Concetti Chiave
- Nel XIX secolo, il 90% della popolazione viveva in aree rurali, ma lo sviluppo industriale ha causato un rapido inurbamento, portando oggi il 55% a vivere in città.
- Il fenomeno dell'inurbamento è più evidente nei paesi del Sud del mondo, dove i contadini immigrano in cerca di opportunità di lavoro.
- Le attività produttive sono suddivise in tre settori: primario, secondario e terziario, con quest'ultimo che include anche il terziario avanzato o quaternario.
- La forza lavoro si divide in occupati e disoccupati, con tassi di occupazione e disoccupazione che misurano il rapporto rispetto alla popolazione attiva.
- Il grado di sviluppo di un paese è indicato dalla percentuale di lavoro nei vari settori: alto nel primario per economie arretrate, secondario per fasi di industrializzazione e terziario per economie moderne.
Transizione demografica nel XIX secolo
Durante la seconda metà del diciannovesimo secolo, il 90% della popolazione abitava in campagna. Però, poi, lo sviluppo industriale ha avviato un rapido processo di inurbamento, ed è per questo che oggigiorno, il 55% della popolazione vive in zone urbane.
L'inurbamento è infatti, lo spostamento permanente dalle zone rurali alle città.
I continenti più industrializzati sono l'Europa e l'America settentrionale, ma qui l'inurbamento sta rallentando. Al contrario, sta aumentando nei paesi del Sud del mondo. In queste zone del Sud del mondo, l'aumento della popolazione urbana è dovuta dall'immigrazione di contadini alla ricerca di una fonte di reddito.
Settori produttivi e forza lavoro
Parlando di fonti di reddito... La fonte principale deriva dal lavoro, dall'attività produttiva.
L'attività produttiva è suddivisa in tre settori:
- settore primario
- settore secondario
- settore terziario, è compreso anche il terziario avanzato o quaternario
La popolazione attiva o la forza lavoro si può distinguere in due grandi categorie:
- gli occupati
- i disoccupati
Il tasso di occupazione è il rapporto fra il totale degli occupati e la popolazione attiva.
Il tasso di disoccupazione, invece, è il rapporto fra il totale dei disoccupati e la popolazione attiva.
Indicatori del grado di sviluppo di un paese:
- nell'economia arretrata c'è un'elevata percentuale di lavoro nel settore primario
- nella fase di industrializzazione c'è un'alta percentuale nelle attività secondarie
- nell'economia moderna, invece, c'è la prevalenza di attività terziarie
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto dello sviluppo industriale sulla popolazione nel XIX secolo?
- Quali sono i settori produttivi e come si distingue la forza lavoro?
- Come si correlano i settori produttivi con il grado di sviluppo di un paese?
Durante la seconda metà del XIX secolo, il 90% della popolazione viveva in campagna, ma lo sviluppo industriale ha avviato un rapido processo di inurbamento, portando oggi il 55% della popolazione a vivere in aree urbane.
L'attività produttiva è suddivisa in tre settori: primario, secondario e terziario (incluso il terziario avanzato). La forza lavoro si distingue in occupati e disoccupati, con tassi di occupazione e disoccupazione che misurano rispettivamente il rapporto tra occupati e popolazione attiva e tra disoccupati e popolazione attiva.
In un'economia arretrata, c'è un'elevata percentuale di lavoro nel settore primario; durante la fase di industrializzazione, prevalgono le attività secondarie; infine, in un'economia moderna, predominano le attività terziarie.