Concetti Chiave

  • L'affresco è una tecnica pittorica che utilizza intonaco fresco, incorporando chimicamente il colore per una conservazione duratura.
  • I mosaici siciliani, influenzati dall'arte bizantina, mostrano una ricca ornamentazione e sono caratterizzati da figure allungate e panneggi dinamici.
  • L'arte romanica presenta forme rigide e simmetriche, con l'obiettivo di educare i fedeli attraverso soggetti religiosi tratti dalla Bibbia.
  • Le croci dipinte a tempera in Italia centrale evolvono da una rappresentazione trionfante di Cristo a una più umanizzata, enfatizzando la sofferenza divina.
  • Durante il regno di Ruggero d'Altavilla, i mosaici nelle cattedrali siciliane riflettono il potere assoluto del sovrano, fondendo elementi spirituali e temporali.

Indice

  1. Tecniche pittoriche antiche
  2. Qual è l'influenza bizantina e i soggetti religiosi?
  3. Esempi di pittura romanica
  4. Evoluzione delle croci dipinte
  5. Mosaici e influenze bizantine
  6. Mosaici nelle chiese siciliane

Tecniche pittoriche antiche

Affresco: pittura eseguita sull’intonaco fresco di una parete; il colore ne è chimicamente incorporato e conservato per un tempo illimitato

Mosaici: frequenti specialmente in Sicilia, dove gli artisti subiscono l’influenza bizantina

Tempera su tavola: non si disegna più sui muri, ma su elementi decorativi, dipinti a tempera prodotta direttamente dagli artisti tramite la mescolanza di varie sostanze (tuorlo, albume, colla, latte di fico, gomma, cera, resina, olii), e appesi alle pareti (come i crocifissi)

Qual è l'influenza bizantina e i soggetti religiosi?

Le forme della pittura erano rigide e simmetriche, con contorni fortemente tracciati, ed è forte l’influenza esercitata dall’arte bizantina; le figure non hanno volume. I soggetti scelti hanno l’obbiettivo di insegnare qualcosa ai fedeli, educandoli all’obbedienza alle leggi di Dio e distogliendoli dal compiere il male (scene ispirate, maggiormente, alla Genesi, all’Apocalisse, al Giudizio Universale, evidenziando le sofferenze dei peccatori e la solennità di Dio davanti al peccato, e alla Passione di Cristo. Frequenti anche le rappresentazioni concernenti le vite dei Santi).

Esempi di pittura romanica

Nella chiesa di San Michele Arcangelo, nel borgo di Sant’Angelo in Formis, donata nel 1072 all’abate Desiderio di Montecassino, si ha un esempio di pittura romanica. A livello iconografico, è basato sulle rappresentazione di episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, con la majestas domini, la maestà del Signore in trono. Nella controfacciata è rappresentato il Giudizio universale, nelle pareti della navata centrale, invece, vi sono raffigurati degli episodi neotestamentari, mentre nelle pareti delle navate laterali scene dell’Antico Testamento. Sono presenti elementi di geometrizzazione delle figure, assenza di volume, contrasto di colori ed espressione vivaci dei volti dei protagonisti.

Evoluzione delle croci dipinte

In Italia centrale hanno grande diffusione le croci dipinte a tempera su tavola, generalmente appese nelle absidi delle chiese. Ne venne così prodotta una grande quantità. L’iconografia del Christus Triumphas si evolve poi in quella del Christus Patiens. La croce dipinta risalente al 1138, realizzata dal Maestro Guglielmo, si può osservare ancora oggi all’interno del Duomo di Sarzana nella provincia di La Spezia (Liguria). Il soggetto è Cristo trionfante, raffigurato come imperturbabile e impassibile, nell’atto di trionfare sulla sofferenza e sulla morte. Il corpo è appeso alla croce tramite 4 chiodi (2 per le mani e 2 per i piedi), mentre nel Gotico saranno raffigurati solo tre chiodi, con l’introduzione della tridimensionalità (due piedi sovrapposti => 1 solo chiodo => 3 chiodi). Gradualmente, la rappresentazione del Cristo Trionfante lascerà spazio alla manifestazione dei sentimenti e alla rappresentazione del Christus Patiens => Crocifisso di Giunta Pisano => Cristo malinconico, privo di vita e sofferente => ogni dettaglio teso ad enfatizzare l’espressione. Cristo subisce così un graduale processo di umanizzazione per coinvolgere il fedele nella sofferenza divina.

