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Principi contabili internazionali

Anno 2014

Prof. Maura Campra

Appunti di M.R.

Indice

  • Lezione 1 del 18 febbraio 2013.................................................................................4
  • IAS 1 Lezione 22 Febbraio 2013 ...........................................................................10
  • Situazione patrimoniale finanziaria..........................................................................................10
  • Conto economico complessivo.................................................................................................13
  • Principi generali del bilancio....................................................................................................17
  • Documenti di Bilancio............................................................................................25
  • Situazione Patrimoniale e Finanziaria......................................................................................25
  • Conto economico..........................................................................................................36
  • Lezione 04 Marzo 2013...........................................................................................47
  • Variazioni delle voci di patrimonio netto..................................................................................47
  • Schemi S.P.F. e C.E...................................................................................................................49
  • Rendiconto finanziario..............................................................................................................54
  • Lezione 08 Marzo 2013...........................................................................................64
  • IAS 10: Fatti rilevanti avvenuti dopo la chiusura...................................................65
  • IAS 16: Immobili impianti e macchinari.................................................................68
  • IAS 23: Oneri finanziari..........................................................................................72
  • Lezione 22 Marzo 2013...........................................................................................96
  • IAS 36: Riduzione di valore di attività...................................................................99
  • Impairment test.....................................................................................................................102
  • IAS 40: Investimenti immobiliari........................................................................104
  • IAS 38: Attività immateriali................................................................................111
  • IAS 20: Contributi pubblici e informativa sull'assistenza pubblica....................117
  • IAS 17: Leasing ..................................................................................................120
  • IAS 37: Accantonamento.....................................................................................136
  • Lezione 19 Aprile 2013.......................................................................................143
  • Interpretazioni connesse allo IAS 37: IFRIC 1 e IFRIC 5....................................................154
  • IAS 2: Rimanenze...............................................................................................156
  • Rimanenze nel sistema contabile Reddituale .......................................................................157
  • Rimanenze nel sistema contabile Patrimoniale ...................................................................158
  • Rimanenze per lo IAS...........................................................................................................161
  • IAS 18: Ricavi.....................................................................................................173
  • Ricavi di vendita di beni.......................................................................................................186
  • Ricavi per prestazioni di servizi............................................................................................190
  • Ricavo derivante dall'utilizzo da parte di terzi di beni dell'azienda......................................204
  • IAS 11: Lavori in corso su ordinazione...............................................................213
  • Valutazione delle commesse.................................................................................................214
  • Esempi commesse.................................................................................................................218
  • IAS 8: Principi contabili, cambiamenti di stime ed errori...................................243
  • Principi contabili...................................................................................................................243
  • Cambiamento di stima.........................................................................................................258
  • Correzioni di errori...............................................................................................................259
  • Esercitazione Dott.sa Vietti.................................................................................260
  • Esempi e esercizi Prof. Campra..........................................................................266
  • Beni complessi......................................................................................................................266
  • Concorsi a premi...................................................................................................................273
  • Appello maggio 2013............................................................................................................275
  • Caso IAS 16..........................................................................................................................278
  • Caso IAS 17..........................................................................................................................284
  • Caso IAS 23..........................................................................................................................287
  • Conti....................................................................................................................288

Lezione 1

I principi contabili internazionali sono completamente diversi da quelli nazionali.

Ci sono alcune profonde differenze.

Perché nascono i principi internazionali?

Possibili sigle: IAS/IFRS

IAS (International Accounting Standard), sono i principi vecchi che erano stati emanati dallo IASC (il comitato che lo emanava). Poi si è trasformato e continuava a rivederli.

Quelli nuovi sono gli IFRS (International Financial Reporting Standards).

Poi ci sono le interpretazioni perché ci sono imprese diverse in Paesi diversi con culture diverse, il principio va interpretato perché i principi non entrano nei casi specifici. Sullo stesso problema Stati diversi potrebbero avere interpretazioni diverse.

Anche le interpretazioni sono a loro volta documenti, anche loro hanno delle sigle: SIC (vecchie) IFRIC (vecchie). Tutte e due sono sigle del soggetto che le ha emanate e non il principio, infatti si dice l'interpretazione emanata dall'SIC numero....

SICs (Standing Interpretations Committee Standards).

IFRIC (International Financial Reporting Interpretation Committee).

A volte ci sono interpretazioni molto importanti che disciplinano un settore, ad esempio il settore dei servizi in concessione da pubblico a privato (autostrade, acquedotti, ecc.) sono disciplinate dall'interpretazione IFRIC 11.

A volte vanno al di là della semplice interpretazione di norme.

Lo IASB

Lo IASB che emana i principi contabili è un organismo privato che è formato da un certo numero di componenti di 16 persone.

