Economia
Cos’è l’economia: analisi dei meccanismi di allocazione di risorse scarse tra usi alternativi -> studia che tipi di beni e servizi vengono prodotti e consumati all’interno di un sistema economico; come vengono prodotti, con quali input, come si distribuiscono e come si consumano.
L’economia analizza le scelte, come gli agenti economici, consumatori, imprese, istituzioni, prendono decisioni e interagiscono.
L’economia si studia per capire le relazioni tra variabili.
Come interagiscono produttori e consumatori -> quanto produrre, a quale prezzo vendere.
Come interagiscono datori di lavoro e lavoratore nel mercato del lavoro.
Come interagiscono i diversi mercati tra loro, dei beni e del lavoro; dei mercati finanziari e immobiliari.
Come si genera e distribuisce la ricchezza.
I principi dell’economia
- Non si può sempre avere ciò che si vuole: altrimenti non sarebbe necessario scegliere, cosa a cui siamo costretti a causa della scarsità delle risorse.
Trade-off:
- Salvaguardia dell’ambiente-reddito -> aumento costi produzione per le imprese: o si riducono i profitti o i salari sono più bassi.
- Efficienza-equità -> se si redistribuisce il reddito si riduce il premio per chi lavora di più, si riduce l’incentivo a lavorare e produrre.
- Il costo di ciò che si sceglie è ciò a cui si deve rinunciare per averlo.
- Se voglio studiare, rinuncio a lavorare e guadagnare uno stipendio.
- Nella scelta si ragiona al margine.
- Se studio un’ora in più, aumento la probabilità di prendere un buon voto, beneficio marginale, ma devo rinunciare a uscire con gli amici, costo marginale.
- Per vendere più prodotti, si può ridurre il prezzo: non è detto che ridurre il prezzo convenga.
- Gli individui rispondono a incentivi.
- Il prezzo dei beni/servizi determina il comportamento di compratori/venditori.
- Legge sulla sicurezza stradale: è meno costosa l’eventualità di un incidente, si riduce l’incentivo a guidare con prudenza: aumenta il numero di incidenti, anche per i pedoni.
Interazione fra individui, tre principi
- Lo scambio può essere vantaggioso per tutti.
- Lo scambio permette a ciascuno di specializzarsi in ciò che sa fare meglio e questo consente di aumentare la varietà e la qualità di beni e servizi.
- I mercati sono uno strumento efficace per organizzare l’attività economica.
- Mercato: interazione fra individui e imprese governata dai prezzi e dagli incentivi personali.
Le imprese decidono cosa produrre e chi assumere.
Gli individui possono decidere a chi offrire lavoro e cosa acquistare con il reddito guadagnato.
- Il mercato può non funzionare -> intervento dello Stato.
- “Fallimenti” del mercato dovuti a esternalità o potere di mercato rendono necessario l’intervento dello Stato per migliorare efficienza e/o equità.
Funzionamento dell’economia nel suo complesso
- Il tenore di vita di un paese dipende dalla capacità di produrre beni e servizi: crescita economica -> competenze, tecnologie.
- I prezzi aumentano quando lo Stato stampa troppa moneta.
- L’inflazione, crescita del livello generale dei prezzi in un sistema economico, è spesso provocata dall’eccessiva quantità di moneta in circolazione, e il suo valore crolla.
- Nel breve periodo c’è un trade-off fra inflazione e disoccupazione.
- Quando si stampa troppa moneta, si genera inflazione ma si riduce il livello di disoccupazione, curva di Philips.
Analisi costi-benefici
Costo di un bene: quello a cui si deve rinunciare per avere quel bene -> costo opportunità.
Beneficio: benessere/utilità, profitto.
Razionalità: gli agenti economici, consumatori, imprese, lavoratori, scelgono in modo da massimizzare la loro utilità o il loro profitto (???). Teoria molto criticata, le norme sociali sono fondamentali per capire il comportamento individuale.
Il flusso circolare delle risorse.
Analisi del mercato
Mercato: luogo in cui domanda e offerta si incontrano.
C’è qualcuno che richiede il bene, qualcuno che offre il bene, e l’interazione delle parti determina il prezzo a cui quel bene-servizio viene venduto, e la quantità, numero di beni/numero di consumatori, che viene venduta.
Prezzo: meccanismo che guida l’interazione tra domanda e offerta, principale incentivo che determina le scelte sia dei consumatori che delle imprese.
Se aumenta il prezzo, aumenta la spesa dei consumatori per un certo bene -> la quantità acquistata diminuisce.
