Concetti Chiave
- La storia antica del Portogallo inizia con la Lusitania, territorio romano che subì invasioni barbariche dopo la caduta dell'impero.
- La Reconquista portò all'ascesa di Alfonso I°, primo re del Portogallo, che liberò Lisbona nel 1147 con l'aiuto di Crociati.
- La dinastia Aviz segnò un periodo di esplorazioni marittime, trasformando il Portogallo in una potenza globale sotto la guida di Enrique il Navigatore.
- Dopo circa sessant'anni di dominazione spagnola, il Portogallo riconquistò l'indipendenza nel 1640 grazie a una rivolta militare.
- La "Rivoluzione dei garofani" nel 1974 portò alla democrazia, e il Portogallo divenne membro della NATO, ONU e Unione Europea.
La storia antica del Portogallo
La parte occidentale della penisola iberica, corrispondente all’attuale Portogallo, fu chiamata dai Romani Lusitania. Comunque, anche i Lusitani erano di razza iberica, anzi per molti anni la loro storia si identificò con quella degli altri iberi. Pertanto, anche la Lusitania entrò a fare parte dei domini di Roma. Alla caduta dell’impero romano, il territorio fu invaso da orde di barbari, fra cui i Goti e i Visigoti.
La reconquista e l'ascesa del Portogallo
Nell’VIII secolo, i Musulmani occuparono l’intera regione e vi rimasero finché, a cominciare dal IX secolo, essi non vennero a poco a poco respinti dalle guerre di Reconquista gestite dai sovrani cattolici. Questi ultimi, avanzando via via, crearono nuovi stati di cui diventarono i re. Fu così che verso la fine dell’XI secolo la parte settentrionale dell’antica Lusitania fu incorporata nel Regno di León e Castiglia, il cui trono era allora occupato da Alfonso VI. Nello stesso tempo la lotta contro gli Arabi stava continuando e in essa si distinse un cavaliere francese: Henri de Bourgogne. Alfonso VI gli dimostrò la propria gratitudine concedendogli la mano della figlia. Poiché quest’ultima portava in dote la Contea di Portus Cale, Henri de Bourgogne, diventò il signore di tale territorio, ingrandendolo con nuove conquiste e mirando addirittura al titolo di re. Alla sua morte, lo stesso valore e la stessa ambizione spinsero il figlio Alfonso Henriquez che diventò il primo re del Portogallo con il nome di Alfonso I°, dopo tutta una serie di guerre vittoriose sia contro gli Arabi che contro il Regno di Castiglia.
Nel 1147, aiutato da una flotta di Crociati in procinto di partire per la Terrasanta, egli liberò Lisbona dalla presenza degli Arabi. Nel 1383, alla morte dell’ultimo discendente della dinastia di Borgogna, la Spagna cercò di annettere il Portogallo, ma il tentativo fallì perché Juan, Gran Maestro dell’Ordine Militare di Aviz, sconfisse l’esercito spagnolo nella battaglia di Aljubarrota. Tale vittoria consacrò Juan nuovo re del Portogallo col nome di Giovanni I° e la fondazione della dinastia di Aviz.
La dinastia Aviz e le scoperte
La dinastia Aviz fu caratterizzata da tutta una serie di viaggi e di scoperte. I Portoghesi si trasformarono poco a poco da pescatori e contadini in navigatori esperti che fecero del Portogallo una delle maggiori potenze del mondo. La via verso l’espansione nel continente africano fu aperta dl principe Enrique il Navigatore, figlio di Giovanni I°. La potenza portoghese subì un grave colpo quando il re Sebastian, sbarcato con un enorme esercito sulle coste del Marocco per tentare la conquista del paese, fu sconfitto e ucciso in battaglia. Il momento si avverrò subito drammatico perché Sebastian, essendo molto giovane, non aveva ancora eredi, eccetto un vecchio prozio, il cardinale Enrique che cercò di salvare la situazione, proclamandosi re.
La dominazione spagnola e l'indipendenza
Due anni dopo, alla sua morte, si fece avanti come pretendente al trono portoghese, lo stesso re di Spagna, Filippo II il quale assunse così anche il titolo di re del Portogallo. La dominazione spagnola durò circa sessanta anni e cioè dal 1580 al 1641. In tale periodo, il Portogallo perse le sue colonie asiatiche a favore dell’Olanda, la cui potenza marittima era in forte ascesa insieme a quella dell’Inghilterra. Una rivolta nel 1640, riportò il Portogallo all’indipendenza, grazie al supporto fornito dalla Francia e alle capacità militari di Juan de Bragança che dopo aver definitivamente sconfitto gli Spagnoli, salì sul trono portoghese con il nome di Juan II.
