Concetti Chiave

  • Antonio Salandra dichiarò la neutralità dell'Italia nell'agosto 1914, vincolando l'entrata in guerra a un attacco da parte di Austria e Germania.
  • Si formarono due schieramenti in Italia: i neutralisti, tra cui Giolitti e i socialisti, e gli interventisti, composti da nazionalisti, ufficiali e industriali.
  • Il 26 aprile 1915, il ministro Sonnino firmò il Patto di Londra, promettendo l'entrata in guerra in cambio di territori come Trento e Trieste.
  • Il 3 maggio 1915, l'Italia abbandonò la Triplice Alleanza e il governo favorì manifestazioni interventiste per ottenere consenso popolare.
  • Vent giorni dopo il 3 maggio, l'Italia dichiarò guerra all'Austria e all'Ungheria, segnando il suo coinvolgimento nel conflitto.

Qual è la neutralità dell'Italia?

Nell’Agosto del 1914 Antonio Salandra dichiarò la neutralità dell’Italia, sarebbero stati obbligati ad entrare in guerra infatti solo se Austria e Germania fossero state attaccate, invece erano proprio loro gli aggressori.

Gli schieramenti interni

Nel paese cominciarono così a fondarsi due schieramenti, i neutralisti e gli interventisti, i primi erano composti da:

1. Giolitti, che riteneva di poter ottenere Trento e Trieste in cambio di neutralità;

2. Socialisti, che consideravano la guerra come un danno ai proletari;

3. Cattolici, papa Benedetto XV considerò al guerra un’inutile strage e un’orrenda carneficina;

I secondi invece erano composti da:

1. Nazionalisti, per dimostrare la propria forza e vitalità;

2. Ufficiali di esercito e corte;

3. Industriali, che volevano guadagnare;

4. Futuristi, Marinetti considerava la guerra un’igiene del mondo;

Il patto di Londra

Il 26 Aprile 1915 il ministro degli esteri Sonnino, spronato dalla potenza degli interventisti, sottoscrisse il Patto di Londra, un trattato segreto che prevedeva l’entrata in guerra dell’Italia in cambio di Trento e Trieste, Sud Tirolo, Istria, Dalmazia, Isole del Dodecaneso e bacino carbonifero in Turchia.

L'entrata in guerra

Il 3 maggio 1915 l’Italia uscì così della Triplice Alleanza e le manifestazioni interveniste vennero favorite dal governo per aumentare il consenso popolare, 20 giorni dopo il governo dichiarò guerra all’Austria e all’Ungheria.

Domande da interrogazione

  1. Quali erano le posizioni interne in Italia riguardo alla guerra nel 1914?
  2. In Italia si formarono due schieramenti: i neutralisti, tra cui Giolitti, socialisti e cattolici, che si opponevano alla guerra, e gli interventisti, composti da nazionalisti, ufficiali di esercito, industriali e futuristi, che sostenevano l'entrata in guerra per dimostrare forza e ottenere vantaggi territoriali.

  3. Quali furono le condizioni del Patto di Londra del 1915?
  4. Il Patto di Londra, firmato il 26 aprile 1915, prevedeva l'entrata in guerra dell'Italia in cambio di territori come Trento, Trieste, Sud Tirolo, Istria, Dalmazia, Isole del Dodecaneso e bacino carbonifero in Turchia, rispondendo così alle pressioni degli interventisti.

  5. Quando e come l'Italia dichiarò guerra all'Austria e all'Ungheria?
  6. L'Italia uscì dalla Triplice Alleanza il 3 maggio 1915 e, dopo aver favorito manifestazioni interventiste per aumentare il consenso popolare, dichiarò guerra all'Austria e all'Ungheria 20 giorni dopo, il 23 maggio 1915.

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