Concetti Chiave
- La filosofia è definita da Platone come l'unica scienza in grado di garantire la felicità, unendo scienza e virtù per il benessere dell'uomo.
- Platone manifesta una forte diffidenza verso la scrittura, preferendo il dialogo per trattare temi complessi e prevenire malintesi.
- I dialoghi platonici rappresentano la forma letteraria ideale per la ricerca della verità, in quanto favoriscono interazioni personali e rigorose.
- Contrariamente ai sofisti, i dialoghi di Platone si concentrano sulla ricerca della verità piuttosto che sulla persuasione degli interlocutori.
- La narrazione mitologica nei dialoghi ha un ruolo importante, alleggerendo il dibattito e alludendo a verità profonde sulla natura dell'anima e dell'universo.
La filosofia come scienza della felicità?
Nell'Eutidemo, tramite le parole del personaggio di Socrate, coglie l'occasione per attaccare la sofistica e invece si volge a definire la filosofia come l'unica scienza capace di rendere l'uomo felice. Secondo lui solo la filosofia rende felici, perchè conduce alla vera conoscenza e insegna a utilizzare il sapere conseguito per il vantaggio e il benessere dell'uomo. Essa, riesce a congiungere efficacemente scienza e virtù, sapere teorico sull'uomo e orientamento politico.
Diffidenza di Platone verso la scrittura
-(Platone esprime il suo pensiero, andando oltre Socrate): -il periodo della vecchiaia: Platone non nasconde però la sua diffidenza verso la scrittura, infatti, secondo il filosofo sarebbe meglio non divulgare temi di grande importanza, al fine di evitare equivoci e malintesi che posso sorgere dall'interpretazione del testo scritto. Nel dialogo Fedro, si trova il mito di Theuth, che riesce perfettamente ad esprime l'opinione di Platone, il quale riteneva che i principi filosofici di piu ardua comprensione potessero essere affrontati soltanto attraverso il dialogo.
Dialoghi come forma letteraria privilegiata
Non a caso la maggior parte delle sue opere sono costituite da dialoghi, la forma letteraria che si presta meglio ad esprimere l'idea della verità come ricerca continua e interpersonale.
- gli interlocutori sono persone ben identificate, in numero definito e limitato, al contrario dei sofisti che si rivolgevano alla folla anonima.
-la finalità dei dialoghi è la ricerca della verità perseguita con metodo e rigore razionale, a differenza dei discorsi sofistici, che tendevano a confutare le tesi avversarie e a convincere gli interlocutori della bontà della propria posizione.
- quanto alla procedura espositiva, i dialoghi privilegiano discorsi brevi, in stridente contrasto con i lunghi ragionamenti dei sofisti.
La narrazione mitologica, conserva un ruolo privilegiato, nei dialoghi platonici, con una duplice funzione: alleggerire il peso della discussione ragionata e alludere a verità circa la natura e il destino dell'anima o dell'universo.
Domande da interrogazione
- Qual è la visione di Platone sulla filosofia e la sua relazione con la felicità?
- Perché Platone mostra diffidenza verso la scrittura?
- Qual è la funzione dei dialoghi nella filosofia platonica?
Platone, attraverso Socrate nell'Eutidemo, definisce la filosofia come l'unica scienza capace di rendere l'uomo felice, poiché conduce alla vera conoscenza e insegna a utilizzare il sapere per il benessere dell'individuo, congiungendo scienza e virtù.
Platone esprime la sua diffidenza verso la scrittura, sostenendo che i temi di grande importanza dovrebbero essere trattati solo attraverso il dialogo, per evitare equivoci e malintesi derivanti dall'interpretazione dei testi scritti, come evidenziato nel mito di Theuth nel dialogo Fedro.
I dialoghi sono la forma letteraria privilegiata da Platone per esprimere la verità come ricerca continua e interpersonale, caratterizzati da interlocutori ben definiti e da un metodo rigoroso, in contrasto con i discorsi sofistici, e utilizzano la narrazione mitologica per alleggerire la discussione e alludere a verità profonde.