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Concetti Chiave

  • I principi architettonici dell'Umanesimo si consolidano nel secondo Quattrocento, ispirandosi all'armonia e alla proporzione brunelleschiana.
  • Il trattato De re aedificatoria di Leon Battista Alberti ha influenzato l'assetto urbanistico, enfatizzando l'importanza della "giusta misura" tra gli edifici.
  • La città ideale, secondo la visione umanistica, riflette razionalità e ordine, con il potere del signore supportato dall'architetto.
  • Gli architetti rinascimentali affrontarono sfide nell'integrare nuovi edifici in città italiane caratterizzate da uno sviluppo medievale irregolare.
  • Alcuni architetti cercarono di creare quartieri nuovi seguendo i principi di organizzazione razionale dello spazio, come dimostrato a Pienza.

Principi architettonici dell'Umanesimo

Nel secondo Quattrocento, i principi architettonici dell’età dell'Umanesimo si consolidano in gran parte della penisola. L’idea brunelleschiana di concepire un edificio in forma armonica, proporzionata e geometrica si estende all’assetto urbanistico delle città, grazie anche alla vasta fortuna del trattato De re aedificatoria di Leon Battista Alberti. Secondo Alberti, infatti, l’architetto deve saper trovare la "giusta misura” e proporzione tra i singoli edifici, uniformare i diversi quartieri, individuare il giusto criterio per regolare il loro rapporto con la rete viaria.

L'utopia della città ideale

Nella prospettiva umanistica albertiana, la città diviene il riflesso della razionalità e dell’ordine che devono strutturare la società, divisa in arti e professioni. Tale risultato non può che essere il prodotto di un’ampia visione d'insieme portata avanti dal signore che detiene il potere e che si fa affiancare e consigliare dall’architetto. E la radice dell’utopia della città ideale, una delle grandi novità dell’urbanistica del Rinascimento.

Sfide degli architetti rinascimentali

All’epoca le città italiane presentavano un impianto ancora medievale, erano cioè cresciute in modo irregolare, senza una pianificazione: gli architetti rinascimentali dovevano quindi inserire i loro edifici in contesti molto lontani dalla loro visione basata su criteri proporzionali e geometrici. A volte essi forzarono l’inserimento degli edifici, senza armonizzarli con il tessuto urbano preesistente, altre volte tentarono di creare quartieri nuovi, basati sui nuovi princìpi di organizzazione razionale dello spazio. E questo il caso di Pienza.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'architetto secondo Leon Battista Alberti?
  2. Secondo Alberti, l'architetto deve trovare la "giusta misura" e proporzione tra gli edifici, uniformare i quartieri e regolare il loro rapporto con la rete viaria, come evidenziato nel suo trattato De re aedificatoria.

  3. Come si riflette l'utopia della città ideale nell'architettura rinascimentale?
  4. L'utopia della città ideale, secondo la visione albertiana, rappresenta un riflesso di razionalità e ordine, strutturando la società in arti e professioni, e richiede la guida di un signore affiancato da un architetto.

  5. Quali sfide affrontarono gli architetti rinascimentali nell'inserire nuovi edifici nelle città italiane?
  6. Gli architetti rinascimentali si trovarono a lavorare in città con impianti medievali irregolari, cercando di armonizzare i nuovi edifici con il tessuto urbano preesistente o creando nuovi quartieri secondo i principi di organizzazione razionale dello spazio, come nel caso di Pienza.

Domande e risposte

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