Concetti Chiave

  • Il segreto professionale medico ha origini antiche, risalenti al IV secolo a.C. con Ippocrate, e presenta situazioni in cui può essere compromesso.
  • Il consenso del paziente è fondamentale; deve essere chiaro a chi possono essere comunicate le informazioni riguardanti la sua salute.
  • Situazioni di necessità o costringimento fisico permettono ai medici di rivelare informazioni per proteggere la vita o la salute di terzi.
  • Esistono obblighi di denuncia in caso di eventi come nascite, morti, o infortuni sul lavoro, ai quali i medici devono attenersi.
  • Il segreto professionale persiste anche dopo la morte del paziente e la cancellazione dall'albo non libera il medico da tale obbligo.

Origini e consenso del segreto

Il segreto professionale nasce nel IV sec. a.C. con Ippocrate. Ci sono però delle situazioni in cui è possibile per il medico rivelare informazioni apprese durante l’esercizio della professione

1. Consenso dell’avente diritto – Il paziente può stabilire a chi rivelare la propria condizione e ciò deve essere stabilito a priori. Ad esempio se il paziente non vuole che nessuno dei suoi parenti abbia notizie riguardo il suo stato di salute, il medico è tenuto a non riferire nulla. È importante quindi chiedere al soggetto a chi vuole che siano comunicate le informazioni che lo riguardano;

2. Stato di necessità – Se c’è l’urgenza di salvaguardare la vita o la salute dell’interessato, nel caso in cui l’interessato stesso non sia in grado di prestare il proprio consenso per l’impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere e di volere. Si possono rivelare informazioni anche nell’urgenza di salvaguardare la vita o la salute di terzi, con previa autorizzazione del garante della privacy;

3. Costringimento fisico – se qualcuno punta alla tempia del medico una pistola, quest’ultimo è autorizzato a rivelare delle informazioni riguardanti lo stato di salute dei pazienti.

4.

Diritti, doveri e legittima difesa

Esercizio di un diritto o adempimento di un dovere – Ci sono delle situazioni in cui l’autorità giudiziaria impone al medico di rivelare determinate informazioni: ad esempio, se un medico viene chiamato in tribunale in quanto perito deve rispondere a tutte le domande del giudice. Oppure bisogna riferire quanto appreso durante l’esercizio della professione se c’è rischio di contagio, non si può chiaramente mettere a rischio un’intera popolazione.

5. Legittima difesa – ovviamente la difesa deve essere proporzionata all’offesa: non basta la minaccia verbale del soggetto, il medico dovrebbe essere in pericolo di vita.

1. Denuncia amministrativa – di nascita o di morte

2. Denuncia sanitarie di igiene pubblica – pericolo di contagio

3. Denuncia giudiziaria

4. Denuncia assicurativo-sociale – come gli infortuni sul lavoro. Se in pronto soccorso arriva un soggetto vittima di un infortunio sul lavoro, c’è l’obbligo da parte del medico di fare la denuncia all’INAIL.

Ci sono poi tutta una serie di cause non codificate o tacite per le quali i medici non vengono puniti. Viene fatto l’esempio del macchinista epilettico: al fine di non mettere a repentaglio la vita di migliaia di persone il medico in questo caso può decidere di rivelare la diagnosi del paziente. Oppure, secondo la teoria del “giusto mezzo per giusto scopo” si possono rivelare le condizioni di un paziente a colleghi per poter avere un consulto. L’ultimo scenario menzionato a lezione è quello in cui il proprio paziente è affetto da una malattia contagiosa, e il medico si interroga riguardo la possibilità di condividere con i famigliari la diagnosi (pensiamo ad un uomo affetto da HIV, anche la moglie dovrebbe essere informata). In questi casi, molto delicati, può essere utile coinvolgere un giudice tutore, che è la figura a cui fare affidamento nel caso in cui non si è certo di agire secondo la legge. È importate sottolineare che la morte del paziente non esime il medico dall’obbligo del segreto e anche la cancellazione dall’albo non esime il medico dall’obbligo del segreto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del segreto professionale nel campo medico?
  2. Il segreto professionale ha origine nel IV secolo a.C. con Ippocrate, il quale ha stabilito l'importanza della riservatezza nelle informazioni riguardanti i pazienti.

  3. In quali situazioni un medico può rivelare informazioni riservate?
  4. Un medico può rivelare informazioni se c'è il consenso del paziente, in caso di stato di necessità, costrizione fisica, o se è obbligato da un'autorità giudiziaria, come nel caso di rischio di contagio.

  5. Cosa si intende per "stato di necessità" nel contesto del segreto professionale?
  6. Lo stato di necessità consente al medico di rivelare informazioni per salvaguardare la vita o la salute di un paziente o di terzi, specialmente se il paziente non può dare il proprio consenso.

  7. Quali sono le responsabilità del medico in caso di infortuni sul lavoro?
  8. In caso di infortuni sul lavoro, il medico ha l'obbligo di fare una denuncia all'INAIL, garantendo così la protezione dei diritti del paziente e della salute pubblica.

  9. Come deve comportarsi un medico se ha dubbi sulla rivelazione di informazioni riservate?
  10. In situazioni delicate, come nel caso di malattie contagiose, il medico può coinvolgere un giudice tutore per assicurarsi di agire secondo la legge, mantenendo sempre l'obbligo del segreto anche dopo la morte del paziente.

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