Concetti Chiave
- La crisi politica del dopoguerra in Italia fu caratterizzata da una cattiva gestione delle trattative di Versailles e dall'affermazione di nuovi partiti, indebolendo la maggioranza liberale.
- Il movimento fascista emerse nel 1919, portando a violenze contro le organizzazioni di sinistra e ottenendo legittimazione parlamentare attraverso le elezioni del 1921.
- La marcia su Roma nel 1922 consentì a Mussolini di assumere il potere, portando alla formazione di un governo di coalizione con liberali e popolari.
- Le leggi fascistissime del 1925-1926 consolidarono il monopolio del Partito nazionale fascista, costringendo i movimenti antifascisti alla clandestinità.
- I Patti Lateranensi del 1929 rafforzarono il regime fascista, portando a un plebiscito che eliminò la competizione politica e consolidò la dittatura di Mussolini.
La crisi politica del dopoguerra
La crisi politica che l'Italia liberale attraversò nel periodo del dopoguerra aveva motivazioni diverse Sul piano della politica estera, gravava negativamente la cattiva gestione diplomatica delle trattative di Versailles e l'incapacità del governo Nitti di controllare la questione di Fiume Dal punto di vista della politica interna l'affermazione del Partito popolare e del Partito socialista alle elezioni del 1919, contribui a indebolire la maggioranza parlamentare liberale, concorrendo a una radicale trasformazione degli equilibri politici del Paese Alla delicata situazione politica si aggiunse la crisi sociale determinata dal depauperamento del ceto medio e dalla conflittualità del movimento operaio e socialista nel contesto del biennio rosso Al deterioramento della finanza pubblica fece seguito anche la crisi industriale e bancaria. La prima fu determinata dalla necessità d'imboccare la strada della riconversione verso produzioni civili, ma in un contesto di scarse risorse e di grande conflittualità sociale; la seconda venne provocata dai tentativi, riusciti o falliti, di scalata delle banche e dalla grande esposizione di queste nel sistema produttivo. La legislatura 1919-21 si rivelò drammatica perché le spinte rivoluzionarie dei socialisti resero il Psi incapace di raccogliere l'eredità del ceto politico liberale in declino, pur avendo un'enorme forza politica e parlamentare D'altra parte, la forzata collaborazione fra liberali e popolari non garanti la stabilità politica, anche perché il Ppi operava come partito d'ispirazione cattolica in un quadro di rapporti fra Stato e Chiesa ancora segnato dalla conflittualità. Nel frattempo, andò emergendo il movimento dei Fasci di combattimento, fondato da Benito Mussolini a Milano nel marzo del 1919, portatore di un'ideologia di tipo nazionalista e socialista, anche se avverso al Psi.
L'ascesa del fascismo
Nel 1920, alla fine del biennio rosso, il fascismo dilagò nelle città e nelle campagne attraverso una serie di azioni distruttive e di violenze contro le organizzazioni sindacali e politiche della Sinistra e delle leghe bianche e repubblicane. Giolitti, salito nuovamente al potere dopo le elezioni del 1919, riusci a risolvere la controversia internazionale legata all'occupazione di Fiume, recuperando così all'ltalia la credibilità compromessa negli anni precedenti.
Consolidamento del regime fascista
A livello interno, però, commise l'errore di formare le liste dei "Blocchi nazionali" con i fascisti per le elezioni politiche del 1921, dando al movimento di Mussolini una legittimazione parlamentare nella convinzione di potere poi riassorbire i fascisti all'interno delle istituzioni La marcia su Roma, di fronte alla quale il re non seppe reagire con la dichiarazione dello stato d'assedio, portò Mussolini al potere Salito al potere, Mussolini formò un governo di coalizione con popolari e liberali fiancheggiatori, anche perché i fascisti e i nazionalisti, che nel 1923 confluirono nel Partito nazionale fascista (Pnf rappresentavano un esiguo gruppo parlamentare Mussolini, tuttavia, puntava ad asservire la totalità del Parlamento e per raggiungere questo obiettivo fece approvare la legge Acerbo, grazie alla quale, in occasione delle elezioni del 1924, ottenne la maggioranza dei due terzi dei seggi alla Camera Alla riapertura dei lavori parlamentari lo scontro con le opposizioni fu durissimo, e culminò con il sequestro e l'uccisione di Giacomo Matteotti, leader emergente dei socialisti riformisti all'omicidio Matteotti segui la crisi dell'Aventino, che coincise con la protesta delle opposizioni guidate dal liberale Giovanni Amendola per le violenze perpetrate dal regime e per l'assassinio di un leader del'opposizione. Gli antifascisti si astennero dai lavori parlamentari chiedendo al re le dimissioni di Mussolini.
Le leggi fascistissime e i Patti lateranensi
Il re però non reagi, permettendo così a Mussolini di riprendersi dalla crisi politica e di avviare in maniera definitiva l'instaurazione della dittatura Tra la fine del 1925 e il 1926, furono varate le "leggi fascistissime che consolidarono il monopolio del Pnf e dei sindacati fascisti e rinsaldarono la dittatura personale di Mussolini. Tutti i movimenti e i partiti antifascisti furono costretti alla clandestinità o ad abbandonare il Paese riorganizzandosi all'estero. Il regime avviò anche una politica protezionistica a sfondo autarchico con una forte rivalutazione monetaria. Inoltre, avviò trattative segrete con la Santa Sede per giungere alla chiusura della questione romana. Il risultato delle trattative con il Vaticano portò alla firma dei Patti lateranensi nel febbraio del 1929, che contribuirono a rafforzare il consenso nei confronti del regime fascista. Il plebiscito che segui la firma dei Patti lateranensi rappresentò un puro rito elettorale senza libertà né competizione politica. Gli Italiani furono chiamati a votare un'unica lista di candidati già precostituita dal Gran Consiglio del fascismo Dopo il plebiscito del 1929 la dittatura poteva ormai dirsi instaurata.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali cause della crisi politica in Italia nel dopoguerra?
- Come si manifestò l'ascesa del fascismo in Italia?
- Quale errore commise Giolitti riguardo al fascismo?
- Cosa furono le "leggi fascistissime" e quale impatto ebbero?
- Quale significato ebbero i Patti lateranensi per il regime fascista?
La crisi politica del dopoguerra in Italia fu causata da una cattiva gestione diplomatica, l'affermazione di partiti come il Partito popolare e il Partito socialista, e una crisi sociale legata al depauperamento del ceto medio e alla conflittualità del movimento operaio, come descritto nel testo.
L'ascesa del fascismo si manifestò attraverso azioni violente contro le organizzazioni della Sinistra e una crescente legittimazione politica, culminando con la marcia su Roma che portò Mussolini al potere, come evidenziato nel testo.
Giolitti commise l'errore di allearsi con i fascisti formando le liste dei "Blocchi nazionali" per le elezioni del 1921, legittimando così il movimento di Mussolini, come riportato nel testo.
Le "leggi fascistissime", varate tra il 1925 e il 1926, consolidarono il monopolio del Partito nazionale fascista e dei sindacati fascisti, instaurando definitivamente la dittatura di Mussolini, come descritto nel testo.
I Patti lateranensi, firmati nel 1929, rafforzarono il consenso verso il regime fascista e segnarono la chiusura della questione romana, contribuendo a stabilizzare ulteriormente la dittatura, come evidenziato nel testo.