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Concetti Chiave

  • Il 1915 si caratterizzò per un andamento favorevole agli imperi centrali, con il fronte occidentale immobilizzato e intensi combattimenti a Ypres, dove vennero utilizzati gas tossici per la prima volta.
  • Le offensiva austro-tedesche in Galizia portarono a una serie di vittorie contro l'esercito russo, culminando nella conquista di Varsavia e Vilnius nel corso dell'estate.
  • La Serbia e il Montenegro furono occupati dagli Imperi Centrali tra ottobre e dicembre, dopo essere stati attaccati dalle forze tedesche e bulgare.
  • L'entrata in guerra dell'Italia, avvenuta grazie al Patto di Londra, aprì un nuovo fronte contro l'Austria-Ungheria e fu segnata da forti pressioni interne e manifestazioni a favore dell'interventismo.
  • Le prime quattro battaglie dell'Isonzo, condotte tra giugno e novembre, si trasformarono in una guerra di posizione a causa della superiorità numerica italiana, ma della scarsa dotazione di artiglieria.

L'anno 1915 e gli imperi centrali

Il 1915 fu un anno fortemente caratterizzato dall'andamento favorevole agli imperi centrali.

Il fronte occidentale rimase sostanzialmente immobilizzato in una estenuante guerra di logoramento in trincea lungo la linea tra le Fiandre, la Marna e la Lorena; i combattimenti più intensi si verificarono a Ypres (22 aprile-25 maggio) quando i tedeschi fecero uso per la prima volta di gas tossici (fosgene e iprite).Più particolare furono le operazioni sul fronte orientale (Prussia e Carpazi) e soprattutto nei Balcani, teatro della progressiva penetrazione austro-tedesca, facilitata anche dall'entrata nel conflitto della Bulgaria a fianco degli Imperi Centrali.

Offensive austro-tedesche in Galizia

Nel corso di una seconda offensiva nella zona dei laghi Masuri (a febbraio) le armate tedesche sconfissero duramente l'esercito russo, facendo oltre 100.000 prigionieri e completando la conquista della Prussia Orientale. Nel maggio successivo gli austro-tedeschi intrapresero quindi una più vasta offensiva in Galizia, segnando con le battaglie di Gorlice e Tarnow (1-3 maggio) l'inizio della disfatta dell'esercito russo, che sottoposto in luglio alla pressione di un'altra offensiva su tutto il fronte, dal Baltico al fiume San (in Galizia), si vide costretto ad evacuare la Polonia (Varsavia cadde il 5 agosto) e la Lituania (Vilnius cadde il 18 agosto).

Occupazione dei Balcani

Tra ottobre e dicembre, attaccati contemporaneamente dalle truppe tedesche e dalla Bulgaria, Serbia e Montenegro furono occupati dagli Imperi Centrali.

Fallimento dell'attacco ai Dardanelli

Nel tentativo di alleggerire la pressione sul fronte francese e su quello russo, le forze dell'Intesa tentarono anche un attacco combinato per maree per terra alla Turchia per il controllo dei Dardanelli (gennaio-aprile) : l'operazione, tuttavia, si rivelò fallimentare e gli inglesi persero la quasi totalità del loro corpo di spedizione.

Guerra sottomarina tedesca

Un altro fatto di grande rilevanza fu l'inizio della guerra sottomarina da parte della Germania contro tutte le imbarcazioni incrociava nelle zone di guerra, comprese la barche di stati neutri, come misura di ritorsione contro il blocco imposto dalla flotta britannica alle coste tedesche ( 7 maggio: affondamento del transatlantico inglese Lusitania).

Entrata in guerra dell'Italia?

