Concetti Chiave
- Porsenna, figura storica o leggendaria, fu re di Clevsi e guidò l'esercito etrusco nell'assedio di Roma nel 509 a.C.
- Nonostante la tradizione racconti che rinunciò all'assedio per il coraggio dei romani, documenti storici attestano che Roma fu sottomessa e costretta a pagare tributi.
- La "legge del ferro" imposta da Porsenna limitava l'uso del ferro ai soli attrezzi agricoli, influenzando fortemente la vita dei romani.
- Le gesta eroiche di Publio Orazio e Munzio Scevola rappresentarono una risposta significativa da parte dei romani durante l'assedio.
- Dopo la sua sconfitta contro la Lega latina ad Ariccia, Porsenna decise di ritirarsi a Chiusi, segnando la fine della sua espansione verso sud.
La figura di Porsenna
Per alcuni storici, Porsenna (nome completo Lars Porsenna) è stata una figura leggendaria, per altri, invece, una personaggio veramente esistito. La tradizione vuole che, muovendo dall’antica Etruria, egli si spinse fino a Roma e soggiogò la città grazie al valore dei suoi guerrieri. Dopo la morte, lasciò a ricordo di sé un meraviglioso musoleo-labirinto.
Le conquiste di Porsenna
Di origini praticamente ignote, sul finire del VI secolo a.C., Porsenna diventò re di Clevsi (odierna Chiusi) e, più tardi, in seguito a un’assemblea tra le maggiori città stato, egli prese il mano le redini dell’esercito etrusco, unificando le corone di Chiusi e di Volsinii (odierna Orvieto). Quanto alla sua carta d’identità, il nome si può ricondurre a Purze (Pursenas, in etrusco) mentre Lars sembrerebbe derivare da “Larth,un prenome etrusco di ampia diffusione. Prima dell’arrivo sulla scena di Porsenna, gli Etruschi avevano già ottenuto importanti successi nelle aree della Campania e della Pianura del Po; nell’ultimo caso, essi avevano fondato nuove colonie e nuovi centri urbani come Felsina (odierna Bologna).Tuttavia fu con Porsenna che le armate etrusche osarono sfidare Roma con successo.
L'assedio di Roma
Il fatto avvenne nel 509 a.C., ma non sappiamo con esattezza come si sia svolto. Gli antichi storici come Dionigi di Alicarnasso, Tito Livio, Plinio il Vecchioo e Publio Annio Floro sono concordi nello scrivere che Porsenna si incamminò verso Roma a capo di un grande esercito. Il primo re di origini etrusche a comandare Roma era stato Lucio Tarquinio Prisco, il quinto re, dopo Romolo. Dopo aver realizzato la rete fognaria, fu ucciso in seguito ad un complotto e gli successe Servio Tullio, il figlio avuto da una schiava. Costui legò il suo nome ad una grande riforma che interessò l’esercito riorganizzato su modello etrusco. L’ultimo re etrusco fu Lucio Tarquinio, chiamato il Superbo e passato alla storia per le vessazioni a cui sottopose i sudditi romani. La tradizione vuole che egli fosse cacciato e che, per riprendersi Roma, chiesero un aiuto armato a Porsenna, dopodiché un’analoga richiesta a Veio era stata inutile. Per l’occasione, a Porsenna fu affidata una grandissima armata, composta da soldati provenienti da più città, come se si fosse trattato di un vero esercito nazionale etrusco. Con questa forza militare, , egli puntò contro Roma nel 509 a.C. La tradizione ci tramanda che il re di Chiusi assediò la città,ma poi vi rinunciò perché colpito dal coraggio e dalla nobiltà d’animo di alcuni cittadini romani. Invece, le cose sarebbero andate diversamente. All’arrivo delle truppe etrusche, che in brevissimo tempo giunsero sul Gianicolo, si oppose Publio Orazio, detto “Coclite” (= il cieco). Egli si fermò sul ponte che separava gli Etruschi dalla città, il ponte Sublicio, e li tenne impegnati fino a permettere ai suoi soldati di distruggere il ponte che era di legno. Poi si gettò in acqua e raggiunse la sponda opposta. Questa è la versione di Tito Livio, mentre Polibio sostiene che egli fosse annegato nelle acque del Tevere. Come succedeva spesso, gli Etruschi tagliarono tutte le vie di rifornimento.
Il coraggio di Munzio Scevola
Quando il cibo iniziò a mancare, il giovane romano, Munzio Cordo raggiunse l’accampamento di Porsenna per ucciderlo. Ma sbagliò persona ed uccise uno scriba. Fu catturato e trasportato al cospetto del re. Il giovane riconobbe di essere stato colpevole dell’errore e passò la mano destra su di un braciere ardente. Da quel momento, egli passò alla storia come Munzio Scevola (= il mancino). Porsenna, stupito da tanto coraggio, lo lasciò libero. Al momento del congedo, Munzio dichiarò ufficialmente che numerosi altri congiurati sarebbero stati disposti a fare la stessa cosa. Porsenna abboccò e rinunciò a conquistare la città.
La sottomissione di Roma
La realtà però fu diversa. Infatti, alcuni documenti testimoniano che Roma fu sottomessa e fu costretta a pagare un forte tributo a Chiusi. Fra l’altro, Porsenna impose “la legge del ferro” che stabiliva che i Romani potevano lavorare il ferro soltanto per fabbricare attrezzi agricoli, ma non armi. Dopo un’ulteriore espansione verso il sud dell’Italia, il re etrusco fu sconfitto dalla Lega latina, formata da alcune città del Lazio. La battaglia ebbe luogo ad Ariccia dove fu ucciso lo stesso figlio del re che era a capo della spedizione. Porsenna decise allora di ritornare a Chiusi. La leggenda di parte etrusca ci dice, invece, che Porsenna sarebbe rimasto a Roma come dominatore fino alla sua morte. Plutarco scrisse anche che in suo onore nell’Urbe fu eretta una statua di Porsenna nelle vicinanze del Senato. Comunque, come scrive Livio, per molti anni, i Romani vissero nella paura ed il loro raggio di azione fu molto limitato.
Domande da interrogazione
- Chi era Porsenna e quale ruolo ha avuto nella storia di Roma?
- Quali furono le conseguenze dell'assedio di Roma da parte di Porsenna?
- Come si distinse Munzio Scevola durante l'assedio?
- Qual è la leggenda riguardante la permanenza di Porsenna a Roma?
- Quali furono le origini e le conquiste di Porsenna prima dell'assedio di Roma?
Porsenna, re di Clevsi, è una figura storica controversa che, secondo la tradizione, assediò Roma nel 509 a.C. con un grande esercito etrusco, segnando un momento cruciale nella storia romana (testo).
Nonostante la tradizione racconti che Porsenna rinunciò all'assedio per il coraggio dei romani, documenti storici attestano che Roma fu sottomessa e costretta a pagare tributi, oltre a subire l'imposizione della "legge del ferro" (testo).
Munzio Scevola, dopo aver ucciso accidentalmente uno scriba, dimostrò un coraggio straordinario bruciandosi la mano destra, guadagnandosi il rispetto di Porsenna, che decise di lasciarlo libero (testo).
Secondo alcune leggende etrusche, Porsenna sarebbe rimasto a Roma come dominatore fino alla sua morte, mentre altre fonti storiche indicano il suo ritorno a Chiusi dopo la sconfitta (testo).
Porsenna, di origini ignote, divenne re di Clevsi e unificò le corone di Chiusi e Volsinii, portando gli Etruschi a sfidare Roma con successo, dopo aver già ottenuto vittorie in altre regioni italiane (testo).