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Concetti Chiave

  • Polibio, ostaggio a Roma, ammirava la capacità del popolo romano di creare, resistere e prosperare nonostante le sconfitte.
  • Fino al 130 a.C., Polibio attribuiva la forza e la stabilità di Roma alla sua organizzazione istituzionale basata sulla condivisione dei poteri.
  • Il pensiero di Polibio cambiò dopo la distruzione di Cartagine, quando cominciò a dubitare della durata eterna della potenza romana.
  • Scipione Emiliano, dopo la caduta di Cartagine, provò una profonda inquietudine sulla sorte futura di Roma, riflettendo sui suoi punti deboli.
  • Polibio notò segni di implosione nelle istituzioni romane, soprattutto dopo la crisi graccana e l'uccisione di un tribuno e dei suoi seguaci.

Perché c'è ammirazione per Roma?

Capo di una confederazione achea sconfitta, venne portato a Roma in ostaggio; egli, sebbene fosse un greco sconfitto, guardava Roma con occhi pieni di ammirazione e si chiedeva come il popolo romano potesse creare ciò che crea, resistere e continuare ad espandersi.

Forza istituzionale romana

Egli prova a dare una risposta a questo quesito, quantomeno da punto di vista istituzionale: fino al 130 a.C. Polibio era convinto che l’organizzazione istituzionale di Roma repubblicana, fondata sulla condivisione di poteri, sull'assemblea senatoria, del popolo, sui poteri dei magistrati, potesse spiegare la grande forza e stabilità del governo romano.

Ripensamenti di Polibio

Fino ad un certo punto della sua opera egli sostenne che Roma fosse così forte da essere destinata a non finire mai, tuttavia, il suo punto di vista cambiò e questo si evince dal brano in cui Scipione, dall'alto della collina, pianse alla vista di Cartagine rasa al suolo dopo la Terza Guerra Punica. Di fronte alla distruzione di Cartagine, sulla cui terra venne versato il sale perché nulla vi crescesse più, una grande potenza com'essa era stata e davanti a cui Roma aveva tremato più volte, lo stesso Scipione Emiliano ebbe la sensazione che una sorte simile prima o poi fosse potuta capitare anche a Roma. Polibio cominciò ad avere qualche ripensamento sia nel descrivere l’episodio al fianco di Scipione, ma anche dopo la crisi graccana, quando l’impressione fu che le istituzioni romane stessero implodendo perché un tribuno era stato fatto fuori assieme a tutti i suoi seguaci.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'ammirazione di Polibio nei confronti di Roma?
  2. Polibio, pur essendo un greco sconfitto, ammirava profondamente Roma e si interrogava su come il popolo romano fosse in grado di creare, resistere e continuare ad espandersi, evidenziando la sua grandezza.

  3. Quali sono le caratteristiche dell'organizzazione istituzionale romana secondo Polibio?
  4. Polibio riteneva che la forza e la stabilità del governo romano fossero dovute alla sua organizzazione istituzionale, basata sulla condivisione dei poteri tra l'assemblea senatoria, il popolo e i magistrati, fino al 130 a.C.

  5. Come cambia il punto di vista di Polibio riguardo alla stabilità di Roma?
  6. Inizialmente convinto della perpetuità di Roma, Polibio inizia a ripensare questa idea dopo la distruzione di Cartagine e la crisi graccana, percependo che anche Roma potesse affrontare una sorte simile a quella della città punica.

Domande e risposte

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