Concetti Chiave

  • Platone esplora il destino delle anime attraverso miti escatologici, rivelando complessità che vanno oltre il semplice ragionamento logico.
  • La metempsicosi, o trasmigrazione dell'anima, implica che le anime reincarnano in nuovi corpi in base alla loro vita morale precedente.
  • Nel Fedone, le anime legate ai piaceri terreni faticano a staccarsi dal corpo e reincarnano in forme inferiori, mentre quelle virtuose ascendono a forme più elevate.
  • Nell'opera Repubblica, Platone introduce un ciclo di reincarnazione limitato, dove premi e punizioni hanno una durata definita per evitare l'esaurimento delle anime sulla terra.
  • I miti di Er e della "biga alata" evidenziano il ciclo ciclico delle reincarnazioni, collegando le esperienze personali dell'individuo a un ciclo cosmico più ampio.

Qual è il destino delle anime secondo Platone?

Platone affronta il tema del destino delle anime dopo la morte ricorrendo a diversi miti e in ogni caso la questione è assai complessa. Lo scopo di tutti questi miti escatologici è quello di portare a credere, in vario modo, medianti diverse rappresentazioni allusive, alcune verità di fondo che non possono essere risolte con il puro “logos”, inteso come semplice manifestazione del pensiero, anche se non contraddette e anzi, in parte sorrette dal medesimo. Per avere un’idea più precisa del destino delle anime dopo la morte, occorre chiarire il concetto platonico di “metempsicosi”. La metempsicosi è la dottrina che indica la trasmigrazione dell’anima in vari corpi, quindi la “rinascita” della medesima in differenti forme viventi. Platone riprende la teoria dagli orfici, ma la amplia, presentandola, sostanzialmente in due forme complementari:

La metempsicosi nel Fedone

1) Nel Fedone, Platone ce la descrive in modo dettagliato. Afferma che le anime che hanno vissuto una vita eccessivamente legata ai propri corpi, alle proprie passioni e ai piaceri terrestri, hanno difficoltà a staccarsi dal corpo; per questo motivo, prima vagano per un certo tempo intorno alla loro tomba, finché non si leghino nuovamente a nuovi corpi non solo di uomini, ma anche di animali, a seconda del tenore di vita morale tenuto nella precedente vita. Invece quelle anime che hanno condotto una vita più virtuosa si incarneranno in animali più mansueti e socievoli oppure in uomini giusti. La possibilità di entrare a far parte della stirpe degli Dei è concesso alle anime che in vita furono amanti del sapere.

Reincarnazione nell'opera Repubblica

2) Nell’opera Repubblica, Platone parla di un altro tipo di reincarnazione dell’anima notevolmente diverso dal precedente. Le anime sono in un numero limitato per cui se tutte nell’aldilà avessero un premio o un castigo, ad un certo momento sulla terra non ne resterebbero più. Per questo evidente motivo, Platone ritiene che il premio e il castigo ultraterreni per una vita vissuta sulla terra debbano avere una durata limitata e un termine fisso Inoltre, poiché una vita terrena dura al massimo cento anni, influenzato dalla mistica pitagorica del numero dieci, Platone ritiene che la vita ultraterrena debba avere una durata di dieci volte cento anni; quelle anime che hanno commesso crimini molto gravi e insanabili la punizione continua anche dopo il millennio. Trascorso questo ciclo, le anime tornano a incarnarsi, Idee simili sono espresse anche nel Fedro; pur con alcune differenze, ciclicamente le anime ricadono nei corpi e poi risalgono al cielo. Pertanto ci troviamo in un ciclo “individuale” di reincarnazioni, cioè legato alle vicende personali dell’individuo e ad un ciclo “cosmico” che è il ciclo millenario. Alla metempsicosi e al relativo andamenti ciclico fanno riferimento anche il mito di Er e il mito della” biga alata”.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto di metempsicosi secondo Platone?
  2. La metempsicosi è la dottrina della trasmigrazione dell'anima in vari corpi, rappresentando la rinascita in forme viventi diverse. Platone descrive come le anime legate ai piaceri terreni si reincarnino in corpi di animali o uomini a seconda della loro vita morale, mentre quelle virtuose possono incarnarsi in esseri più nobili (testo).

  3. Come viene descritta la reincarnazione nel Fedone?
  4. Nel Fedone, Platone spiega che le anime che hanno vissuto una vita eccessivamente legata ai piaceri terreni faticano a staccarsi dal corpo e vagano intorno alla tomba prima di reincarnarsi. Le anime virtuose, invece, si reincarnano in forme più elevate, come animali mansueti o uomini giusti (testo).

  5. Qual è la differenza tra la reincarnazione nel Fedone e quella nella Repubblica?
  6. Nella Repubblica, Platone propone un modello di reincarnazione limitato, dove le anime ricevono premi o punizioni per un periodo definito, a differenza del Fedone. Qui, le anime tornano a incarnarsi dopo un ciclo di vita ultraterrena di dieci volte cento anni, con punizioni per crimini gravi che possono durare oltre il millennio (testo).

  7. Che ruolo giocano i miti nella comprensione del destino delle anime secondo Platone?
  8. I miti escatologici di Platone servono a trasmettere verità profonde sul destino delle anime che non possono essere espresse solo attraverso il logos. Questi miti aiutano a illustrare concetti complessi come la metempsicosi e il ciclo di reincarnazione, rendendo più accessibili le idee filosofiche (testo).

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