Mosaici e influenze bizantine

Nelle zone adriatiche si manifesta ancora l’utilizzo del mosaico (esempio più importante la Basilica di San Marco) => Cupola dell’Ascensione, affidata alla maestranza greca e collocata all’incrocio della navata centrale con il transetto; essa raffigura l’ascensione di Cristo al cielo, posto al centro della cupola, sedendo su uno sfondo stellato e sostenuto da quattro angelo in volo. Sotto Cristo si trova Maria, in posizione di preghiera, intorno sono disposti circolarmente gli apostoli. Le figure, elegantemente allungate, hanno complicati panneggi resi con un accentuato linearismo che conferisce loro grande dinamicità.

Mosaici nelle chiese siciliane

La ricca ornamentazione musiva delle più importanti chiese romaniche siciliane avviene sotto il Re normanno Ruggero d’Altavilla (l’assenza di una tradizione locale per quanto riguarda la tecnica del mosaico fa si che si renda necessario l’intervento di varie maestranze).

Nella cattedrale di Cefalù la grande figura del Cristo Pantocratore domina il catino absidale. In questo caso al figura del Cristo allude anche ai poteri assoluti del sovrano. Le tessere sono molto piccole e, nei mosaici della decorazione interna, sono presenti molti influssi bizantini. Ruggero II stima particolarmente il modello politico dell’Impero d’Oriente, concentrando in se potere temporale e spirituale (era il legato pontificio).

L’interno della Cattedrale di Monreale è completamente rivestito da mosaici (realizaati tra il 1180 e 1190 da squadre di mosaicisti bizantini). La narrazione prende avvio dalla navata centrale, dove si dispiegano le storie di Antico e Nuovo Testamento (nella zona presbiteriale); tutto è teso a focalizzare il catino absidale, dove si teova l’immagine del Cristo Pantocratore (anulare e mignolo toccano pollice => Trinità/ indice e medio distesi => doppia natura di Cristo) => Decorazione musica in stretto contatto con architettura.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali tecniche pittoriche antiche utilizzate nelle chiese?
  2. Le tecniche pittoriche antiche includono l'affresco, i mosaici e la tempera su tavola. L'affresco è eseguito sull'intonaco fresco, i mosaici sono comuni in Sicilia e influenzati dall'arte bizantina, mentre la tempera su tavola è utilizzata per elementi decorativi appesi alle pareti.

  3. In che modo l'arte bizantina ha influenzato la pittura religiosa?
  4. L'arte bizantina ha portato a forme rigide e simmetriche, con contorni ben definiti e figure prive di volume. I soggetti scelti mirano a educare i fedeli, rappresentando scene bibliche che evidenziano la sofferenza dei peccatori e la solennità divina.

  5. Qual è un esempio significativo di pittura romanica in Italia?
  6. Un esempio significativo è la chiesa di San Michele Arcangelo a Sant’Angelo in Formis, che presenta episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento, con una rappresentazione del Giudizio Universale e una geometrizzazione delle figure.

  7. Come si è evoluta la rappresentazione delle croci dipinte in Italia centrale?
  8. Le croci dipinte a tempera su tavola hanno visto un'evoluzione dall'iconografia del Christus Triumphas a quella del Christus Patiens, con un crescente focus sull'umanizzazione di Cristo e l'espressione della sofferenza.

  9. Quali sono le caratteristiche dei mosaici nelle chiese siciliane?
  10. I mosaici nelle chiese siciliane, realizzati sotto Ruggero d’Altavilla, presentano una ricca ornamentazione e influenze bizantine, come evidenziato nella cattedrale di Cefalù e nella cattedrale di Monreale, dove il Cristo Pantocratore domina il catino absidale.

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