  • 4 nominati dal nord America
  • 4 dall'Europa
  • 4 dall'Asia/Oceania
  • 1 dall'Africa
  • 1 dal sud America
  • 1 da altre aree
  • 4

Le riunioni sono parzialmente pubbliche ed ha sede a Londra e si riunisce almeno una volta al mese con un momento di discussione privato e poi un successivo momento di discussione pubblica. I principi nascono e sono in lingua inglese, ma il metodo di stato avanzamento lavori è scritto in un modo nello IAS 11 e in un altro modo nello IAS 18, ma in verità non c'è nessuna differenza. È un problema di traduzione.

Non basarsi mai sulla sola traduzione italiana ma vedere sempre anche quella in inglese.

C'è una manutenzione continua dei principi contabili. Sono in continua evoluzione.

Ogni volta che esce un nuovo principio avviene in maniera molto trasparente, o almeno più di altri sistemi.

C'è un inserimento all'ordine del giorno, poi segue la discussione piuttosto ampia.

Si redige un discantion paiper che è un documento provvisorio per il principio. Gli organismi nazionali devo rispondere su questo documento.

Fatto questo riprende la discussione in base ai commenti ricevuti, oltre ai soggetti obbligati a visionare il discantion paiper come l'OIC ci possono essere altri commenti come da professori, ordine dei dottori commercialisti, imprese multinazionali ecc.

Fatto questo lo IASB può redigere la prima bozza o produrre un nuovo discation paiper.

Alla fine avviene l'emanazione del principio e inoltre è accompagnato l'elenco dei voti con cui i passato, e anche le spiegazioni di chi ha votato contro, in più c'è la data di quando entra in vigore. È comunque ammessa l'applicazione del principio anche prima della data prestabilita per l'entrata in vigore.

Omologazione e pubblicazione

Come si passa da questo organismo privato sovranazionale che emana i principi all'obbligatorietà delle imprese italiane all'applicazione di questi principi?

C'è un ulteriore processo di omologazione e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.

Chi sono i soggetti che entrano in gioco?

Il principio viene portato all'Unione europea, che ha due organismi tecnici al proprio interno che si preoccupano di vedere se il contenuto del principio è in contrasto o no con le direttive europee. Se non c'è contrasto:

  • Passaggio all'organismo politico che in genere dava un via libera automatica, perché non sempre il principio migliora l'informativa.
  • Quando anche l'organismo politico approva allora avviene la pubblicazione in gazzetta ufficiale sotto forma di regolamento con la data entro il quale il bilancio redatto deve applicare il principio contabile.
  • La gazzetta ufficiale pubblica il principio in tutte le lingue dell'Unione europea (i costi di traduzione sarebbero molto alti, perciò normalmente viene usato un sistema di traduzione automatica e poi mandati agli standard setter nazionali i quali hanno il compito di rivederli, in altri casi si chiede proprio di tradurli).

Come si è arrivati ai principi internazionali

Si è arrivati tra il 2001 e il 2002. L'UE ha fatto la scelta di fare un passo indietro, la moneta unica era appena nata e tutti i bilanci erano espressi nella stessa valuta.

Le direttive comunitarie (C.E.) IV (1987) e VII (1983), da allora il primo stato a recepirle è stata la Francia, mentre noi le abbiamo recepite per ultimi solo nel 1991.

Prima non c'era un'unicità nella ricezione delle direttive tra i Paesi. L'UE non ha fatto nuove direttive ma ha preso dei set di principi contabili già esistenti riconosciuti di alto standing. È stato scelto questo metodo perché più breve.

Tra questi corpi di principi c'erano quelli emanato dagli USA (gli SFAS emanati dallo SFAB), oppure quelli internazionali ma che non usava nessuno perché erano un benchmark rispetto ai principi nazionali, solo gli Svizzeri li usavano, quindi di fatto non avevano applicazione.

L'UE ha deciso con un proprio regolamento pubblicato in gazzetta nel 2002, il quale prevedeva che i principi contabili internazionali fossero applicati a tutti i bilanci consolidati delle società quotate a decorrere dal 1° gennaio 2005.

Avrebbero dovuto essere pubblicati sulla gazzetta ufficiale dell'UE tutti i principi contabili emanati fino a quel momento nelle diverse lingue.

L'Italia ha emanato il decreto legislativo n. 38 febbraio 2005, con il quale ha ampliato l'ambito di applicazione.

Decreto legislativo n. 38 febbraio 2005

Il decreto legislativo n. 38 febbraio 2005 (emanato dal Ministro dell'Economia Siniscalco):

  • Prevede l'ampliamento dell'ambito di applicazione. Perché prevede che non solo il bilancio consolidato dei gruppi quotati deve essere redatto con i Principi contabili internazionali ma anche di quelli non quotati se riguardano: Banche ed enti finanziari vigilati dalla banca d'Italia and assicurazioni vigilate dall'ISVA.
  • Non solo applicazione al bilancio consolidato ma anche al bilancio individuale della società quotate.
  • Quindi gli IAS in Italia sono applicati a tutte le società quotate + banche e enti fin assimilati e assicurazioni sottoposte a vigilanza se non redigono il consolidato.
  • Le società appartenenti ad un gruppo (quelle che hanno partecipazioni, anche se non quotate) possono scegliere se adottare gli IAS, ovviamente devono avere i requisiti di poter redigere il bilancio in forma ordinaria.
  • Gli IAS prevedono l'iscrizione di utili sperati in conto economico, ma questo decreto limita i danni. Quindi può incidere sulla distribuibilità del risultato d'esercizio.

