Concetti Chiave
- Pirandello, nato ad Agrigento nel 1864, proviene da una famiglia di alta borghesia e non si laurea, ma studia lettere in Germania.
- Inizia la sua carriera scrivendo novelle e opere teatrali, affrontando temi come il contrasto tra vita e forma e il grigiore della piccola borghesia.
- Il suo lavoro teatrale, caratterizzato da un approccio paradossale, sfida le convenzioni sociali e provoca riflessioni nel pubblico.
- Pirandello ha un rapporto ambiguo con il fascismo, iscrivendosi al partito per motivi pratici, ma critica le sue ideologie.
- Il suo concetto di umorismo va oltre la comicità, invitando alla riflessione sulle motivazioni dietro le apparenze sociali, come illustrato in "Lo iettatore".
Le origini e la formazione
Era siciliano nacque nell’attuale Agrigento che prima del fascismo si chiamava girgenti nel 1864.
Famiglia di alta borghesia padre direttore di miniere di zolfo.
Compiuti i primi studi fa lettere a Palermo poi a Roma, non si laurea e si trasferisce in Germania, impara il tedesco e la sua letteratura, si laurea li in lettere in romana.
Carriera e vita personale
Vive a Roma, grazie ai soldi mandati dal padre, inizia a scrivere tante novelle che raccoglierà prima di morire.
Ama due generi: narrativa breve (novelle) e il teatro.
1853= primo romanzo “l’escluso”, nel 94 si sposa con una ragazza molto ricca, instabile mentalmente, Maria Antonietta Portolano.
Inizia a lavorare come insegnante di lettere.
1903= un dissesto economico perché la miniera in cui il padre aveva investito per acquistare azioni, crolla una parte della miniera a causa di un allagamento, perdendo così tutti i soldi.
Lavora per guadagnare nel frattempo scrive novelle, testi teatrali, romanzi.
La moglie soffre di gelosia possessiva
Avrà un sociale, piccola borghesia, e ne descrive il grigiore di questa classe.
Inizia a considerare la società come una trappola, la sua famiglia è una trappola perchè la moglie lo imprigiona
Il teatro e la società
1910 a 1918= contatto con il teatro scrive “Pensaci Giacomino”; “Il piccone dell’onestà”-> denuncia la società perbenista (finto perbenismo); “Berretto a sonagli”-> tema follia, il folle può dire ciò che vuole perché tale;
Le opere turbano il pubblico, abituato alle tradizionali, le sue fanno riflettere.
1918 si conclude la 1guerra mondiale, come D’Annunzio favorevole all’interventismo, come rinascita per l’Italia (suo figlio parte in guerra e muore) sarà deluso e si sentirà in colpa.
Moglie, dopo la morte del figlio, diventa completamente folle e viene ricoverata in una struttura
Pirandello continua a scrivere opere teatrali, ottenendo molto successo.
Il successo e il fascismo
Girerà l’Europa, viene accettato dal pubblico il suo teatro paradossale ma non accettano “6 personaggi in cerca d’autore”-> teatro che parla del teatro.
Stabile economicamente, diventa ricco, e torna alla sua classe sociale di appartenenza.
Rapporto ambiguo con il fascismo-> si iscrive al partito fascista perchè voleva lavorare, non è un’adesione sentita, affascinato perchè conservatore ma per lui è un partito vuoto.
1925 grazie al partito diventa direttore del teatro d’arte di Roma.
1934 gli viene conferito il premio Nobel per la letteratura; racchiude le novelle in “Novelle per un anno” e le opere teatrali in una raccolta “Le maschere nude”.
Lavora all’opera teatrale “I giganti della montagna” (ultima fase) è un’opera surreale che rimane incompiuta perchè nel 1936 muore di polmonite.
Il pensiero e le maschere
Il pensiero è influenzato da Schopenhauer, Nietzsche e Bergère, bergère sosteneva che la vita fosse un fluire incessante.
Pirandello è uno scrittore, drammaturgo, sceneggiatore cinematografico e tra le sue produzioni troviamo degli elementi in comune: uno è il contrasto tra la vita e la forma, l’individuo quando nasce si stacca da quel fluire continuo che è la vita, assumendo caratteri specifici, fisici, culturali, ecc, e quindi prendendo cosi forma, la forma però è una sorta di imprigionamento e questo porta a un contrasto interiore all’interno dell’individuo. Queste forme Pirandello le definisce ‘’maschere’’ e consistono non solo nel nostro aspetto fisico ma anche i fattori sociali ed è come se ognuno recitasse una parte.
