie. Le cancellerie europee sostengono questa soluzione, convinte che prima o poi la situazione si sarebbe evoluta in direzione di una confederazione.

La spedizione dei Mille

Invece, riprendono forza i democratici che con la loro opera accelerano il processo di unificazione. La rivolta antiborbonica e separatista nasce in Sicilia e vede coinvolte sia le classi dirigenti siciliane insofferenti del dominio dei Borboni che i contadini che chiedevano terre e giustizia sociale. I portavoce di questo malessere sono due mazziniani, Rosolino Pilo e Francesco Crispi, che riescono a convincere Garibaldi ad organizzare una spedizione: la spedizione dei Mille (1860) la cui composizione sociale è vicina ai democratici e comprende uomini in maggioranza provenienti dal nord e con trascorso da volontario nelle guerre d’indipendenza. Dopo una prima fase in cui Garibaldi, sbarcato a Marsala, con il proclama di Salemi, assume la dittatura della Sicilia con risultati scarsi soprattutto a seguito di una violentissima e sanguinosa rivolta sociale, i democratici acquistano un nuovo slancio grazie a Mazzini che, rientrato in Italia, invita la popolazione a continuare la rivoluzione.

Intervento piemontese e unificazione

Cavour di fronte ad uno scenario che non aveva previsto decide di far intervenire l’esercito, dopo aver acquisito, però, l’accordo della Francia e dell’Inghilterra, anch’esse preoccupate del grande successo dei democratici. A seguito di un plebiscito, le Marche, l’Umbria e tutto il sud dell’Italia votano l’annessione al Regno di Sardegna. Poiché Garibaldi non intende arrivare fino ad un conflitto con l’esercito piemontese, a Teano (26 ottobre 1860), consegna il potere a Vittorio Emanuele II.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo della diplomazia nella Seconda Guerra d’Indipendenza italiana?
  2. La diplomazia ha avuto un ruolo cruciale, con Cavour che ha utilizzato i Plebisciti per gestire le annessioni e mantenere l'equilibrio tra le potenze europee, nonostante le tensioni con Napoleone III e l'Austria.

  3. Come ha influito la spedizione dei Mille sul processo di unificazione italiana?
  4. La spedizione dei Mille, guidata da Garibaldi, ha accelerato l'unificazione, mobilitando le classi popolari e democratiche contro il dominio borbonico e portando a una crescente richiesta di annessione al Regno di Sardegna.

  5. Quali erano le motivazioni di Napoleone III nell'intervenire a fianco del Piemonte?
  6. Napoleone III mirava a creare una confederazione di stati sotto l'influenza francese in Italia, ma le vittorie piemontesi e le richieste di annessione complicarono i suoi piani, portandolo a firmare un armistizio con l'Austria.

  7. Quali furono le conseguenze della rivolta antiborbonica in Sicilia?
  8. La rivolta antiborbonica, sostenuta da classi dirigenti e contadini, ha portato alla spedizione dei Mille e ha dato nuovo slancio al movimento democratico, contribuendo significativamente all'unificazione italiana.

  9. Come si è concluso il processo di unificazione con l'intervento dell'esercito piemontese?
  10. L'intervento dell'esercito piemontese, dopo aver ottenuto il consenso di Francia e Inghilterra, ha portato a un plebiscito che ha sancito l'annessione delle Marche, dell'Umbria e del sud Italia al Regno di Sardegna, culminando nella consegna del potere a Vittorio Emanuele II da parte di Garibaldi.

Domande e risposte

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