Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La prevenzione del rischio psicosociale si concentra sulla creazione di ambienti educativi che favoriscano il benessere psicologico, riducendo gli effetti delle condizioni svantaggiose nel corso dello sviluppo.
  • Fattori di rischio come il basso reddito e il maltrattamento infantile sono correlati a disordini comportamentali, mentre fattori di protezione come pratiche educative adeguate possono mitigare questi effetti.
  • L'intervento precoce, specialmente nei primi 5 anni di vita, è essenziale per garantire una qualità delle cure genitoriali e prevenire danni evolutivi significativi.
  • Strategie educative come l'apprendimento cooperativo e tutoriale possono prevenire l'abbandono scolastico precoce, migliorando le relazioni sociali e le abilità emotive degli studenti.
  • Le esperienze negative precoci possono avere effetti duraturi sullo sviluppo, contribuendo a bassa autostima e abbandono scolastico, soprattutto se non seguite da interventi adeguati.

Prevenzione del rischio psicosociale

Gli studi mirati alla prevenzione del rischio psicosociale sollecitano la creazione di ambienti educativi volti a promuovere condizioni di benessere psicologico, al fine di ridurre nel corso dello sviluppo effetti devastanti legati a svantaggiate condizioni intra-individuali e sociali.

Fattori di rischio e protezione

Infatti, da una parte sono stati valutati gli effetti interattivi tra più fattori di rischio ai fini della spiegazione dell’insorgenza del danno evolutivo, e dall’altra è stata presa in considerazione l’azione protettiva esercitata da supporti sociali adeguati capaci di modificarne gli esiti nel corso dello sviluppo e in particolari periodi di vita.

In particolare, i fattori di rischio sembrano condurre direttamente ai disordini comportamentali, mentre i meccanismi di protezione sembrano esercitare una funzione indiretta attraverso la loro interazione con i fattori di rischio.

Fattori di protezione Fattori di rischio

Adeguate pratiche educative Bambini con basso reddito

Abilità verbale legata all’età

Supporto sociale parentale Parenting povero

Predittori del comportamento antisociale

I predittori considerati importanti nello sviluppo del comportamento antisociale e della delinquenza giovanile includono fattori centrati sul bambino, sulla famiglia e contestuali.

Fattori centrati sul bambino:

- Vulnerabilità genetica

- Sesso

- Rischio perinatale

- Temperamento

- Abilità cognitiva

- Successo scolastico

Fattori centrati sulla famiglia

- Parenting (cure genitoriali)

- Attaccamento

- Maltrattamento infantile

- Conflitto coniugale

Fattori contestuali

- Stato socio-economico familiare e sociale (SES)

- Violenza

- Crimini sociali

Interventi educativi e tempestività

L’analisi di questi predittori del danno evolutivo deve orientare gli interventi verso la considerazione di quelle aree importanti per la prevenzione primaria.

In particolare, sul versante educativo bisogna progettare, all’interno della famiglia e della scuola, percorsi specifici mirati a ridurre quelle condizioni di svantaggio che prefigurano con molta probabilità l’insorgenza di danni evolutivi.

La tempestività dell’intervento costituisce una condizione necessaria ai fini della stabilità del tempo dei risultati raggiunti.

In particolare, numerosi studi suggeriscono che i primi 5 anni di vita costituiscono un periodo durante il quale i genitori sembrano maggiormente recettivi e disponibili al supporto esterno; inoltre, la precocità di un tale intervento diretto sulla famiglia assicurerebbe una qualità delle cure genitoriali rispondente ai bisogni di crescita del bambino.

Per ex. negli anni ’80 sono stati realizzati dei progetti educativi i cui effetti sul piano della prevenzione furono attribuiti al tipo di supporto fornito sia alla famiglia che al bambino.

Tali progetti miravano a potenziare il livello di abilità cognitiva del bambino e la qualità delle relazioni familiari, con la conseguente crescita cognitiva dei soggetti e il decremento di abbandoni scolastici e atti criminali.

La possibilità che gli effetti di precoci esperienze negative perdurino nel tempo dipende dalla continuità delle esperienze stesse e dai legami fra i diversi ambienti di vita del bambino (una vita familiare disarmonica, la mancanza di modelli positivi di riferimento): per cui, ripetute esperienze frustranti sul piano dell’apprendimento tendono ad incrementare nell’allievo una bassa stima di sé, una mancanza di fiducia nelle proprie capacità, un basso livello di attitudine verso l’apprendimento e incrementano in tal modo il fenomeno dell’abbandono precoce della scuola.

Ruolo dell'insegnante e strategie didattiche

Quindi, l’identificazione precoce di studenti a rischio favorisce la prevenzione del fenomeno dell’abbandono precoce della scuola attraverso il ricorso a strategie educative e di supporto sociale realizzate già a partire dalla scuola dell’infanzia ed elementare.

Quello dell’insegnante è allora un ruolo fondamentale, centrato sulla produzione e sui risultati.

Sul piano della didattica, bisognerebbe individuare strategie efficaci nel potenziare disposizioni emotive e relazioni sociali adeguate che possono costituire un terreno favorevole per il conseguimento degli apprendimenti curriculari; inoltre, l’ambiente scolastico dovrebbe promuovere un vasto uso di attività caratterizzate dalla condivisione e dalla cooperazione per favorire relazioni con i pari più solide e potenziare il comportamento sociale futuro degli allievi.

Tale direzione di studio ha sottolineato l’importanza di 2 procedure didattiche:

1. Il metodo di apprendimento cooperativo: comporta un’organizzazione della prassi didattica in cui agli allievi viene richiesto di lavorare insieme per la soluzione di problemi: in tal modo sono maggiormente stimolati ad argomentare e discutere.

2. Il metodo di apprendimento tutoriale: si basa sull’utilizzazione degli alunni in funzioni didattiche di supporto: un bambino più esperto svolge il ruolo dell’insegnante (tutor) nei confronti di un bambino meno esperto; la collaborazione con i compagni offre così ai meno abili l’opportunità di accedere a nuove possibilità.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della prevenzione del rischio psicosociale negli ambienti educativi?
  2. La prevenzione del rischio psicosociale è fondamentale per creare ambienti educativi che promuovano il benessere psicologico, riducendo gli effetti negativi legati a condizioni svantaggiose durante lo sviluppo (testo).

  3. Quali sono i principali fattori di rischio e protezione identificati nello sviluppo del comportamento antisociale?
  4. I fattori di rischio includono condizioni come il basso reddito e il maltrattamento infantile, mentre i fattori di protezione comprendono pratiche educative adeguate e supporto sociale parentale (testo).

  5. Perché è cruciale intervenire precocemente nella vita dei bambini?
  6. Interventi tempestivi nei primi 5 anni di vita sono essenziali poiché i genitori sono più recettivi al supporto, migliorando la qualità delle cure e riducendo il rischio di danni evolutivi (testo).

  7. Qual è il ruolo dell'insegnante nella prevenzione dell'abbandono scolastico?
  8. L'insegnante ha un ruolo fondamentale nell'identificazione precoce degli studenti a rischio e nell'implementazione di strategie educative che favoriscano relazioni sociali e apprendimenti (testo).

  9. Quali metodi didattici possono essere utilizzati per migliorare l'apprendimento e le relazioni sociali tra gli studenti?
  10. Il metodo di apprendimento cooperativo e il metodo di apprendimento tutoriale sono efficaci nel potenziare le relazioni sociali e le abilità di apprendimento, favorendo la collaborazione tra gli studenti (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community