Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Nel 1848, l'Europa è scossa da rivoluzioni che iniziano con l'insurrezione di Palermo e la proclamazione della seconda repubblica a Parigi dopo la cacciata del re.
  • Luigi Bonaparte viene eletto presidente della repubblica francese, ma nel 1851 compie un colpo di stato, diventando imperatore con il nome di Napoleone III.
  • In Italia, diverse insurrezioni contro l'Austria portano alla prima guerra d'indipendenza, ma Carlo Alberto dimostra di essere un comandante inefficace e abdica dopo la sconfitta di Novara.
  • Le rivoluzioni del 1848 si concludono con la sconfitta dei movimenti liberali e la riaffermazione dei governi reazionari, tranne nel regno di Sardegna dove lo statuto Albertino resta in vigore.
  • Questo periodo segna l'inizio di un'epoca di lotte tra borghesia e proletari, evidenziato dal "Manifesto del partito comunista" di Marx ed Engels, pubblicato nel 1848.

Rivoluzione europea del 1848

Nel 1848 il fuoco che covava sotto la cenere esplode in una impressionante rivoluzione europea. In gennaio insorge Palermo, che rivendica l'autonomia dal regno di Napoli. Il re Ferdinando II di Borbone concede una costituzione che riconosce alla Sicilia maggiore autonomia, ma i patrioti liberali la respingono, formano un governo provvisorio e adottano la costituzione stilata dal parlamento siciliano durante l'occupazione napoleonica. In febbraio si solleva Parigi. Dopo due giorni di scontri, i rivoluzionari cacciano il re e proclamano la seconda repubblica. In aprile si tengono le prime elezioni a suffragio universale maschile, che premiano i liberali; in giugno insorgono gli operai che però vengono repressi senza pietà.

Rivoluzioni in Francia e Austria

La nuova costituzione prevede un presidente eletto dal popolo e viene scelto Luigi Bonaparte, nipote di Napoleone I, che nel 1851 compie un colpo di stato e diventa imperatore col nome di Napoleone III. La rivoluzione dilaga in tutta Europa. A Vienna, l'imperatore Ferdinando I respinge la richiesta di una Costituzione. Di fronte all'ira del popolo è costretto a fuggire a Innsbruck. Poco dopo insorgono Budapest e Praga, ma Ferdinando I, che ha mantenuto il controllo dell'esercito, dà inizio alla repressione dei vari tumulti. Intanto, a Berlino, il re Federico Guglielmo IV è costretto a promettere una nuova costituzione, mentre il resto della Germania, ancora divisa in molti piccoli stati, costituisce un'assemblea nazionale che verrà sciolta con la forza nel 1849.

Insurrezioni in Italia

In Italia Pio IX, il granduca Leopoldo e Carlo Alberto, spinti dalla paura, concedono gli statuti, il più importante dei quali è lo statuto Albertino che trasforma il regno di Sardegna in una monarchia costituzionale. Venezia, intanto, insorge contro gli austriaci e proclama la repubblica. Subito dopo è la volta di Milano che, durante le cinque giornate, riesce a scacciare l'esercito di Radetzky, e poi di Modena e Parma, che costringono alla fuga i rispettivi duchi. Spinto dai successi di Venezia e Milano, Carlo Alberto decide di attaccare l'Austria dando così inizia alla prima guerra d'indipendenza. Si diffonde la convinzione che i Savoia abbiano dato inizio al risorgimento, ma in realtà Carlo Alberto ha in mente solo una guerra dinastica e inoltre si dimostra un pessimo comandante. Dopo aver vinto a Goito, permette all'esercito austriaco di riorganizzarsi e di infliggergli la sconfitta di Novara, in seguito alla quale abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele II, che nel marzo 1849 firma l'armistizio di Vignale. Brescia però non vuole arrendersi e continua a combattere contro gli austriaci per ben dieci giorni guadagnandosi il nome di "Leonessa d'Italia".

Sconfitta delle rivoluzioni

Intanto i democratici proclamano la repubblica toscana, che ha vita brevissima, e la repubblica romana. Il papa invoca l'aiuto delle truppe francesi, che si trovano a fronteggiare un vero e proprio esercito formato da volontari italiani e guidato da Garibaldi e Pisacane. Purtroppo però la loro resistenza è inutile. Le rivoluzioni del 1848 si concludono con una sconfitta generale. A Vienna Ferdinando I abdica in favore del nipote Francesco Giuseppe: il nuovo sovrano seda le ultime rivolte e concede una costituzione che però non limita i poteri della monarchia nè concede autonomia ai popoli dell'Impero. Nel regno delle due Sicilie Ferdinando di Borbone riafferma il proprio dominio incontrastato; in Toscana rientra Leopoldo II; infine cedono l'Ungheria e Venezia, e ha inizio una durissima repressione. L'unica eccezione è il regno di Sardegna, dove Vittorio Emanuele II mantiene in vigore lo statuto e induce le elezioni per formare il parlamento. I veri vincitori del '48 non sono i governi reazionari, bensì i borghesi, che elaborano la teoria "classi lavoratrici, classi pericolose". Comincia così da un lato l'età del trionfo della borghesia, dall'altro l'epoca delle lotte operaie. Ora i nemici storici non sono più borghesi e aristocratici, ma borghesi e proletari, e questa nuova realtà viene messa in luce da Marx ed Engels nel "Manifesto del partito comunista" pubblicato proprio nel 1848.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali cause scatenanti delle rivoluzioni europee del 1848?
  2. Le rivoluzioni del 1848 esplosero a causa di un crescente desiderio di autonomia e libertà, come dimostrato dall'insurrezione di Palermo e dalla proclamazione della seconda repubblica a Parigi, dove i patrioti liberali rifiutarono le concessioni del re Ferdinando II di Borbone.

  3. Come si sviluppò la situazione in Austria durante le rivoluzioni del 1848?
  4. In Austria, l'imperatore Ferdinando I, di fronte alle richieste di una Costituzione, fuggì a Innsbruck e avviò una repressione dei tumulti a Budapest e Praga, mantenendo il controllo dell'esercito e soffocando le insurrezioni.

  5. Quale ruolo ebbe Carlo Alberto nel contesto delle insurrezioni italiane?
  6. Carlo Alberto, spinto dai successi di Venezia e Milano, decise di attaccare l'Austria, avviando la prima guerra d'indipendenza, ma si rivelò un pessimo comandante, subendo una sconfitta decisiva a Novara e abdicando in favore di Vittorio Emanuele II.

  7. Quali furono le conseguenze delle rivoluzioni del 1848 in Europa?
  8. Le rivoluzioni del 1848 si conclusero con una sconfitta generale, con Ferdinando I che abdicò in favore di Francesco Giuseppe e una dura repressione che seguì in vari stati, mentre solo il regno di Sardegna mantenne lo statuto e indusse elezioni.

  9. Qual è l'importanza del "Manifesto del partito comunista" nel contesto delle lotte sociali del 1848?
  10. Pubblicato nel 1848, il "Manifesto del partito comunista" di Marx ed Engels evidenziò la nuova realtà delle lotte tra borghesia e proletariato, segnando l'inizio di un'epoca di conflitti sociali e di una crescente consapevolezza delle classi lavoratrici.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community