Il periodo di floridezza e il terremoto
Nel XVIII sotto la dinastia dei Bragança, il Portogallo conobbe un altro periodo di grande floridezza: dell’impero portoghese faceva parte anche il Brasile da cui arrivavano in patria molte mercanzie ricercate come lo zucchero e il caffè. A questo nuovo sviluppo economico contribuì il Trattato di Methuen che rinsaldò la vecchia alleanza con l’Inghilterra con accordi commerciali alcuni dei quali restarono validi fino al XX secolo. Decisiva fu anche l’opera del ministro Pombal che contribuì a incrementare i traffici e l’attività industriale. Dalla ricchezza di questo periodo è dimostrata dalla costruzione di chiese e di lussuosi palazzi in stile barocco e rococò. Nel 1755, uno spaventoso terremoto distrusse interamente la capitale, Lisbona.
Le guerre napoleoniche e l'indipendenza del Brasile
All’inizio del XIX secolo, il Portogallo fu sconvolto dalle guerre napoleoniche; l’alleanza con l’Inghilterra costò ai Portoghesi la perdita dell’indipendenza dal 1807 al 1811. Dieci anni più tardi, la famiglia reale che si era rifugiata in Brasile, rientrò in patria e il nuovo re, Juan VI, concesse la Costituzione. L’anno successivo, il Brasile si proclamò indipendente, nominando imperatore il figlio di Juan VI, Pedro I°.
La repubblica e la dittatura di Salazar
Nel XX secolo, dopo tutta una serie di lotte politiche, nel 1910 fu proclamata la repubblica e l’allora re, Manuel II de Bragança fu costretto ad andare in esilio. Il Portogallo partecipò alla Prima Guerra Mondiale a fianco degli alleati e nel 1926, a seguito di un colpo di Stato militare, assunse il potere Antonio Oliveira Salazar che instaurò un regime dittatoriale. La dittatura rimase al potere fino al 1974 quando fu rovesciata da un nuovo colpo di Stato, di ispirazione socialdemocratica. Nella seconda metà del secolo, tutte le colonie portoghesi ebbero accesso all’indipendenza, non in modo pacifico, eccetto i possedimenti nella penisola indiana che furono occupate dalle truppe indiane.
La rivoluzione dei garofani e la democrazia
Dopo la cosiddetta “Rivoluzione dei garofani” il Portogallo ha avuto accesso alla democrazia: esso fa parte della NATO, dell’ONU e dell’Unione Europea.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del nome "Lusitania" e la sua connessione con i Romani?
- Come si sviluppò il Regno del Portogallo durante la Reconquista?
- Quali furono le conseguenze della battaglia di Aljubarrota nel 1383?
- Quali eventi segnarono la dominazione spagnola del Portogallo?
- Come si sviluppò il Portogallo nel XVIII secolo e quali eventi ne segnarono la fine?
La parte occidentale della penisola iberica, corrispondente all'attuale Portogallo, fu chiamata dai Romani Lusitania, e la sua storia si identificò con quella degli altri iberi, diventando parte dei domini di Roma.
Durante la Reconquista, i sovrani cattolici respinsero i Musulmani e crearono nuovi stati; Henri de Bourgogne divenne signore di Portus Cale, e suo figlio Alfonso Henriquez divenne il primo re del Portogallo, Alfonso I°, dopo una serie di guerre vittoriose.
La vittoria di Juan, Gran Maestro dell'Ordine Militare di Aviz, contro l'esercito spagnolo consacrò la sua ascesa al trono come Giovanni I° e segnò la fondazione della dinastia di Aviz.
La dominazione spagnola durò dal 1580 al 1641, durante la quale il Portogallo perse colonie asiatiche; la rivolta del 1640, sostenuta dalla Francia, riportò il Portogallo all'indipendenza con Juan de Bragança come re.
Sotto la dinastia dei Bragança, il Portogallo conobbe un periodo di grande floridezza economica, ma fu devastato da un terremoto nel 1755 che distrusse Lisbona, segnando un cambiamento significativo nella sua storia.