Concetti Chiave
- La conoscenza sensibile, basata sui sensi, è considerata opinione e non ha valore scientifico, poiché non offre un criterio di verità interno.
- Secondo Platone, l'opinione è priva di stabilità e rimane sospesa tra vero e falso, a differenza della verità dell'intelletto.
- L'opinione si riferisce a un mondo sensibile e mutevole, che richiede un fondamento più solido per garantire la ricerca della verità.
- Per Protagora, la conoscenza sensibile è l'unico grado di conoscenza possibile, ma è insufficiente per costituire un sapere autentico.
- La ricerca della verità necessita di un riferimento stabile, rappresentato dall'anima, per superare i limiti dell'opinione e delle sensazioni.
Che cos'è la conoscenza sensibile e l'opinione?
La conoscenza che si fonda sul sensibile, ovvero che da credito ai sensi, è l’opinione, il giudizio comune (che magari è condiviso da molti e che per questo, seguendo la prospettiva socratica secondo cui le cose condivise da molti sono espressione di una verità che ognuno ha, Platone gli riconosce un grado di plausibilità, ma certamente non sono la verità dell’intelletto in quanto incapace di dare la garanzia della verità, diversamente da Parmenide, che non conferiva al discorso sull’opinione una qualche verità) è privo di valore scientifico, non esiste un criterio di verità interno all’opinione per cui essa resta sempre sospesa tra il vero ed il falso.
La mutevolezza del mondo sensibile
Questo è dovuto alla struttura intenzionale dell’opinione, cioè al fatto che essa si riferisce ad un oggetto (il mondo sensibile) che, in quanto sensibile, è mutevole (l’unico grado di conoscenza possibile per Protagora, che la valuta positivamente in quanto qualifica ontologicamente l’uomo, un discorso speculare a quello platonico). Ha a che fare con un mondo mutevole, sottoposto al cambiamento e che non ha in se stesso un valore ontologico e quindi deve sempre essere considerato in funzione di ciò che ha questo valore: occorre trovare un fondamento stabile, che possa garantire la possibilità di perseguire la verità stessa (che Socrate già aveva individuato nell’anima); non si può parlare di sapere a proposito di opinioni o sensazioni, se non in negativo, ossia, se non per mostrare che l’opinione e la sensazione non sono intrinsecamente capaci di fondare l’autentico sapere e dunque per mostrare la necessità di ritrovare un diverso fondamento della conoscenza, dato dall’anima.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra conoscenza sensibile e verità secondo Platone?
- Perché l'opinione è considerata mutevole?
- Qual è il fondamento della conoscenza autentica secondo il testo?
La conoscenza sensibile, che si basa sull'opinione e sui sensi, è considerata priva di valore scientifico e non garantisce la verità, a differenza della verità dell'intelletto, come evidenziato nel testo.
L'opinione è mutevole perché si riferisce a un mondo sensibile soggetto a cambiamento, privo di un valore ontologico stabile, il che rende necessaria la ricerca di un fondamento solido per la verità, come indicato nel testo.
Il testo suggerisce che l'autentica conoscenza deve essere fondata sull'anima, poiché le opinioni e le sensazioni non possono costituire un sapere vero e stabile.