Concetti Chiave
- Una pila funziona attraverso reazioni redox che trasformano energia chimica in energia elettrica, composta da due semicelle con elementi in stati di ossidazione diversi.
- Il ponte salino è cruciale per mantenere la neutralità elettrica nelle celle elettrochimiche, permettendo il passaggio di ioni senza mescolare le soluzioni.
- Negli esperimenti, il voltaggio varia a seconda delle combinazioni di elettrodi: il zinco ossida e l'argento riduce, con valori misurati di 5,6V e 1,7V.
- Il ruolo degli elettrodi è distintivo: l'anodo è dove avviene l'ossidazione e il catodo è dove avviene la riduzione, influenzando il flusso di corrente.
- La massa degli elettrodi cambia dopo le reazioni: l'elettrodo di zinco perde massa, mentre l'elettrodo di argento guadagna massa, evidenziando il trasferimento di elettroni.
Scopo: verificare il funzionamento delle pile.
-Voltmetro;
-Becker;
-Lamina di zinco;
-Lamina di rame;
-Lamina d’argento;
-Soluzione di nitrato di rame 0,1M;
-Soluzione di nitrato di zinco 0,1M;
-Soluzione di nitrato d’argento 0,5M;
-Ponte salino;
-Soluzione di nitrato d’ammonio;
Come funziona una pila?
Una pila ospita reazioni redox spontanee e converte energia chimica in energia elettrica. Essa è costituita da due semicelle (o semielementi) ciascuna delle quali contiene lo stesso elemento in due stati di ossidazione differenti.
Voltmetro: misura la differenza di voltaggio.
Voltaggio: differenza di potenziale fra i due elettrodi. Si misura in volt.
Ponte salino: dispositivo che permette di mantenere la neutralità elettrica in una cella elettrochimica, collegando le due semicelle in cui avvengono rispettivamente l'ossidazione e la riduzione. Esso deve contenere una soluzione di sale solubile che dissocia in ioni.
Esperimenti con diverse soluzioni
Metto all’interno di un becker la soluzione di nitrato di rame 0,1M e inserisco la lamina di rame. Nel secondo becker verso la soluzione di nitrato di zinco 0,1M e inserisco la lamina di zinco. Inserisco nel ponte salino una soluzione di nitrato di ammonio e tappo le estremità con del cotone. Collego il voltmetro. Verifico la possibile attività del voltmetro e segno l’eventuale voltaggio.
Metto all’interno di un becker la soluzione di nitrato di argento 0,5M e inserisco la lamina di argento. Nel secondo becker verso la soluzione di nitrato di zinco 0,1M e inserisco la lamina di zinco. Inserisco nel ponte salino una soluzione di nitrato di ammonio e tappo le estremità con del cotone. Collego il voltmetro. Verifico la possibile attività del voltmetro e segno l’eventuale voltaggio.
Metto all’interno di un becker la soluzione di nitrato di argento 0,5M e inserisco la lamina di argento. Nel secondo becker verso la soluzione di nitrato di rame 0,1M e inserisco la lamina di rame. Inserisco nel ponte salino una soluzione di nitrato di ammonio e tappo le estremità con del cotone. Collego il voltmetro. Verifico la possibile attività del voltmetro e segno l’eventuale voltaggio.
1: Zn⁰ - 2e⁻ --> Zn²⁺
Cu²⁺ +2e⁻ --> Cu⁰
Voltaggio: 3,6V
2: Ag⁺ + e⁻ --> Ag⁰
Zn⁰ - 2e⁻ --> Zn²⁺
Voltaggio: 5,6V
3: Cu⁰ -->Cu2+ + 2e-
Ag+ + e- --> Ag⁰
Voltaggio: 1,7V
Importanza del ponte salino
Se tolgo il ponte salino, il voltemetro non segna alcun voltaggio.
Nel primo esperimento abbiamo preso in considerazione la pila di Daniell in cui avviene la reazione tra ioni Cu+ e zinco metallico. Nella seconda abbiamo utilizzato argento e zinco. Nella terza argento e rame.
Prendiamo come esempio la seconda reazione. In essa gli ioni argento passano dalla soluzione alla lamina. Questa è chiamata semicella di riduzione. Gli ioni della lamina di zinco passano invece nella soluzione. Essa è la semicella di ossidazione. Se dopo un certo intervallo di tempo provassimo a misurare la massa delle due lamine, avremmo una massa minore per l’elettrodo di zinco, e una massa maggiore per l’elettrodo di argento.
Diagramma di cella: - Zn⁰ / Zn2+// Ag+ / Ag0 +
/ --> lamina
// --> ponte salino
Le due soluzioni sono collegate tramite il ponte salino ed esso è indispensabile perchè permette il passaggio di ioni da una semicella all’altra senza che esse si mescolino. Se esso viene tolto l’equilibrio elettrico non sarebbe ristabilito e il circuito non sarebbe più chiuso. Di fatto il nitrato di ammonio si dissocia in NH₄⁺ e NO₃¯ Gli ioni NO₃¯ vengono attirati dagli ioni zinco e bilanciano l’eccesso di ioni positivi. Stessa cosa avviene con gli ioni NH₄⁺, che attirati nella semicella dell’argento, bilanciano gli ioni negativi.
Ruolo degli elettrodi e tabella
L’elettrodo in cui avviene l’ossidazione è chiamato anodo, mentre quello in cui avviene la riduzione è chiamato cadoto.
Dato che la corrente passa solo se vi sono due elementi, è stata realizzata una tabella contenente i voltaggi dei vari elementi prendendo come campione l’idrogeno. Ad esso è stato assegnato valore 0. Chi è meno riducente dell’argento ha valori positivi, chi è più riducente ha valori negativi. Per verificarlo hanno provato il precedente esperimento abbinando all’idrogeno ogni elemento, e hanno verificato se la corrente andava nel verso corretto. In caso affermativo l’elemento era classificato come ossidante, quindi l’idrogeno cede elettroni. In caso negativo l’elemento veniva classificato come riducente. Tutto questo a temperatura di 25 ° e con soluzioni 1M.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio di funzionamento di una pila?
- Qual è il ruolo del ponte salino in una cella elettrochimica?
- Cosa accade se si rimuove il ponte salino durante un esperimento?
- Come si differenziano gli elettrodi in una pila?
- Quali esperimenti sono stati condotti per testare le pile?
Una pila funziona attraverso reazioni redox spontanee che convertono energia chimica in energia elettrica, composta da due semicelle con lo stesso elemento in stati di ossidazione differenti.
Il ponte salino mantiene la neutralità elettrica collegando le semicelle e permette il passaggio di ioni senza mescolare le soluzioni, essenziale per il corretto funzionamento della pila.
Se il ponte salino viene rimosso, il voltmetro non segna alcun voltaggio, poiché l'equilibrio elettrico non viene ristabilito e il circuito non è più chiuso.
L'elettrodo in cui avviene l'ossidazione è chiamato anodo, mentre quello in cui avviene la riduzione è chiamato catodo, e la corrente passa solo se entrambi sono presenti.
Sono stati condotti esperimenti utilizzando diverse soluzioni di nitrato (rame, zinco, argento) e lamine metalliche, misurando il voltaggio generato in ciascun caso per analizzare le reazioni redox.