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Concetti Chiave

  • Il primo dopoguerra in Italia va dal 4 Novembre 1918 al 1922, segnato da forti tensioni sociali, economiche e politiche.
  • I reduci della guerra si organizzarono in associazioni per rivendicare diritti non rispettati, evidenziando le difficoltà di reinserimento nel mercato del lavoro.
  • Il governo, per fronteggiare il debito pubblico crescente, aumentò le tasse e stampò moneta in eccesso, causando inflazione.
  • Il Partito Popolare Italiano, fondato da don Luigi Sturzo, si distinse per le sue idee liberali e riformiste, promuovendo una società equa e il voto alle donne.
  • La nascita del Partito Comunista d'Italia nel 1921 e l'ascesa del Partito Nazionale Fascista segnarono una polarizzazione politica che influenzò profondamente il futuro del paese.

Qual è il primo dopoguerra in Italia?

La guerra era stata una grande esperienza di massa. Il Primo Dopoguerra in Italia è un periodo che inizia dopo il 4 Novembre 1918 (trattati di pace '19), e va dal '19 al '22.

Conseguenze culturali e sociali

CONSEGUENZE CULTURALI: I combattenti tornarono dalla guerra con una consapevolezza dei loro diritti. Diventa un problema il reinserimento dei reduci che avevano difficoltà a riprendere un lavoro subordinato e ripetitivo. Nascono le “associazioni di ex combattenti” che rivendicavano ciò che gli era stato promesso dallo stato durante la guerra, ma che a causa dei grossi debiti non era stato mantenuto.

Conseguenze economiche del dopoguerra

CONSEGUENZE ECONOMICHE: per fare la guerra gli stati si sono addebitati. Chi perde non può restituire i soldi, e anche gli stati vincitori hanno gravi difficoltà economiche. Il governo iniziò così ad aumentare le tasse facendo allargare il debito pubblico chiedendo prestiti ai privati e alle istituzioni, e il debito con i paesi amici, soprattutto con gli Stati Uniti. Al bisogno di denaro si rispose stampando carta moneta in eccesso, creando un processo di inflazione.

Partito popolare italiano e crescita socialista

Partito popolare italiano (Ppi) 1919: creato da don Luigi Sturzo, è di orientamento liberale, ha una politica a sostegno della famiglia, ha una preoccupazione morale, da il voto alle donne, chiede il Senato elettivo e non a nomina regia. Ha un'idea riformista che da spazio agli esclusi della politica. Ha una visione economica interclassista → sviluppo attraverso una collaborazione di solidarietà delle classi, società equa.

Crescita del Partito socialista: inizia però a prevalere la corrente di sinistra (massimalisti) rispetto a quella riformista, che darà vita al Partito Comunista.

Nascita del partito comunista

Partito comunista d'Italia: (Bordiga e Gramsci) nasce al Congresso di Livorno nel 1921. Proclama una repubblica socialista/leninista fondata sulla dittatura del proletariato. La forza lavoro deve guidare una società senza classi (ideologia di sinistra).

Ascesa del partito fascista

Partito nazionale fascista (Pfn) 1921: entra in politica con il “Programma di San Sepolcro”. Ma “esisteva” già dal marzo del 1919, quando a Milano, Mussolini aveva fondato i Fasci di combattimento. Da qui si svilupparono delle strutture paramilitari; le squadre d'azione (squadrismo), che iniziarono una lotta spietata contro i socialisti. I proprietari terrieri vedono nei Fasci una difesa dalle lotte del proletariato e cominciano a sovvenzionarli. Il Partito era estremista, antiliberale (camicie nere → violenza) e a sostegno della borghesia. Crede nella disciplina, nell'ordine, nella sicurezza e nell'obbedienza prima della libertà individuale (ideologia di destra).

