Concetti Chiave
- La porta di Ishtar, costruita intorno al 570 a.C., è una delle otto porte monumentali delle mura di Babilonia, simbolo dell'impero babilonese sotto Nabucodonosor II.
- Decorata con mattoni smaltati di blu e mattonelle policrome, la porta presenta 120 creature in rilievo, tra cui leoni e draghi, con una funzione apotropaica per proteggere la città.
- La via delle processioni sacre, che partiva dalla porta, collegava i principali templi della città e il Palazzo delle Feste, servendo per le cerimonie religiose.
- La ricostruzione della porta di Ishtar è esposta al Pergamonmuseum di Berlino, realizzata nel 1936 con mattoni originali rinvenuti durante le spedizioni archeologiche.
- Gli scavi della porta furono condotti dall'archeologo Robert Johann Koldewey, con reperti oggi conservati anche al Louvre di Parigi e ai musei di Baghdad e Istanbul.
Indice
La porta di Ishtar
La porta di Ishtar, risalente al 570 a.C. circa, è una delle grandiose porte delle mura di Babilonia che, all’inizio del II millennio a.C., era diventata la capitale del potente impero babilonese dopo la disfatta del regno assiro.
La città di Babilonia, sotto il re Nabucodonosor II, era circondata da una doppia cinta muraria costruita in mattoni e arricchita con torrioni merlati che servivano ad avvistare i nemici. Tra queste torri si aprivano otto porte mastodontiche dedicate alle divinità babilonesi e decorate in maniera sontuosa.
La porta più famosa è quella dedicata a Ishtar, dea dell’amore e della guerra. Alta ben 15 metri e larga 11, la porta era fiancheggiata da due torri aggettanti ed era ricoperta da mattoni smaltati di blu su cui campeggiavano mattonelle policrome in rilievo raffiguranti 120 creature come leoni, uro, tori e draghi. Gli ultimi due animali erano sacri a Marduk, dio protettore della città: il toro rappresentava il dio stesso mentre il drago era il suo fedele servitore Musshussu con testa e coda di serpente e corpo ricoperto di squame.
Qual è la funzione e il simbolismo?
Le figure animali erano rese di profilo con accenni di realismo nella muscolatura possente e nella tridimensionalità data dai particolari in rilievo. Queste creature mostruose avevano la funzione apotropaica di spaventare il nemico e di tenerlo lontano.
Dalla porta si apriva la via delle processioni sacre, lastricata di calcare rosso e bianco, che univa i maggiori templi della città per il percorso devozionale dei fedeli e soprattutto metteva in comunicazione il tempio del dio Marduk con il Palazzo delle Feste.
Ricostruzione al Pergamonmuseum
Al Pergamonmuseum di Berlino, la porta di Ishtar è stata ricostruita, nel 1936, a grandezza naturale e con i mattoni originali ritrovati in loco. Il museo è noto in tutto il mondo per le sue imponenti ricostruzioni di edifici archeologici, infatti, oltre alla porta di Ishtar, è possibile visitare il famoso altare di Pergamo di epoca ellenistica, la porta del mercato di Mileto e la facciata del castello arabo di Mshatta, tesoro dell’arte islamica dell’VIII secolo originariamente ritrovato in Giordania.
Spedizioni archeologiche tedesche
Ma perché importanti monumenti antichi si trovano a Berlino? Perché nel XIX secolo cominciarono spedizioni archeologiche ad opera dei tedeschi che, dopo la scoperta della città di Troia, aprirono imponenti campagne di scavo a Babilonia, Uruk, Assur, Egitto, Pergamo e Mileto. L’impero ottomano concesse agli investitori tedeschi diversi reperti archeologici da riportare in patria e così vennero esposti sull’Isola dei musei di Berlino che però, ben presto, divenne uno spazio insufficiente e, tra il 1910 e 1930, venne edificato il Museo di Pergamo.
Collezioni del Museo di Pergamo
Oggi possiamo ammirare tre importantissime collezioni: quella delle antichità classiche ed ellenistiche, il Museo del Vicino Oriente antico e il Museo di Arte islamica. In particolare, gli scavi della struttura della porta di Ishtar furono condotti dall’archeologo tedesco Robert Johann Koldewey che studiò il sito dal 1899 al 1917 al fine di ricostruire la porta nel modo più fedele possibile all’originale. Tuttavia, alcune porzioni dell’ingresso monumentale sono oggi conservate al Museo del Louvre di Parigi, al museo archeologico di Baghdad e a quello di Istanbul.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza storica della porta di Ishtar?
- Quali sono le caratteristiche architettoniche della porta di Ishtar?
- Qual era la funzione della via delle processioni sacre che partiva dalla porta di Ishtar?
- Come è stata ricostruita la porta di Ishtar al Pergamonmuseum?
- Quali reperti archeologici sono stati portati a Berlino e perché?
La porta di Ishtar, risalente al 570 a.C., è una delle porte più grandiose delle mura di Babilonia, simbolo della potenza dell'impero babilonese sotto Nabucodonosor II, e rappresenta un importante monumento architettonico e culturale.
Alta 15 metri e larga 11, la porta è fiancheggiata da torri aggettanti ed è decorata con mattoni smaltati di blu e mattonelle policrome raffiguranti creature mitologiche, come leoni e draghi, che avevano una funzione apotropaica.
La via delle processioni sacre, lastricata di calcare rosso e bianco, collegava i principali templi della città e serviva per il percorso devozionale dei fedeli, unendo il tempio di Marduk con il Palazzo delle Feste.
La porta di Ishtar è stata ricostruita a grandezza naturale nel 1936 al Pergamonmuseum di Berlino, utilizzando i mattoni originali ritrovati durante le campagne di scavo.
Nel XIX secolo, spedizioni archeologiche tedesche portarono a Berlino importanti reperti da Babilonia, Uruk e altri siti, grazie a concessioni dell'impero ottomano, esponendoli sull'Isola dei musei e successivamente nel Museo di Pergamo.