Procedura penale
I diritti processuali dell'imputato e dell'indagato
Non trovano tutela esclusivamente a livello di codice di procedura penale e della nostra Costituzione, ma hanno una dimensione sovranazionale.
Modifica dell'art. 111 Cost.
È vero che ha risentito della pressione ultranazionale proveniente soprattutto dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Corte EDU).
Gli sforzi legislativi degli stati membri
Gli stati membri dell'Unione e l'Italia in particolare hanno dovuto compiere una serie di sforzi legislativi tesi all'adeguamento dell'ordinamento processuale interno rispetto al contenuto precettivo di alcune norme della Convenzione che avevano stretta attinenza con i diritti processuali dell'imputato e dell'indagato.
Art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)
L'articolo in materia di giusto processo.
Adeguamento dell'ordinamento
Fino al 2001 il processo di adeguamento della compatibilità del nostro ordinamento rispetto alle fonti sovraordinate è stato affidato all'opera dei giudici, Corte di Cassazione e Corte Costituzionale.
Sentenze 254 e 255 del 1992
Con le sentenze 254 e 255 del 1992 della Corte Costituzionale si è modificato il regime di acquisibilità delle dichiarazioni rese nella fase delle indagini da parte di chi si sottraeva all'esame e al controesame in dibattimento. La Corte Costituzionale è andata ad incidere sulle regole processuali, cioè sul procedimento di formazione della prova.
La materia penale
È regolata dal principio di legalità, sia sostanziale che processuale.
Legalità in materia penale
Che il processo penale è regolato per legge.
Il principio di legalità introdotto dalla Corte EDU non va inteso in senso strettamente legislativo o esclusivamente legislativo.
Corto circuito tra Parlamento e Corte Costituzionale
Le due sentenze (254 - 255) della Corte Costituzionale hanno provocato un corto circuito tra Parlamento e Corte Costituzionale che si è potuto risolvere soltanto nel 1999 con la riforma dell'art. 111 Cost.
Giurisprudenza di Strasburgo della Corte EDU
La giurisprudenza di Strasburgo della Corte EDU ha più volte condannato l'Italia per procedimenti svolti in assenza di contraddittorio, in quanto l'accusatore, di cui si utilizzano gli atti resi nelle indagini preliminari, si è avvalso della facoltà di non rispondere al dibattimento.
L'attività ermeneutica del giurista italiano
Il giurista italiano nella sua attività ermeneutica deve osservare anche le fonti comunitarie ed i diritti della Carta EDU e delle libertà fondamentali (che risale agli anni '50 e in Italia è stata recepita con una legge del '55).
Legalità convenzionale
Per quanto riguarda la legalità convenzionale il giudice deve adeguare il proprio percorso ermeneutico, nella soluzione del caso concreto, ai diritti della CEDU e, soprattutto, a quella che è la giurisprudenza della Corte Europea.
Differenza tra Corte di Cassazione e Corte EDU
La Corte di Cassazione è un giudice della fattispecie sostanziale (il comportamento in concreto che si assume in una determinata norma incriminatrice), fattispecie anche processuale (l'unità, il principio di tassatività). Quindi è un giudice della tipicità. Viceversa la Corte EDU è un giudice dei diritti, si applica non il principio della tipicità, bensì il principio della proporzionalità.
Sentenze 348 e 349 del 2007
Con le sentenze 348 e 349 del 2007, la Corte Costituzionale attribuisce alle norme della CEDU il ruolo di norme interposte tra la Costituzione e la legge ordinaria.
Sentenza della Corte Costituzionale 80/2011
Con la sentenza della Corte Costituzionale 80/2011 si è avuto l'effetto che il giudice nazionale, quando è di fronte ad una legge (che gli serve per risolvere il caso concreto) che non rispetta la norma CEDU, non la può disapplicare, ma deve svolgere un'attività ermeneutica e, sulla base del testo della legge (e senza superarlo), deve cercare di dare un'interpretazione adeguatrice, rispetto alle norme della CEDU.
Ricorso alla Corte EDU
Esperiti tutti i rimedi interni, l'imputato che ritiene il proprio processo non equo può far ricorso alla Corte EDU che è giudice dei diritti.
