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Concetti Chiave

  • La cefalizzazione nei vertebrati comporta la polarizzazione anteriore di organi per l'orientamento, il reperimento del cibo e il coordinamento degli organi di prensione.
  • Negli animali a simmetria bilaterale, il campo anteriore è suddiviso tra l'azione della testa e quella degli arti anteriori, cruciali per le operazioni vitali.
  • Tra i mammiferi, gli arti anteriori sono specializzati per la marcia negli animali marciatori e per la prensione negli animali prensili, come i carnivori e gli onnivori.
  • Nei primati, l'opponibilità delle dita, la locomozione arboricola e una dentatura più corta sono accompagnate da un cervello sempre più sviluppato.
  • L'evoluzione dall'Australopiteco all'Homo sapiens ha visto un notevole sviluppo del cervello, riduzione dell'arcata orbitaria e cambiamenti nella struttura facciale e dentaria.

Indice

  1. Processo di cefalizzazione
  2. Evoluzione dell’Homo sapiens

Processo di cefalizzazione

La mobilità comporta, per provvedere al sostentamento alimentare, la polarizzazione anteriore non solo della bocca e degli organi di prensione, ma anche degli organi di relazione che assicurano l’orientamento, il reperimento del cibo, il coordinamento degli organi di prensione e di preparazione del cibo. Si crea in questo modo, attraverso la polarizzazione dei diversi organi, un campo anteriore nel quale si svolgono le operazioni complesse della vita degli animali a simmetria bilaterale.
Il campo anteriore è diviso in due settori che sono praticamente complementari perché l’uno delimitato dall’azione della testa, l’altro dall’azione dell’arto anteriore, o, più esattamente, dall’azione degli organi facciali e da quella dell’estremità dell’arto anteriore.
Un’altra suddivisione tra animali a simmetria bilaterale cioè (tra i mammiferi) distingue gli animali marciatori, nei quali l’arto superiore è specializzato principalmente per la marcia, dai prensili nei quali l’arto anteriore è particolarmente sviluppato per la prensione. Questi ultimi sono per lo più onnivori o carnivori e possono assumere la posizione seduta per liberare la mano. Inoltre, nei mammiferi prensili nel cranio c’è un’uguale percentuale tra parte addetta alla masticazione e il resto.
Andando avanti nella scala evolutiva troviamo i primati, la cui caratteristica fondamentale è l’opponibilità delle dita, sempre più efficiente e precisa, corrispondente ad una locomozione arboricola sempre più basata sulla preminenza della prensione della mano rispetto a quella del piede, a una posizione sempre più raddrizzata, a una dentatura sempre più corta e a un cervello sempre più sviluppato.

Evoluzione dell’Homo sapiens

L’Homo sapiens è frutto di anni di evoluzione che partono da antenati molto più primitivi possiamo dire e per questo ci sono voluti anni di evoluzione per arrivare a ciò. Gli Australopitechi sono i nostri comuni antenati. Essi hanno una locomozione bipede, hanno braccia normali, si tagliano utensili. La loro alimentazione è particolarmente carnivora. Hanno però un cervello ancora piccolo. Alla posizione verticale devono il fatto di avere la mano libera durante la locomozione. Negli Australopitechi il forame occipitale si trova sotto il cranio e non in linea obliqua verso la parte posteriore come nelle scimmie; la dentatura anteriore è ridotta con perdita del prognatismo.
Nell’Homo sapiens l’arcata orbitaria progressivamente si riduce, si ha lo sviluppo della mente e degli zigomi. La graduale riduzione dello splancnocranio, con tendenza alla riduzione del numero degli elementi dentari ed esiguità delle radici, determina lo sviluppo frontale del cervello non più soggetto agli sforzi di sospensione della scalata ossea. Il peso totale del cervello è più che raddoppiato dall’Australopiteco all’Homo sapiens e si ha un complicarsi delle circonvoluzioni che aumentano la superficie della corteccia.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della cefalizzazione nel comportamento degli animali a simmetria bilaterale?
  2. La cefalizzazione comporta la polarizzazione anteriore di organi essenziali per l'orientamento e il reperimento del cibo, creando un campo anteriore dove si svolgono operazioni complesse, cruciali per la vita degli animali a simmetria bilaterale.

  3. Come si differenziano gli animali marciatori dai prensili tra i mammiferi?
  4. Gli animali marciatori hanno arti superiori specializzati per la marcia, mentre nei prensili l'arto anteriore è sviluppato per la prensione, permettendo loro di assumere una posizione seduta e liberare la mano, caratteristica comune tra onnivori e carnivori.

  5. Quali sono le caratteristiche evolutive principali dei primati?
  6. I primati si distinguono per l'opponibilità delle dita, una locomozione arboricola basata sulla prensione della mano, una posizione sempre più eretta, dentatura corta e un cervello in continua evoluzione.

  7. Quali cambiamenti evolutivi hanno caratterizzato il passaggio dagli Australopitechi all'Homo sapiens?
  8. L'evoluzione dall'Australopiteco all'Homo sapiens include la riduzione dell'arcata orbitaria, lo sviluppo della mente e degli zigomi, la riduzione dello splancnocranio e un aumento del peso e della complessità del cervello, con una maggiore superficie della corteccia cerebrale.

Domande e risposte

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