Concetti Chiave
- Nel Seicento, la predicazione si sviluppò in un contesto di rinnovato fervore religioso e di politiche ecclesiastiche mirate a conquistare gli animi, con manifestazioni spettacolari del culto.
- La predicazione di questo periodo è caratterizzata da uno stile “barocco” e “concettista”, che seguiva specifiche leggi stilistiche fissate dagli autori del tempo.
- Francesco Panigarola, nel suo lavoro, suggerisce di posizionare elementi di meraviglia strategicamente nella struttura delle prediche per catturare l'attenzione del pubblico.
- Emanuele Tesauro introduce il concetto di “concetti predicabili”, che rende le dottrine difficili accessibili agli ignoranti e arricchisce i contenuti per i più colti.
- Questa innovativa modalità di insegnamento mira a dilettare e al contempo educare, trovando un equilibrio tra le esigenze dei diversi strati sociali.
La predicazione nel Seicento?
Abbondante fiorì la predicazione in un secolo, come il Seicento, fu ravvivato sentimento religioso, di politica chiesastica intesa alla conquista o riconquista degli animi, di gusto per le manifestazioni spettacolari del culto. E anch’essa fu non solo genericamente “barocca”, ma, assai spesso, specificamente “concettista”, tanto che, secondo il gusto del tempo, se ne fissarono le leggi.
Concettismo e retorica sacra
Francesco Panigarola, per esempio, scrisse Del modo di comporre una predica, raccomandando, fra l’altro, di collocare la parte “di meraviglia”, se alcuna ve n’è, alla fine della prima metà; ed Emanuele Tesauro nel Cannocchiale aristotelico teorizzò i cosiddetti “concetti predicabili”, affermando che, a risollevare le sorti dell’eloquenza sacra degenerata in un “buffoneggiare sopra i pulpiti sacri con mimiche rappresentazioni e scede e motti scurrili”, alcuni ingegni spagnoli “trovarono… questa novella maniera d’insegnar dilettando e dilettare insegnando per mezzo di questi argomenti ingegnosi, detto vulgarmente concetti predicabili, che con mirabili e nuove e metaforiche riflessioni sopra la Scrittura Sacra e sopra i Santi Padri, abbassando le dottrine difficili alla capacità degl’ignoranti e innalzando le basse e piane alla sfera de’ dotti… piacciono e pascono ugualmente i piccoli e i grandi, i nobili e i plebei”.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto della predicazione nel Seicento?
- Chi sono alcuni autori significativi nel campo della predicazione e quali sono le loro contribuzioni?
- Qual è il significato dei “concetti predicabili” secondo Emanuele Tesauro?
Nel Seicento, la predicazione fiorì grazie a un rinnovato sentimento religioso e a una politica chiesastica mirata a conquistare gli animi, caratterizzandosi per manifestazioni spettacolari del culto e per un approccio “concettista” che seguiva leggi specifiche del tempo.
Francesco Panigarola e Emanuele Tesauro sono figure chiave; Panigarola scrisse "Del modo di comporre una predica", suggerendo di posizionare la parte di meraviglia nella predica, mentre Tesauro nel "Cannocchiale aristotelico" teorizzò i “concetti predicabili” per elevare l’eloquenza sacra e renderla accessibile a tutti.
I “concetti predicabili” sono argomenti ingegnosi che, attraverso riflessioni metaforiche sulla Scrittura e sui Santi Padri, rendono le dottrine difficili comprensibili agli ignoranti e innalzano le idee semplici per attrarre anche i dotti, soddisfacendo così un pubblico variegato.