Indice

  1. L’anello e il parassita (Curculio, vv. 629-658)
  2. Metro
  3. Un doppio riconoscimento
  4. Il ‘protocollo’ del riconoscimento

L’anello e il parassita (Curculio, vv. 629-658)

Nel Curculio la chiave della felice risoluzione della vicenda è nelle mani dell’astuto parassita Gorgoglione (Curculio) che, come accade occasionalmente nella commedia plautina, riveste il ruolo del servus callidus. Gorgoglione è al servizio del giovane Fedromo, che è innamorato della bella Planesio ma privo del denaro necessario a liberarla dalla schiavitù: la giovane è infatti prostituta di proprietà del lenone Cappadoce (vedi anche T1). Ad avere invece la somma necessaria al riscatto di Planesio è il soldato Terapontigono (il cui nome significa «nato da uno schiavo) ed è già in accordi con il lenone. Il miles intanto ha depositato il denaro accordandosi con il banchiere di consegnarlo solamente nelle mani di colui che esibirà il suo anello e una sua lettera. Gorgoglione allora falsifica la lettera, si impossessa dell’anello recupera allora il denaro con cui liberare Planesio, ma quell’anello porta con sé altre rivelazioni…

Metro

Settenari trocaici (vv. 629-635) e senari giambici (vv. 636-675).

Un doppio riconoscimento

Il brano proposto coinvolge i principali personaggi della commedia (il giovane innamorato, la prostituta ambita, l’antagonista, il servus callidus); il meccanismo dell’agnizione è guidato dalla ragazza (Planesio), in prima persona coinvolta dal disvelamento. Concluso il doppio riconoscimento, al soldato (Terapontigono) non resta che festeggiare il ritrovamento della sorella, e assentire al matrimonio con il suo ormai ex rivale (Fedromo).
Lingua
1. Che valore ha qui al v. 641? 2. Che valore ha sine al v. 655?
Lessico
2. Considera l’aggettivo gloriosus, usato da Gorgoglione al v. 633 per indicare l’atteggiamento di Terapontigono. Qual è, secondo te, l’effetto che Plauto voleva ottenere attribuendo questo aggettivo a quello specifico personaggio? Che cosa avrebbe evocato questo accostamento, nella mente del pubblico? 3. Osserva l’uso del verbo servare, adoperato due volte da Planesio nel v. 640. Quali diverse sfumature puoi cogliere, confrontando serva me e te servavi?
Stile
4. Al v. 630 la ragazza prega il soldato «per le sue ginocchia». Quale immagine è presupposta da questa espressione? Da quale ambito deriva, secondo te? 5. Al v. 635, il soldato introduce il proprio racconto con l’espressione: Ego dicam, surge. Hanc rem agite atque animum advortite. Perché, secondo te, chiede alla sua ascoltatrice di alzarsi in piedi? E perché poi l’interlocutore passa alla seconda persona plurale (agite, advortite)? A chi si rivolge?

Il ‘protocollo’ del riconoscimento

Questo brano ci mostra che il riconoscimento segue un modello di fondo ben codificato. La persona che viene riconosciuta deve dichiarare il nome suo e, soprattutto, dei genitori: Planesio riconosce Terapontigono quando quest’ultimo rivela il nome del padre. Il soldato, più sospettoso, chiede alla sedicente sorella di dichiarare il nome della madre e anche della nutrice. È importante, poi, che la persona da riconoscere spieghi in che modo ha perduto la propria identità iniziale: Planesio rievoca il momento in cui era stata separata dalla famiglia, durante uno spettacolo teatrale. Naturalmente, il disvelamento diventa incontestabile se può fondarsi su un segno di riconoscimento: e allora non solo Planesio riconosce l’anello di Terapontigono, ma ha anche con sé un altro anello, che suo fratello a sua volta riconoscerà.

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