Se il prezzo di un bene aumenta, i ricavi delle imprese, a parità di altre condizioni, aumentano -> altre imprese sono incentivate a produrre. Qo: quantità offerta.
- Domanda: cosa determina la domanda (D)?
- Offerta: cosa determina l’offerta (O)?
- Mercato: interazione tra D e O (D=O).
L’interazione può avvenire in diversi contesti: ci sono mercati concorrenziali, competizione tra molte piccole imprese, e i monopoli, unica impresa che deve soddisfare tutta la domanda.
Ci sono vie di mezzo, come gli oligopoli.
La domanda
Comportamento dei consumatori, Qd:
- Bisogni/preferenze, che sono soggettive e sono influenzate dalla pubblicità, moda…
- Prezzo: legge della domanda, più P aumenta, più D scende.
- Reddito: ci sono dei beni per cui all’aumentare del reddito, la quantità acquistata aumenta, beni normali, mentre per altri diminuisce, beni inferiori.
Il fatto che un bene sia normale o inferiore dipende dalle caratteristiche individuali.
- Prezzo degli altri beni “collegati”.
Beni sostituti: es. pasta e riso -> se il P della pasta aumenta, è probabile che si compri il riso. Se il P della benzina aumenta, è probabile che si usino i mezzi pubblici.
Beni complementari: quando si alza il prezzo di un bene complementare al mio, la domanda si abbassa.
Scheda di domanda: tabella che illustra la relazione tra P e Q domandata.
| Prezzo | Domanda |
|---|---|
| 0 | 12 |
| 1 | 10 |
| 2 | 8 |
| 3 | 6 |
| 8 | 0 |
Funzione lineare, rappresenta che all’aumentare del prezzo la domanda diminuisce.
Variazione di P in funzione di Q.
Per trovare la D di mercato, si sommano orizzontalmente, per quantità, le domande individuali, che possono essere diverse.
Beatrice e Michele acquistano una diversa quantità a parità di prezzo -> i consumatori hanno curve di domanda diverse, rispondono in modo diverso al variare del prezzo.
Curva di domanda più piatta rispetto a quelle superiori, perché per ogni variazione di prezzo, c’è variazione di domanda maggiore. 3= 1+2.
La curva di domanda si può rappresentare come una funzione matematica.
Curve di D lineari.
Inclinazione negativa: se P aumenta, Q diminuisce.
Se cambia una variabile esterna, si sposta l’intera curva di domanda, che si espande o si contrae.
La variazione positiva del reddito, a parità di prezzo:
- Bene normale: espansione della domanda.
- Bene inferiore: contrazione della domanda.
La variazione negativa del reddito, a parità di prezzo:
- Bene normale: contrazione della domanda.
- Bene inferiore: espansione della domanda.
La variazione di prezzo di beni collegati:
- Beni sostituti, pasta-riso -> dato il prezzo della pasta, se il prezzo del riso aumenta, la domanda di pasta aumenta e quella di riso diminuisce. La variazione del prezzo del riso è esterna a quella prezzo-domanda della pasta.
Dato il prezzo della pasta, se il prezzo del riso diminuisce, diminuirà la domanda di pasta e aumenterà quella di riso.
- Beni complementari, pasta-pomodoro -> dato il prezzo della pasta, se il prezzo del pomodoro aumenta, la quantità domandata di pomodoro e di pasta diminuisce.
Dato il prezzo della pasta, se il prezzo del pomodoro diminuisce, la quantità domandata di pomodoro aumenta, stimolando l’aumento di domanda di pasta.
Quantità domandata è funzione di prezzo, reddito, del prezzo di altri beni, preferenze e popolazione. Quando c’è variazione del prezzo, c’è uno spostamento lungo la curva di domanda; se cambia una delle altre variabili, c’è spostamento dell’intera curva di variabile.
Variabili della domanda
1. Variazioni reddito:
- Reddito aumenta -> la domanda si espande nel caso di beni normali; si contrae nel caso di beni inferiori.
- Reddito diminuisce -> si contrae nel caso di beni normali; si espande nel caso di beni inferiori.
2. Variazioni di prezzi di beni collegati:
- Beni sostituti: se Py aumenta, Qy si riduce, Dx si espande.
- Beni complementari: Py aumenta, Dx si contrae.
Le imprese
Offerta: scelte delle imprese, riguardanti la quantità di beni da offrire al mercato -> Qo.
Fattori che influenzano l’offerta:
- Prezzo: se P aumenta, Qo aumenta.
- Costo delle materie prime/input, lavoro…: se il costo di un input aumenta, Qo si riduce.
- Numero venditori: se n aumenta, Qo aumenta.
- Aspettative del produttore.