Il risultato di maggior rilievo ottenuto dalle forze dell'Intesa fu l'entrata in guerra dell'Italia che aprì un nuovo fronte tra il Trentino ed il fiume Isonzo. In Italia, infatti, la dichiarazione di neutralità del 3 agosto 1914 provocò accese proteste degli interventisti, che costituivano un gruppo composito e sostanzialmente minoritario dell'opinione pubblica; l'articolato campo interventista comprendeva innanzitutto i nazionalisti ma anche settori liberali, repubblicani e socialisti dissidenti come Leonida Bissolati, Ivanoe Bonomi e Gaetano Salvemini; vi era poi la tendenza estremista degli interventisti rivoluzionari (tra cui Filippo Corridoni e Benito Mussolini, espulso per questo dal PSI), i quali ritenevano che una partecipazione alla guerra al fianco dell'Intesa potesse accrescere la crisi del capitalismo e aprire la strada alla rivoluzione sociale. Favorevoli al mantenimento della neutralità erano invece i socialisti, i liberali di Giolitti e la maggior parte dei cattolici.

Patto di Londra e interventismo italiano

Intanto il governo di Antonio Salandra aveva aperto trattative con l'Intesa con la quale stipulò il 26 aprile 1915 il Patto di Londra (concluso dal ministro degli esteri Sidney Sonnino), che impegnava l'Italia ad entrare in guerra entro un mese a fianco di Inghilterra, Francia e Russia, in cambio dei territori austriaci del Trentino, Alto Adige, Istria, Dalmazia settentrionale, le città di Trieste, Gorizia e Gradisca, oltre ai compensi territoriali nelle colonie.

Per intimidire la Camera dei Deputati, chiamata a ratificare il Patto di Londra, gli interventisti inscenarono violente manifestazioni (il famoso " radioso maggio") così l'Italia, che il 3 maggio si era staccata dalla Triplice Alleanza, dichiarò guerra il 24 maggio all'Austria-Ungheria.

Battaglie dell'Isonzo e guerra di posizione

Il comando del fronte italiano fu affidato a Luigi Cadorna, che concentrò le operazioni militari sul Carso, dove tra il 23 giugno e il 10 novembre furono combattute le prime quattro battaglie dell'Isonzo. Numericamente superiori ma scarsamente dotate di artiglieria e mitragliatrici, le truppe italiane non riuscirono tuttavia a sfondare le difese austriache, e anche su questo fronte la guerra di movimento divenne presto una logorante guerra di posizione in trincea.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono i principali eventi che caratterizzarono il 1915 per gli Imperi Centrali?
  2. Il 1915 vide un andamento favorevole per gli Imperi Centrali, con il fronte occidentale immobilizzato e significative offensive austro-tedesche in Galizia, culminando nella conquista della Polonia e della Lituania da parte delle forze russe.

  3. Qual è stata l'importanza dell'entrata in guerra dell'Italia nel 1915?
  4. L'entrata in guerra dell'Italia, avvenuta il 24 maggio 1915, aprì un nuovo fronte tra il Trentino e il fiume Isonzo, segnando un cambiamento significativo nel conflitto e portando a un aumento delle tensioni interne tra interventisti e neutralisti.

  5. Cosa comportò il Patto di Londra per l'Italia?
  6. Il Patto di Londra, firmato il 26 aprile 1915, impegnò l'Italia a entrare in guerra a fianco dell'Intesa in cambio di territori austriaci, come il Trentino e la Dalmazia, e fu un fattore chiave per il coinvolgimento italiano nel conflitto.

  7. Quali furono le conseguenze dell'attacco ai Dardanelli da parte delle forze dell'Intesa?
  8. L'attacco ai Dardanelli, tentato tra gennaio e aprile 1915, si rivelò un fallimento, con pesanti perdite per gli inglesi e senza alleviare la pressione sui fronti francese e russo.

  9. Come si sviluppò la guerra di posizione sul fronte italiano?
  10. Sul fronte italiano, dopo le prime quattro battaglie dell'Isonzo, la guerra di movimento si trasformò in una logorante guerra di posizione, con le truppe italiane, pur numericamente superiori, incapaci di sfondare le difese austriache.

Domande e risposte

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