Il decreto dice che gli utili sperati non può essere distribuito ma vanno accantonato in una riserva non disponibile.

Ved. pag. 15

Elementi particolarmente rilevanti sulla nascita dei Principi contabili internazionali

  1. Perché l'applicazione degli IAS è chiesta ai bilanci consolidati?
  2. Perché alle società quotate?

Perché nelle non quotate interessa poco, per la mentalità anglosassone le società quotate sono considerate pubblic company, una società le cui azioni sono molto diffuse, l'azionariato è diffuso.

Non sono soggetti che fanno gli imprenditori, l'imprenditore lo fa il manager, l'amministratore di professione. Le persone investono nelle pubblic company e devono decidere quanto rende l'investimento che hanno fatto.

Quindi l'azionista di oggi non è detto che sia l'azionista di domani, e non è detto che sia quello di ieri. In Italia le imprese sono quasi esclusivamente di tipo padronale, il capitale è in genere quasi esclusivamente in mano ad un solo soggetto o famiglia, i quali influenzano la gestione (non sono manager di professione).

Tuttavia la globalizzazione porta alla riduzione delle imprese e alla concentrazione (ci sono state tante fusioni, soprattutto tra banche); Es. Unicredit-San Paolo o MPS, Banca popolare. Queste grandi banche oggi sono piccole rispetto al mondo internazionale ma grandi per l'Italia. Oggi soprattutto il mercato finanziario vede una concentrazione. Ecco perché è rilevante avere principi contabili comuni che nascono con la logica dell'azionariato diffuso e variabile.

Dato che l'azionariato è così diverso, allora tutta la logica dei principi (postulati) base si modificano.

Dezzani: “come una muraglia cinese, c'è una roba da una parte e altra roba dall'altra”.

Il cambiamento di un principio non genera enormi cambiamenti, ma è la logica sottostante che è profondamente diversa.

Logica sottostante gli IAS

Logica sottostante gli IAS: L'azionista di oggi è un azionista diverso da quello di domani.

Dato che l'azionista è un soggetto variabile e non sempre lo stesso, bisogna far sì che il bilancio dia informazioni corrette agli azionisti/investitori. La principale preoccupazione è la tutela degli investitori, sia chi oggi ha le azioni e chi potenzialmente domani potrebbe avere le azioni.

Italia: siamo abituati ad avere un azionariato stabile nel tempo, quindi non sono loro i soggetti da tutelare, ma i soggetti che prestano capitali all'azienda, cioè i creditori sociali.

È possibile in un mondo internazionale tenere la contabilità a costi storici? No, perché così facendo agevolo l'azionista di domani rispetto a quello di oggi.

Es. Oggi se l'azienda compra un terreno (o un titolo) agricolo spendendo 5, non ho intenzione di venderlo, passano 3 anni e cambia il piano regolatore diventando edificabile e si trova in un area in cui sorgerà Torino 2. Il valore del terreno schizza alle stelle. L'azionista avvantaggiato è quello che ha comprato il terreno 3 anni fa, ma indipendentemente che si venda o meno; come in Italia con la contabilità a costi storici il terreno non aumenta, non viene rivalutato. In questo caso il vantaggio è dell'azionista, nel momento in cui vende il terreno. Se l'azionista è cambiato allora gli utili di cui si ci avvantaggia il nuovo azionista è un altro, c'è uno spostamento di utili da un azionista all'altro, ma questi utili (presunti) non appaiono in bilancio.

Non ha più senso una contabilità a costi storici obbligatori. È come se l'amministratore fosse il conducente di un autovettura dove abbiamo truccato in tachimetro che dimostra una velocità superiore a quella di cui si conduce proprio perché il conducente potrebbe non rispettare i limiti di velocità, così facendo li rispetta.

In questo caso dobbiamo togliere la rappresentazione che si vada ad una velocità diversa da quella a cui si va in realtà, altrimenti l'investitore non ha elementi oggettivi su cui effettuare le sue scelte.

Posso usare al posto del costo il fair value (valore di mercato), anzi spesso ha proprio più senso usare il fair value a volte.

Questo significa che la prudenza c'è ma non è più intesa come a livello nazionale.

Prudenza IAS: è intesa come la caratteristica che deve avere un soggetto che fa la valutazione, significa che un soggetto deve essere in grado di non sopravvalutate/sottovalutare mai ricavi, attività, costi, passività. Se sopravvaluto un costo sposto un vantaggio dall'azionista di oggi che percepirà meno utili all'a

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pantalasso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi contabili internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Campra Maura.
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