Concetti Chiave
- La morte di Federico II nel 1250 segna la transizione dalla scuola siciliana alla scuola siculo-toscana e alla nascita del Dolce Stilnovo.
- Il Dolce Stilnovo si distingue per l'esaltazione della donna angelicata, che eleva l'uomo verso la virtù e la perfezione, a differenza della poesia siculo-toscana.
- Il sonetto, forma poetica predominante, è composto da 14 versi endecasillabi, suddivisi in due quartine e due terzine, con schemi di rime specifici.
- La nobiltà, nel Dolce Stilnovo, è definita come predisposizione alla virtù piuttosto che ereditarietà, enfatizzando un nuovo concetto di nobiltà d'animo.
- Guinizelli e Cavalcanti offrono visioni contrastanti dell'amore, il primo come nobile e virtuoso, il secondo come tormentato e distruttivo, evidenziando la complessità dei sentimenti amorosi.
La morte di Federico II e la scuola siciliana
È la morte di Federico II, avvenuta nel 1250.
Alla scuola siciliana succede prima la scuola siculo-toscana con Guittone d’Arezzo, ma soprattutto il dolce stilnovo
Essi sono
• Il tema dell’amore: l’amore corrisponde alla virtù e diventa quindi un mezzo per avvicinarsi a Dio; la donna fa da tramite fra l’uomo e Dio
• il tema della donne angelicata: la donna che non è un angelo (= metafora), ma si identifica con un angelo. Il poeta non loda la sua bellezza fisica, ma le sue virtù morali cioè la sua bellezza spirituale. A questo è collegato il tema della lode. Essa innalza, rende nobile, rende gentile non solo il poeta-amante ma anche tutti coloro che l'avvicinano.
• il tema della nobiltà: è nobile colui che è ha un animo gentile, cioè predisposto alla virtù e alla perfezione; per questo non si nasce nobili per stirpe. Il concetto è espresso da Guinizelli con verso “A cor gentil rempaira sempre amore”
Il sonetto e la sua struttura
Il sonetto è una composizione poetica di 14 versi,endecasillabi, cioè composti da 11 versi, divisi un due quartine e due terzine. Le rime delle quartine seguono lo schema ABAB mentre quelle delle terzine possono essere varie, ma lo schema più frequente è CD,C DCD. Pare che il sonetto sia stato inventato da Jacopo da Lentini ed in tale forma si è mantenuto fino nei tempi moderni.
Origini e differenze del Dolce Stilnovo
Il Dolce stilnovo nasce a Bologna prima e in Toscana poi, alla fine del XIII da un gruppo di giovani poeti, amici fra di loro. Essi propongono un nuovo tipo di poesia che si oppone alla poesia siculo toscana il cui principale esponente è Guittone d’Arezzo
Esso è composto da un gruppo di giovani poeti amici fra di loro: Guido Guinizelli, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri. Il manifesto del nuovo modo di fare poesia è il famoso verso di Guinizelli “Al cor gentil rempaira sempre amore”: l’amore trova sempre un riparo , cioè una dimora, nel cuore, cioè predisposto alla virtù.
La donna angelicata e la nobiltà
La più grande differenza sta nel concetto della donna. Nello stil novo la donna ha il compito di elevare l’uomo verso la perfezione e verso Dio e quindi renderlo nobile. E’ la donna angelicata cioè è un angelo. Nella lirica provenzale e siciliana la donna era soltanto paragonata ad un angelo. Inoltre nella lirica provenzale fra l’amante e la donna esisteva una specie di vassallaggio di amore.
Un concetto nuovo è anche quello di nobiltà: non si è nobili per nascita o per sangue, ma perché si è predisposti a praticare la virtù
Molti temi sono ripresi dalla lirica cortese, ma trasformati perché non fanno più riferimento al modi comportamento (= etica) feudale che prevede la lealtà, la fedeltà e la sottomissione.
Stile e destinatari del Dolce Stilnovo
Lo stile è chiamato “dolce” perché i versi delle composizioni poetiche sono musicali e melodiosi e lo stile è semplice e scorrevole. Invece nella scuola siciliana la forma era molto elaborata.
I destinatari sono persone che sono capaci di apprezzare i sentimenti che il poeta esprime con la sua poesia e che quindi ha molta sensibilità.
