Concetti Chiave
- Il 4 marzo 1848, Carlo Alberto di Savoia concesse lo Statuto Albertino, instaurando un Parlamento e ponendo fine all'assolutismo in Piemonte.
- Le insurrezioni a Venezia e Milano nel marzo 1848 portarono alla cacciata delle truppe austriache e alla proclamazione di governi provvisori.
- Il 26 marzo 1848 iniziò la Prima Guerra d'Indipendenza, con Carlo Alberto che entrò a Milano e ricevette supporto da volontari italiani.
- Dopo la sconfitta a Custoza, Carlo Alberto firmò un armistizio con gli austriaci il 9 agosto 1848, ritirandosi dal conflitto.
- Nel marzo 1849, dopo la sconfitta a Novara, Carlo Alberto abdicò in favore di Vittorio Emanuele II, concludendo il conflitto con la pace a Milano il 6 agosto 1849.
Concessione dello Statuto Albertino
4 marzo 1848: Carlo Alberto di Savoia concedette ai sudditi piemontesi la Costituzione detta Statuto Albertino che prevedeva l’istituzione di un Parlamento da eleggere a suffragio censitario; si poneva fine all’assolutismo.
Insurrezioni a Venezia e Milano
17 marzo 1848: la città di Venezia cacciò le guarnigioni militari austriache con un’insurrezione e fu proclamato un governo provvisorio.
18-22 marzo 1848: Con le “Cinque giornate”, Milano cacciò le guarnigioni militari austriache e proclamò un governo provvisorio. Carlo Alberto di Savoia accolse le richieste di aiuto di milanesi e veneziani e dichiarò guerra all’Austria.
23 marzo 1848: Carlo Alberto entrò in Lombardia con l’esercito piemontese.
Inizio della Prima Guerra d’Indipendenza
26 marzo 1848: Carlo Alberto fece il suo ingresso a Milano, dove venne accolto con entusiasmo; alle truppe piemontesi si aggiunsero contingenti di volontari da tutta Italia. Le truppe piemontesi avevano per bandiera il tricolore con al centro lo stemma sabauda. Aveva inizio la Prima Guerra d’Indipendenza. Carlo Alberto diede alla guerra un’impronta dinastica, infatti, la vera intenzione era quella di estendere il proprio regno; il re piemontese indusse i governi provvisori di Milano e Venezia a indire plebisciti per decidere l’annessione di Lombardia e Veneto al Regno di Sardegna.
Sconfitta e armistizio con l'Austria
Le operazioni militari furono condotte con lentezza e decisione e il comandante delle truppe austriache, Radetzky, ebbe il tempo di organizzarsi. Le illusioni e gli entusiasmi crollarono; Radetzky sconfisse a Custoza presso Verona l’esercito piemontese, Carlo Alberto fu costretto a ritirarsi e a rinunciare a difendere Milano, abbandonandola agli austriaci.
9 agosto 1848: Carlo Alberto, rientrato in Piemonte, firmò a Vigevano un armistizio con gli austriaci.
Marzo 1849: Riprende il conflitto iniziato dal Piemonte.
Abdicazione di Carlo Alberto
21-23 marzo 1849: l’esercito piemontese fu sconfitto dagli austriaci presso Novara. Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II, sperando che questi potesse ottenere dal governo austriaco migliori condizioni dalle trattative.
Conclusione dei negoziati a Milano
6 agosto 1849: a Milano si conclusero i negoziati con la pace. Il Piemonte rinunciava a qualsiasi rivendicazione territoriale sul Lombardo-Veneto ritornato possesso austriaco, ma non subiva perdite territoriali.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dello Statuto Albertino nella storia italiana?
- Come si svilupparono le insurrezioni a Venezia e Milano nel 1848?
- Quali furono le conseguenze della sconfitta piemontese nella Prima Guerra d'Indipendenza?
Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848, segnò la fine dell'assolutismo e l'istituzione di un Parlamento a suffragio censitario, rappresentando un passo fondamentale verso la modernizzazione politica del Piemonte e dell'Italia.
Le insurrezioni a Venezia e Milano, avvenute rispettivamente il 17 e dal 18 al 22 marzo 1848, portarono alla cacciata delle guarnigioni austriache e alla proclamazione di governi provvisori, spingendo Carlo Alberto a dichiarare guerra all'Austria per sostenere queste città.
Dopo la sconfitta a Custoza nel 1848 e l'armistizio firmato da Carlo Alberto, il Piemonte rinunciò a rivendicazioni territoriali sul Lombardo-Veneto, che tornò sotto il controllo austriaco, segnando una battuta d'arresto per il movimento di unificazione italiana.