Il percorso ermeneutico del giudice nazionale
Il giudice nazionale nel suo percorso ermeneutico deve adeguarsi ai diritti CEDU e della giurisprudenza della Corte EDU.
Sentenza della Corte EDU sul processo non equo
La sentenza della Corte EDU che riconosce non equo un processo contiene l'obbligo di ripristinare la situazione di legalità violata, eliminando la patologia.
Contumacia
Indicare cos'è la contumacia: è quella situazione processuale dichiarata quando, seppur le notifiche all'imputato sono regolari, l'imputato volontariamente e senza addurre un legittimo impedimento non partecipa al processo.
Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Roma, VII Sez.
Nel caso analizzato, il giudice dell'esecuzione, sulla base della decisione della Corte EDU che aveva dichiarato non equo per mancanza di contraddittorio il procedimento conclusosi con la condanna dell'imputato, giudicava in base al 670 c.p.p., il titolo detentivo non valido e disponeva la scarcerazione dell'imputato.
Sentenza del 4 aprile 2011, n. 113 della Corte Cost. in tema di revisione
La Corte ha aperto un vulnus nel nostro ordinamento, affermando che se c'è una sentenza della Corte EDU che riconosca la natura non equa del processo svolto, questo è un presupposto perché il processo si possa ripetere in Italia.
Sentenza Cat Berroha
In tema di processo in absentia, per la prima volta, nel 2005 la Corte ha affermato che le norme della CEDU sono immediatamente applicabili nell'ordinamento interno.
Sentenza della Corte di Cassazione nel caso Ay Ali
Per la prima volta, in adesione alla giurisdizione di merito, la Corte di Cassazione afferma che il giudice dell'esecuzione, ai sensi del 670 c.p.p., può disporre la sospensione dell'ordine di esecuzione nel caso in cui si accerti che il processo in cui l'imputato è stato condannato era non equo.
Confronto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 129/2008 e 113/2011
Dal confronto emerge che nel 2008 la Corte Costituzionale aveva dichiarato l'infondatezza della questione di legittimità dell'art. 630 c.p.p. perché i parametri riguardavano esclusivamente la violazione di norme costituzionali.
Il giurista del terzo millennio deve avere una conoscenza delle fonti non solo nazionali, ma comunitarie, in quanto non ha più a che fare con una struttura piramidale del diritto, bensì una struttura reticolare, perché si tratta di norme che possono trovarsi tutte sullo stesso piano e che bisogna necessariamente conoscere per poter risolvere delle questioni controverse.
Metafora dei 'tre cappelli'
Secondo la metafora dei 'tre cappelli', il giurista deve vestire il cappello della legge nazionale, il cappello della norma comunitaria ed il cappello della norma CEDU.
Caso Pititto della Corte d'Appello di Milano, Sez. IV
La Corte, dopo che la Corte EDU aveva dichiarato non equo il processo italiano, annullò la sentenza di condanna di primo grado, e rimise gli atti al giudice dell'udienza preliminare, perché riconobbe che il vizio che aveva determinato la contumacia dell'imputato (il difetto di notifica) si era prodotto nella fase dell'udienza preliminare.
Caso Kneni-Kamel
La Corte ha affermato che poiché il rientro nel paese d'origine dell'extracomunitario lo esponeva a dei rischi di applicazione di pene disumane (tortura), è compito di ogni giurisdizione nazionale individuare ed adottare un'appropriata misura di sicurezza che è diversa dall'espulsione.
Ricorso alla Corte EDU
Presuppone l'esaurimento dei rimedi nazionali interni.
Caso Vangielai della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, il 31 gennaio 2008
Ha affermato che l'impugnazione del difensore dell'imputato contumace, latitante nella specie, preclude a quest'ultimo, una volta intervenuta la decisione, la possibilità di ottenere la restituzione del termine per proporre a sua volta l'impugnazione.
Sentenza delle SSUU, 31 gennaio 2008
Successivamente, una sezione semplice della Corte di Cassazione ha affrontato nuovamente la problematica emersa con la sentenza delle SSUU ed ha messo in discussione l'orientamento delle Sezioni Unite, sollevando la questione della legittimità costituzionale attraverso la valorizzazione delle prescrizioni contenute nelle sentenze della Corte Cost. (la 348 e la 349 del 2007), sulla natura di norme interposte delle norme EDU.
