Concetti Chiave
- L'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo nel 1914 fu orchestrato dalla mano nera, una setta che mirava a liberare i popoli slavi.
- Dopo l'ultimatum inviato alla Serbia, l'Austria dichiarò mobilitazione delle truppe quando la Serbia accettò solo parzialmente le richieste.
- Il piano von Schlieffen tedesco prevedeva un attacco rapido alla Francia attraverso il Belgio, ma la resistenza belga trasformò il conflitto in una guerra di posizione.
- La guerra di posizione portò i soldati a vivere in trincee, con condizioni estremamente difficili, mentre l'esercito tedesco affrontava la Russia sul fronte orientale.
- Alla fine del 1914, l'Italia visse la settimana rossa, caratterizzata da dimissioni governative e rivolte dei lavoratori, mentre il re cercava di coinvolgere la popolazione nella guerra.
Qual è l'assassinio di Francesco Ferdinando?
1914 In Austria, il successore di Francesco Giuseppe sarà l’arciduca Francesco Ferdinando, il nipote. Contrariamente a Cecco (Francesco Giuseppe), l’arciduca non sarebbe stato un guerrafondaio: era infatti deciso a dare spazio ad ogni nazione. L’impero austriaco doveva quindi tripartirsi per via dei suoi possedimenti, dando spazio agli Slavi, agli Ungheresi e ovviamente agli Austriaci. Tutti dovevano avere uguale dignità. La mano nera, una setta segreta che aveva lo scopo di liberare i popoli slavi dagli stranieri, assassinò l’arciduca (che non aveva ancora ereditato il regno) e la moglie Sofia a Sarajevo, in Bosnia (28 Giugno). Paradossalmente l’arciduca era forse l’unico autorevole austriaco che fosse comprensivo verso i nazionalisti serbi.
L'ultimatum e la mobilitazione
Dell’attentato il governo di Vienna ritenne responsabili alcuni militari e funzionari della Serbia. L’Austria, che tentò di raggruppare le popolazioni slave, manda un ultimatum alla Serbia: questa accetta l’ultimatum ma solo in parte, escludendone un punto (in totale erano sei). Questo punto prevedeva che una delegazione di austriaci sarebbe potuta entrare nel suolo serbo per indagare sull’assassinio pur violando la sovranità nazionale. L’Austria dichiara quindi la mobilitazione delle truppe (28 Luglio), avendo prima sondato il territorio (la Germania di Guglielmo II è a favore, e l’Italia è nell’alleanza, e pur se poco potente è comunque un terzo fronte). A fianco della Serbia si prepara invece la Russia, che a sua volta era alleata con Francia ed Inghilterra.
Il piano von Schlieffen e la guerra
La Germania richiede alla Francia e alla Russia, attraverso un ultimatum, di ritirare le truppe. Questi ovviamente non accettano. Guglielmo II manda allora avanti il piano von Schlieffen, secondo il quale la Francia sarebbe stata attaccata alle spalle passando dal Belgio e sarebbe stata attuata la guerra lampo attraverso la quale la Russia non avrebbe avuto il tempo di intervenire. Il piano viene condotto dal generale Von Monchen.
La trincea e la guerra di posizione
La popolazione belga difese però il territorio e diede ai francesi la possibilità di organizzarsi in tempo: la guerra lampo si trasforma immediatamente in guerra di posizione, guidata dal generale Von Hindenburg. I tedeschi si stanziano alla Marna. La trincea, fossato scavato nella terra, cunicolo pieno di acqua, terra ed escrementi nel quale i soldati vivevano anche per sei mesi, è la protagonista principale della guerra. I russi nel frattempo iniziano a scendere e l’esercito tedesco si divide in due; subentra anche l’Inghilterra. Se a ovest la Germania si attenne alla difensiva, a est passò decisamente all’attacco con la vittoria ai laghi Masuri contro la Russia (7-14 Settembre).
La settimana rossa in Italia
Alla fine del 1914 in Italia ha luogo la cosiddetta settimana rossa, attraverso la quale non solo si dimette Giolitti come primo ministro, ma avvengono una serie di rivolte dei lavoratori di sinistra organizzate da leghe bianche, di matrice cattolica che avevano come riferimento Romolo Murri, e soprattutto da leghe rosse, di sinistra (marxiane). Il re (Vittorio Emanuele III) voleva invece impegnare la popolazione nella guerra.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'assassinio di Francesco Ferdinando?
- Come reagì l'Austria all'attentato?
- Qual era il piano von Schlieffen e quale obiettivo perseguiva?
- Qual è il ruolo delle trincee nella Prima Guerra Mondiale?
- Cosa accadde durante la settimana rossa in Italia?
L'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, avvenuto il 28 Giugno 1914 a Sarajevo, rappresenta un evento cruciale che scatenò la Prima Guerra Mondiale, poiché egli era un sostenitore di una maggiore autonomia per i popoli slavi all'interno dell'Impero Austro-Ungarico.
Dopo l'attentato, l'Austria inviò un ultimatum alla Serbia, ritenuta responsabile, ma la Serbia accettò solo parzialmente le richieste, portando l'Austria a dichiarare la mobilitazione delle truppe il 28 Luglio 1914.
Il piano von Schlieffen prevedeva un attacco lampo alla Francia passando per il Belgio, con l'obiettivo di sconfiggere rapidamente la Francia prima che la Russia potesse intervenire, ma la resistenza belga trasformò la guerra in una guerra di posizione.
Le trincee divennero il simbolo della guerra di posizione, dove i soldati vivevano in condizioni estreme per mesi, mentre le battaglie si protraevano senza significativi avanzamenti territoriali.
Alla fine del 1914, la settimana rossa portò a dimissioni politiche e a rivolte dei lavoratori in Italia, segnando un periodo di tensione sociale e politica, mentre il re cercava di mobilitare la popolazione per la guerra.