- Tecnologia: innovazione rende più efficiente la produzione, aumenta Qo.
Scheda di offerta: relazione tra il prezzo di mercato (P) e la quantità offerta (Qo).
| P | Qo |
|---|---|
| 1 | 0 |
| 2 | 1 |
| 3 | 3 |
| 4 | 5 |
Se, a parità di altre condizioni, P aumenta, Qo aumenta; se P diminuisce, Qo diminuisce.
Curva di offerta aggregata, di mercato: somma orizzontale delle curve di offerta individuali.
Curva più piatta: c’è più offerta.
Funzione di offerta: relazione matematica tra prezzo P e quantità Qo.
Cosa succede alla curva di offerta O se cambia il prezzo di un input?
Variazione del prezzo degli input.
Variazione della tecnologia, spostamenti della curva, espansione o contrazione.
Variazione del numero di venditori.
Prezzo degli input:
- Se P input aumenta, produrre diventa più costoso -> a parità di prezzo, diventa meno redditizio -> le imprese producono meno.
A parità di prezzo, si produce meno: O si contrae.
- Se P input diminuisce, la produzione diventa meno costosa -> a parità di P, diventa più redditizia. O si espande.
Se il numero di venditori aumenta, c’è innovazione o aspettativa sull’aumento dei prezzi -> espansione dell’offerta.
Il mercato
Interazione tra domanda e offerta, che stabilisce il prezzo e la quantità scambiata.
Interazione che stabilisce P* e Q* -> equilibrio di mercato.
- Se D>O = eccesso di D -> P aumenta, disincentiva i consumatori, quindi la domanda, ma incentiva le imprese, quindi l’offerta -> D e O diventeranno uguali.
- Se O>D = eccesso di O -> P diminuisce, incentiva la domanda, disincentiva l’offerta.
- Se D=O non ci sono eccessi, e si ha equilibrio di mercato.
E stabilisce la quantità (Q*) scambiata sul mercato e il prezzo (P*).
Al prezzo P*, Qd = Qo.
Se non sono in equilibrio
1. P1>P*
Eccesso O. Eccesso di offerta: differenza tra Qo e Qd.
In questa situazione, pur di vendere le imprese diminuiscono P -> P diminuisce fino a raggiungere l’equilibrio.
2. P2<P*
Eccesso di D: differenza tra Qd e Qo.
I compratori non riescono ad acquistare tutta la Q desiderata -> pur di ottenere Q desiderata, sono disposti ad accettare prezzi più alti.
P aumenta fino all’equilibrio.
Analisi di statica comparata
Confronto tra diverse situazioni di equilibrio.
3 fasi:
- Quale curva si sposta? D o O?
- In che direzione si sposta? Si contrae o si espande?
- Come variano P* e Q* di equilibrio?
Esempio 1
Aumenta il reddito, bene normale.
- Si sposta la curva di domanda.
- La curva di domanda si espande.
- Espansione:
- Q* aumenta.
- P* aumenta.
Esempio 2
Costo del lavoro aumenta:
- Si sposta la curva di offerta.
- La curva di offerta si riduce.
- La quantità si riduce (Q*), il prezzo sale (P*).
Esempio 3
La domanda aumenta, l’offerta si contrae.
Cosa succede a prezzo e quantità P* e Q*?
P* aumenta; la variazione di Q* non è a priori determinabile.
Se O si contrae “molto”, e D aumenta “poco”:
- Q* si contrae: l’equilibrio si riduce.
Se O si contrae “poco”, e D aumenta “molto”:
- Q* aumenta.
Se lo spostamento della domanda è uguale allo spostamento dell’offerta:
- Variazione di Q* nulla, ma il prezzo è salito.
Esempio 4
D aumenta e O aumenta.
Q* aumenta; la variazione di P* non è a priori determinabile.
Se la variazione di O è maggiore alla variazione di D:
- P* si contrae.
Se la variazione di O è minore alla variazione di D:
- P* sale.
Se le variazioni sono uguali:
- Variazione di P*=0.
Q* e P* aumentano, perché la variazione di domanda è maggiore della variazione dell’offerta.
| O invariata | O aumenta | O si contrae | |
|---|---|---|---|
| D invariata | / | Q* aumenta, P* diminuisce | Q* diminuisce, P* aumenta |
| D aumenta | Q* aumenta, P* aumenta | Q* aumenta, P* ? | Q* ?, P* aumenta |
| D si contrae | Q* diminuisce, P* diminuisce | Q* ?, P* diminuisce | Q* diminuisce, P* ? |
Elasticità
- Al prezzo domanda.
- Al reddito.