Sentenza 317/2009 della Corte Cost.
La Corte Cost. con sentenza 317/2009 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 175 comma 2 c.p.p., nella parte in cui non consente la restituzione nel termine per l'imputato che non abbia avuto conoscenza del procedimento, per proporre impugnazione con una sentenza continuativa, quando analoga impugnazione sia stata presentata dal difensore dello stesso imputato.
Per quanto riguarda la sentenza 317/2009 della Corte Cost. è giusto sostenere che la decisione riprende un orientamento della corte EDU che aveva ritenuto non equo il processo proprio perché non si dava la possibilità all'imputato contumace (latitante, condannato in contumacia) di chiedere la restituzione nel termine a prescindere della medesima istanza che era stata avanzata dal difensore.
Art. 6 CEDU
È l'articolo cardine in materia di giusto processo ed è uno dei parametri per stabilire se vi è stata violazione dei diritti fondamentali.
Art. 8 CEDU
Disciplina la materia delle intercettazioni perché attiene alla violazione della privacy.
Intercettazioni ambientali
In tema di intercettazioni ambientali, sulla scorta della decisione della Corte EDU si è stabilito che quando ci sia la consapevolezza dell'intercettazione da parte di uno dei conversanti, soprattutto quando il microfonatore è stato attrezzato dalla Polizia Giudiziaria, occorre un decreto motivato del PM, dove l'apprezzamento della motivazione, in termini di congruità della stessa rispetto alla lesione del diritto fondamentale che si sta per consumare, assume il valore di un parametro fondamentale per stabilire la legittimità del provvedimento.
Processi penali in corso di svolgimento
Nell'ambito di processi penali in corso di svolgimento è giusto sostenere che il giudice deve adottare i meccanismi di adeguamento in situazioni potenzialmente di violazione della Convenzione.
Decisione della Corte di Strasburgo
La decisione della Corte di Strasburgo che dichiari non equo il processo nazionale viene stampata sul certificato del casellario giudiziario.
Giurisdizione
La giurisdizione è la funzione esercitata da un organo dello Stato (giudice), che interviene, in qualità di terzo, nel corso di un procedimento, per attuare il diritto al caso concreto.
Per la giurisdizione penale: non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali (art. 102).
Modalità di svolgimento della giurisdizione penale
Le modalità di svolgimento della giurisdizione penale ordinaria sono multiformi perché articolate su moduli non standardizzati.
Nell'ambito del primo grado, in via ordinaria, si delineano la fase delle indagini preliminari, la fase dell'udienza preliminare, la fase del giudizio.
Merito
È il fatto, inteso nella completezza delle sue componenti soggettive ed oggettive, costituente l'oggetto della decisione che il giudice è chiamato a rendere tanto sulla richiesta di archiviazione della notizia di reato quanto sull'imputazione.
Legittimità
È il profilo legale di una pronuncia giurisdizionale di cui si chiede la verifica per accertare che sia stata resa nel rispetto delle regole che governano l'accertamento del fatto.
Giurisdizione di cognizione
È la garanzia che si assicura per tutta la durata del procedimento penale, fino al passaggio in giudicato della decisione del giudice.
Giurisdizione di esecuzione
È la garanzia predisposta per verificare la legittimità del titolo esecutivo. È funzionale per realizzare la finalità rieducativa e risocializzante della pena, e per consentire il controllo sul perdurare delle condizioni previste dalla legge per la sottoposizione del soggetto a misure di sicurezza.
Codice di rito e appello
Il codice di rito ammette la possibilità di proporre appello avverso tutte le sentenze di primo grado, con le sole eccezioni previste dall'art. 593, commi 2 e 3, c.p.p.
Giurisdizione penale
Si distingue in giurisdizione di cognizione e di esecuzione e in giurisdizione di merito e di legittimità.
Giudice di pace
È un giudice di primo grado.
Tribunale di sorveglianza
È formato da due magistrati togati e due onorari in qualità di esperti.
Corte di appello
È giudice collegiale di secondo grado.