Conciliazione tra amore e morale cristiana
Con il Dolce Stilnovo, si ha una conciliazione fra l'amore terreno, fisico e sensuale con la morale cristiana perché l'amore corrisponde alla virtù e quindi diventa un mezzo per avvicinarsi a Dio. La donna fa allora da tramite, da intermediario fra l'uomo e Dio. Tuttavia, a volte l'amore può generare nel poeta angoscia e dolore (cfr. Cavalcanti)
Nel dolce Stilnovo la donna appare sempre con un aspetto luminoso e di fronte a tanta bellezza coloro che la vedono restano muti e si pongono in un atteggiamento di riverenza. Poiché essa è un angelo, la donna fa da intermediario fra Dio e l’uomo per rendere nobile ed elevare quest’ultimo verso la perfezione. Il poeta la loda per le sue virtù morale e non per la bellezza fisica
Significa nobile d’animo, predisposto a praticare la virtù
Entrambi appartengono al dolce Stilnovo
Guinizelli e la concezione dell'amore
Per Guinizelli l’amore nasce sempre in un cuore nobile (= predisposto alla virtù), sensibile, capace di provare sentimenti profondi. L’amore e il cuore sono stati creati insieme e quindi inseparabili. La donna facendo innamorare l’uomo con la sua bellezza, fa acquistare gentilezza e nobiltà d’animo. Ciò che nobilita il cuore è l’amore vero,puro, l’amore eleva e perfezione l’anima. Guinizelli si distingue si distingue dai poeti della scuola siciliana per la sua concezione dell’amore nobile e della donna intesa come messaggera di Dio. Per Guinizelli, l’amore trova rifugio solo nell’uomo dall’animo nobile e questo avviene per una legge naturale
Cavalcanti e l'amore tormentato
Per Cavalcanti, l’amore è passione, tormento, sentimento che travolge la ragione e che non è controllabile., Di fronte alla donna, il poeta è sconvolto dalla sua bellezza. Nel sonetto “Voi che per gli occhi mi passaste ‘l core”, Cavalcanti canta un amore come forza distruttiva che generando dolore e angoscia, distrugge la vita di chi ama; Il poeta afferma che la sua vita prima dell’incontro con la donna e con l’amore era tranquilla, ora rimane solo il corpo perché dentro di sé egli è distrutto. Si parla di passione sensuale, una passione forte che danneggia l’uomo. Quindi, Cavalcanti vive l’amore in modo drammatico anche nei suoi sonetti si trova la lode per la donna amata Quindi per lui se l’ amore momentaneamente conduce l’uomo verso la salvezza e la beatitudine come in Dante, l’esperienza amorosa nel suo complesso viene considerata in modo pessimistico, perché ostacola il raggiungimento di Dio e della perfezione. L’amore produce a volte dolore e porta alla morte.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del concetto di "donna angelicata" nel Dolce Stilnovo?
- Come si differenzia la concezione di nobiltà nel Dolce Stilnovo rispetto alla tradizione precedente?
- Qual è la struttura del sonetto e chi ne è considerato l'inventore?
- In che modo il Dolce Stilnovo concilia amore e morale cristiana?
- Come viene rappresentato l'amore da Cavalcanti rispetto a Guinizelli?
Nel Dolce Stilnovo, la donna è vista come un angelo che eleva l'uomo verso la perfezione e Dio, non solo paragonata a un angelo, ma identificata con esso. Il poeta loda le sue virtù morali piuttosto che la bellezza fisica, rendendola un tramite tra l'uomo e Dio.
La nobiltà nel Dolce Stilnovo non è legata alla nascita, ma alla predisposizione a praticare la virtù. Guinizelli esprime questo concetto con il verso "A cor gentil rempaira sempre amore", sottolineando che l'amore trova dimora in un cuore nobile.
Il sonetto è una composizione poetica di 14 versi endecasillabi, divisi in due quartine e due terzine, con rime che seguono lo schema ABAB per le quartine e variabile per le terzine. Si attribuisce l'invenzione del sonetto a Jacopo da Lentini.
Il Dolce Stilnovo unisce l'amore terreno con la morale cristiana, poiché l'amore è visto come un mezzo per avvicinarsi a Dio. La donna, in questo contesto, funge da intermediario, elevando l'uomo verso la virtù e la perfezione.
Cavalcanti descrive l'amore come una passione tormentata e distruttiva, che travolge la ragione e genera dolore, mentre Guinizelli lo vede come un sentimento nobile che nobilita l'animo. Cavalcanti vive l'amore in modo drammatico, evidenziando il suo aspetto angoscioso.