- Al prezzo di beni collegati.
- Dell’offerta a prezzo.
Misura la sensibilità della domanda a variazioni di prezzo.
L’elasticità del prezzo è data dalla differenza tra la variazione percentuale di quantità e prezzo.
Es.
P aumenta del 10% e Q diminuisce del 20%.
εD= (-0,2) / (0,1) = -2.
Siccome Q e P si muovono in direzioni opposte, l’elasticità della domanda è <0.
Consideriamo il valore assoluto, per ragionare su valori dell’elasticità ε positivi.
Tre casi
1. Curve di domanda (D) anelastiche: i consumatori reagiscono poco a variazioni del prezzo.
La variazione percentuale di Q è inferiore alla variazione percentuale di P. Sigarette.
Es. ΔP % = 30% -> ΔQ %= 20%.
ΔQ%< ΔP% -> in valore assoluto, l’elasticità della domanda è < 1.
La domanda non cambia, né se il prezzo aumenta, né se il prezzo diminuisce.
2. D elastiche: la variazione percentuale di Q è maggiore alla variazione percentuale di P.
Es. ΔP%= 30% -> ΔQ%= 40%.
ΔQ%>ΔP% -> In valore assoluto, l’elasticità della domanda è > 1.
Elasticità alta: molti beni sostituti, il prezzo non incide molto sul reddito…
D con elasticità unitaria: prezzo e quantità variano percentualmente esattamente dello stesso valore.
ΔP%= 30% -> ΔQ%=30%.
ΔQ%=ΔP% -> in valore assoluto, l’elasticità della domanda è = 1.
Da cosa dipende l’elasticità?
- Beni necessari, domanda meno elastica, vs. beni di lusso, domanda più elastica.
- Esistenza di beni sostituti, concorrenza -> se c’è concorrenza la domanda è più elastica.
- Quota del reddito destinata al bene -> se la quota è alta, una variazione di P ha un impatto consistente su Q.
- Definizione del mercato -> elasticità della D di cibo è bassa, ma l’elasticità della D di un particolare alimento è alta.
- Orizzonte temporale: nel breve periodo la D è più rigida rispetto al lungo periodo.
Calcolo dell’elasticità
Casi particolari
1. Curva di domanda rigida -> elasticità nulla.
Al variare del prezzo la domanda non varia, Q è fissa, ΔQ=0.
Inclinazione: infinita.
Es. sigarette, farmaci salvavita…
2. Domanda infinitamente elastica.
Appena un’impresa varia il prezzo, la quantità varia all’infinito.
Piccole variazioni di P generano grandi, infinite, di Q.
Domanda anelastica vs domanda elastica.
La variazione di Q in conseguenza a una variazione di P dipende dall’elasticità della domanda: è molto maggiore nel caso di D elastica.
Relazione tra elasticità della domanda e spesa totale
Spesa totale= P x Qd.
Se P aumenta, cosa succede alla spesa totale? Dipende da come si reagisce all’aumento di prezzo, dall’elasticità della D.
- Se P aumenta, Q diminuisce -> si scambiano meno quantità del bene, si perdono consumatori.
- Se P aumenta, le unità che si vendono sono vendute a un prezzo più alto -> chi resta paga di più.
1. D anelastica: se P aumenta, Q diminuisce, ma la spesa totale aumenta, perché ΔQ%< ΔP%, la quantità reagisce poco. Se P diminuisce, Q aumenta, ma la spesa totale diminuisce, perché ΔQ%<ΔP%.
2. D elastica: se P aumenta, Q diminuisce, e la spesa totale diminuisce, perché ΔQ%>ΔP%. Se P diminuisce, Q aumenta, e la spesa totale aumenta, perché ΔQ%>ΔP%.
3. D con elasticità unitaria (=1): se P aumenta, Q diminuisce, ma la spesa totale non varia. Se P diminuisce, Q aumenta, ma la spesa totale non varia, perché ΔQ%=ΔP%.
D lineare P=100 -2Q.
Lungo la curva di domanda lineare, l’elasticità varia. Nell’intercetta verticale (Q=0), l’elasticità della curva di domanda lineare è infinita; nell’intercetta orizzontale (P=0), l’elasticità della domanda è = 0.
Elasticità della domanda al reddito
Come si reagisce alla variazione del reddito.
Se il reddito aumenta:
- Bene normale: Q aumenta, elasticità al reddito > 0.
- Bene inferiore: Q diminuisce, elasticità al reddito < 0.
Elasticità al reddito è alta per beni di lusso, è invece bassa per beni necessari.
Elasticità incrociata della domanda
Beni x e y collegatiEl
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