Problemi territoriali post-bellici

Ci furono molti insoddisfatti della guerra. In più, la fine dell'Austria-Ungheria aveva creato dei problemi durante i trattati di pace, in quanto era stato stipulato che la Dalmazia doveva essere annessa all'Italia, e la città di Fiume (dove vivevano prevalentemente italiani) restasse all'Impero Austro-Ungarico. Ma con la sua fine, Fiume rimase città libera. Nel settembre del 1919 dei volontari e dei reparti militari partirono con D'Annunzio alla volta della città e crearono una reggenza provvisoria.

Movimenti operai e agitazioni sociali

Tra il 1918 e il 1920 in Europa iniziarono a svilupparsi dei movimenti operai che lottavano per migliorare la retribuzione e la riduzione dell'orario di lavoro a otto ore giornaliere. Erano alimentati dalle vicende russe, e sull'esempio dei Soviet si costituirono dei consigli operai che andavano a sostituirsi alle organizzazioni dei lavoratori come i sindacati. Anche in Italia, tra il '19 e il '20 iniziarono delle agitazioni sociali che portarono molti scioperi occupando per alcuni mesi le fabbriche. Gli operai diventano soggetti politici e produttivi. Continuano a produrre, ma il profitto non viene più dato all'imprenditore, ma distribuito e reinvestito. I socialisti non sfruttano l'occasione per creare una rivoluzione, e in questo contesto si viene a creare il Partito comunista.

Giolitti e la risoluzione delle crisi

Giolitti risolve la situazione (1920). Minacciò di bombardare la città di Fiume e D'Annunzio abbandonò la città. Risolve anche il problema delle lotte operaie.

Ascesa di Mussolini e il fascismo

I fascisti fanno un'adunata a Roma con la minaccia di occupare il parlamento. Per il governo era una preoccupazione e il primo ministro Luigi Facta propone di usare l'esercito, ma il Re era già sceso a patti con Mussolini che aspetta va Milano di essere convocato. Poi scende a Roma chiamato dal Re che gli da l'incarico di Primo Ministro.

Risolverà il problema dello squadrismo, che rischiava di diventare pericoloso, nel 1923, inquadrando le squadre fasciste nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale.

Ideologia e pensatori del sospetto

Ideologia: avere un pensiero con dei contenuti ben precisi rispetto a dei valori. Può avere anche una valenza negativa. Può essere intesa come linguaggio che va a mascherare e giustificare la realtà e le scelte politiche di un gruppo (Marx e Freud , i quali sono i pensatori del sospetto, smascherano ciò che sta sotto l'ideologia).

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali conseguenze culturali del primo dopoguerra in Italia?
  2. I combattenti tornarono dalla guerra con una nuova consapevolezza dei loro diritti, portando alla nascita di associazioni di ex combattenti che rivendicavano promesse non mantenute dallo stato, evidenziando le difficoltà di reinserimento nel mondo del lavoro.

  3. Come influenzò il debito pubblico l'economia italiana nel dopoguerra?
  4. Il governo, per far fronte ai debiti accumulati durante la guerra, aumentò le tasse e chiese prestiti, portando a un'inflazione causata dalla stampa eccessiva di moneta, che aggravò ulteriormente la situazione economica.

  5. Quali erano le caratteristiche principali del Partito Popolare Italiano (PPI)?
  6. Fondato da don Luigi Sturzo nel 1919, il PPI era di orientamento liberale, promuoveva il voto alle donne e una politica riformista, cercando di rappresentare le classi escluse e favorire una società equa attraverso la solidarietà interclassista.

  7. Quale ruolo ebbe Mussolini nell'ascesa del fascismo in Italia?
  8. Mussolini, fondatore dei Fasci di combattimento nel 1919, guidò il Partito Nazionale Fascista e, attraverso minacce e manovre politiche, ottenne l'incarico di Primo Ministro, risolvendo il problema dello squadrismo nel 1923.

  9. Come si manifestarono i movimenti operai in Italia tra il 1918 e il 1920?
  10. Durante questo periodo, i movimenti operai lottarono per miglioramenti salariali e la riduzione dell'orario di lavoro, portando a scioperi e occupazioni di fabbriche, trasformando gli operai in soggetti politici e produttivi, ma senza sfruttare l'occasione per una rivoluzione.

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