Ognuno indossa maschere diverse in base al ruolo che svolge all’interno della società.
Questo spiega anche il titolo di un suo celebre romanzo ‘’Uno, nessuno, centomila’’.
Dietro ogni maschera è presente il fluire vitale. La maschera è necessaria a vivere, ma poi l’individuo lo percepisce come stretta.
Pirandello inizia a sentire la società come una trappola da cui non si può fuggire facilmente: la famiglia, le cose convenzionali sono delle imposizioni.
In ‘’uno, nessuno, centomila’’ alla fine il protagonista impazzisce sapendo che esistono molteplici identità tra le persone, per cui si strappa via la maschera, uniformandosi alla natura e tornando a far parte del flusso vitale.
Le maschere nude sono quelle persone che continuano ad indossare la loro maschera, consapevoli di ciò.
Le fasi della produzione
La sua produzione affronta tre fasi:
Fase del grottesco= rappresentate situazioni strane, paradossali e il fine è denunciare la falsità delle convenzioni sociali;
Fase metateatrale= il teatro che parla di teatro; si rompe la finzione scenica e gli autori dicono al pubblico che stanno recitando;
Fase mitica: teatro surreale= surrealismo-> le storie messe in scena sono fuori dal tempo e dallo spazio, vicende inusuali e personaggi spesso fantastici.
La visione del mondo
La visione del mondo di Pirandello è pessimistica, tipica degli intellettuali del 900, determinato anche dalla sua crisi personale.
Egli mette in dubbio due cose: l’esistenza un unico io ma anche una realtà oggettiva.
Umorismo e comicità
Uno dei suoi scritti‘’L’umorismo’’ spiega la sua visione del mondo e della letteratura ma anche il suo concetto di umorismo. Per Pirandello la letteratura non ha uno scopo istruttivo ma è piuttosto un mezzo di denuncia della società e mette in luce il contrasto tra ciò che è e ciò che appare.
Qui l’autore fa una distinzione tra umorismo e comicità:
-comicità = è l'avvertimento del contrario, non sappiamo come deve essere qualcosa, ma quando vediamo qualcosa di inaspettato e contrario a ciò che ci aspettiamo ridiamo, ma la mente non è stimolata a riflettere.
-l’umorismo è qualcosa che fa ridere ma fa anche pensare, per far capire questa differenza lui fa l’esempio della ‘’signora imbellettata’’, se noi vediamo una donna anziana vestita come una giovane ci fa ridere poiché contrasto con il concetto di signora anziana che ognuno si aspetta e questo puo essere comico, ma se magari riflettiamo sul perche la signora faccia ciò (mantenere amore piu giovane, sentire la propria giovinezza) questo fa riflettere.
‘’Lo ietattore’’ p una novella che ci fa riflettere; era escluso, chiese la patente per farlo e farsi pagare. Fa ridere ma fa riflettere sulle etichette.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini e la formazione di Pirandello?
- Come si sviluppò la carriera di Pirandello nel teatro?
- Qual è il significato delle "maschere" nel pensiero di Pirandello?
- In che modo Pirandello affronta il tema dell'umorismo nella sua opera?
- Qual è la visione del mondo di Pirandello e come influisce sulla sua scrittura?
Pirandello nacque nel 1864 ad Agrigento, in una famiglia di alta borghesia. Dopo aver studiato lettere a Palermo e Roma, si trasferì in Germania, dove si laureò in lettere.
Tra il 1910 e il 1918, Pirandello scrisse opere teatrali come "Pensaci Giacomino" e "Il piccone dell’onestà", denunciando la società perbenista. Il suo teatro paradossale, sebbene accolto con successo, non fu sempre compreso dal pubblico.
Le "maschere" rappresentano i ruoli sociali e le identità che gli individui indossano. Pirandello sostiene che queste maschere, pur essendo necessarie per vivere, imprigionano l'individuo, portando a un contrasto interiore.
Pirandello distingue tra comicità e umorismo, affermando che l'umorismo stimola la riflessione, mentre la comicità si basa su contrasti inaspettati. La sua visione della letteratura è quella di un mezzo di denuncia sociale.
La visione del mondo di Pirandello è pessimistica e mette in dubbio l'esistenza di un unico io e di una realtà oggettiva. Questa crisi personale si riflette nelle sue opere, caratterizzate da un forte contrasto tra vita e forma.