Corte di cassazione
È giudice collegiale di legittimità, con sede in Roma e con giurisdizione su tutto il territorio dello Stato.
Corte di assise di appello
È composta da due magistrati togati e da sei giudici popolari.
Tribunale per i minorenni
È giudice collegiale.
Capacità del giudice
Deve essere astratta e concreta.
Giudice del tribunale monocratico
Può essere un giudice togato o un giudice onorario.
Oggetto della giurisdizione
È costituito, in via di principio, dal giudizio sul fatto, descritto nell'imputazione formulata dal magistrato del pubblico ministero.
Art. 479 c.p.p.
Riguarda qualsiasi altra questione di competenza del giudice civile o amministrativo.
Difetto di giurisdizione
Si ancora a situazioni di rilevanza soggettiva quando la persona, per le sue peculiari prerogative di status.
Giudice competente
È il giudice che può validamente esplicare la funzione di ius dicere in merito ad un determinato fatto ed in un determinato momento dell'iter del procedimento penale.
Giudice competente per territorio
È il giudice del locus commissi delicti o il giudice individuato in base a criteri sussidiari.
Competenza per connessione
L'attribuzione ad un solo giudice della cognizione di più fatti, oggetto d'imputazioni distinte ma connotate da vincoli reciproci corrispondenti a casi individuati tassativamente dalla legge.
Incompetenza
La situazione che si determina per effetto dell'inosservanza delle regole che distinguono la giurisdizione tra i vari organi astrattamente legittimati e designa i casi d'intervento del giudice al di fuori delle regole distributive della competenza.
Conflitto di competenza
Insorge quando, in ogni stato e grado del processo, due o più giudici, titolari di distinte sfere di competenza, prendono cognizione contemporaneamente del medesimo reato attribuito alla stessa persona o si astengono dall'esaminarlo.
Competenza funzionale
La competenza funzionale designa la ripartizione di ruolo tra plurimi organi, in relazione al medesimo procedimento penale.
Questioni pregiudiziali
Riguardano lo stato di famiglia o di cittadinanza oppure ad ogni altra questione pregiudiziale di natura civile o amministrativa.
Ricusazione
È lo strumento concesso alle parti per eliminare una situazione di incompatibilità del giudice.
Astensione
È la dichiarazione con cui il giudice si dichiara incompatibile in relazione ad un determinato processo.
Rimessione
L'istituto che incide sulla competenza per territorio.
Errore materiale
Una difformità esteriore tra il pensiero del giudice e la sua manifestazione formale.
Correzione di errori materiali
Si provvede in camera di consiglio.
Indipendenza del giudice
Il giudice è indipendente.
Incompatibilità del giudice
Il giudice è incompatibile quando non appare credibile nella funzione giuridizionale.
Incompatibilità ambientale
Condizione che si determina quando l'esercizio della funzione giurisdizionale è poco credibile.
Responsabilità civile dei magistrati
È stabilita dalla legge 13 aprile 1998 n. 117.
Imparzialità
È un valore che si tutela solo con la predisposizione di regole inerenti la terzietà del giudice.
Terzietà del giudice
Il giudice deve essere imparziale e terzo.
Il Consiglio Superiore della Magistratura è deputato alla verifica del rispetto delle garanzie costituzionali previste per la Magistratura.
Significato di "terzo"
Che deve essere "equidistante" dalle parti.
Codice di procedura penale
Disciplina tutti i soggetti del procedimento.
Concentrazione e immediatezza
Si deve intendere che le prove devono essere formate nel più breve tempo possibile e che si giunga velocemente alla decisione.
Soggetti diventano parti
Quando si trovano dinanzi al giudice.
Parti necessarie
PM ed imputato.
Pubblicità
La presenza del pubblico.
Pubblico ministero
È soggetto nelle indagini e parte necessaria nel processo.
Attività del pubblico ministero
Tra le attività stabilite dalla legge, il PM fa eseguire i giudicati.
Indipendenza del magistrato del pubblico ministero
Si riferisce al fatto che è libero di prendere le decisioni in ordine ai casi assegnati ma è comun... (testo tronco, mantenere il concetto come nell'originale).
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