Concetti Chiave
- Peirce fonda il pragmatismo evidenziando l'ipotesi e la fallibilità della conoscenza, sottolineando le limitazioni intrinseche della comprensione umana.
- La Teoria dei segni di Peirce distingue tra icone, indici e simboli, evidenziando l'importanza dei segni nel processo di attribuzione di significato.
- Le credenze, secondo Peirce, devono eliminare il dubbio e stabilire regole d'azione, e il loro valore deriva dagli effetti pratici che producono.
- Dewey propone che l'esperienza sia un metodo circolare, in cui l'interazione tra l'individuo e l'ambiente gioca un ruolo cruciale nella formazione della conoscenza.
- La Teoria dell'indagine di Dewey enfatizza l'importanza del pensiero critico e riflessivo come strumento per affrontare i problemi e sviluppare un'azione consapevole nella società.
Quali sono i fondamenti del pragmatismo di Peirce?
Peirce è riconosciuto come il fondatore del pragmatismo: egli sostiene la natura ipotetica e fallibile della conoscenza, il carattere mai assolutamente certo della nostra conoscenza. Peirce prova a fondare la ricerca umana della verità a partire dal riconoscimento di quattro incapacità umane: non abbiamo capacità introspettive: la conoscenza del mondo interiore deriva da un ragionamento ipotetico, dalla conoscenza di fatti esterni; non abbiamo capacità intuitive (pensare per infierire derivando cognizioni da cognizioni); non abbiamo alcuna capacità di pensare senza segni; non possediamo il concetto dell'assoluto.
Teoria dei segni e semiotica
Convinto che non siamo capaci di pensare, di attribuire significati senza ricorrere a segni, Peirce elabora una Teoria dei segni contribuendo a fondare la semiotica contemporanea. Il segno è “qualcosa che per qualcuno (interpretante) sta per qualcosa (oggetto)” ed in base alla relazione con l'oggetto può essere un'icona, ossia un segno che assomiglia all'oggeto a cui rimanda; un indice, ossia un segno collegato a un oggetto; o un simbolo, ossia un segno associato a determinati fatti o cose.
Funzione del pensiero e credenze
Secondo Peirce, la funzione del pensiero è quella di produrre credenze che hanno 3 proprietà: essere qualcosa di cui siamo consapevoli; eliminare il dubbio ed il disegno generato da esso; stabilire una regola d'azione, fissare un'abitudine nel nostro comportamento.
Metodi per fissare la credenza
Il significato di una credenza risiede esclusivamente negli effetti pratici che essa produce. Di seguito l'autore individua quattro metodi con cui fissare la credenza:
• tenacia (un uomo ammette una certezza senza considerare volontariamente le obiezioni);
• autorità (un uomo si adegua ad una legge condivisa dalla comunità senza considerare le obiezioni);
• metafisico a priori (l'uomo fonda delle verità incontrovertibili partendo da assunti della logica che non possono essere controllati empiricamente).
Pragmatismo e scienza
Tutti e tre i metodi producono sistemi di pensiero che affermano di detenere la verità certa, tuttavia tutti si possono dimostrare fallibili: il primo non accoglie critiche, il secondo presenta la verità che si fonda non su dati oggettivi ma sulla forza della comunità che impone ai deboli sue certezze; il terzo non è verificabile empiricamente. Il metodo più rigoroso nell'accertamento della verità stabile è il pragmatismo che indica che la verità di un evento risiede nelle conseguenze che esso produce. Ma tutto ciò che accade, non accade secondo leggi immutabili, gli eventi del mondo sono casuali, e il compito della scienza è quello di determinare le regolarità che si riscontrano nella realtà. Quindi la scienza ha un valore probabilistico e ipotetico, ossia indica tendenze, non regolarità universali. Il tipo di influenza che caratterizza la credenza scientifica è l'abduzione, che consiste nel fare un'ipotesi su un insieme di condizioni che, se ammesse, consentono di spiegare eventi o circostanze altrimenti inspiegabili. Mentre l'induzione cerca fatti che confermino un'ipotesi promettente, l'abduzione cerca una teoria attraverso una sorta di “scommessa”.
Esperienza secondo Dewey
A differenza dell'empirismo classico, per Dewey l'esperienza non è semplicemente l'impressione che le cose del mondo esercitano sui senso, ma è costituita dall'insieme delle azioni e delle reazioni possibili dell'organismo rispetto all'ambiente. L'esperienza è un metodo circolare in cui entrano in gioco elementi fisici, psichici, emozioni, intuzioni, volontà. Si parla di esperienza primaria, ossia quella che porta con sé l'incertezza che costituisce la motivazione principale dell'azione razionale dell'uomo; e di esperienza ultima. Dewey ritiene che la realtà non ha struttura e fini fissati e immutabili, ma è interazione tra uomo e natura. L'esperienza è il luogo di questo incontro dove la dimensione logica si fonde con quella pratica e la nostra aspirazione principale è quella di ordinare il proprio rapporto con il mondo esterno, di dare un significato ai fatti che avvengono nella nostra vita quotidiana alla luce delle esperienze presenti e in funzione dell'attesa futura. Passato e futuro quindi sono i punti di riferimento per cercare una soluzione ai problemi del presente.
Teoria dell'indagine e pensiero critico
La Teoria dell'indagine esamina i passaggi necessari dopo il riconoscimento di una situazione problematica:
farsi un'idea, capire quale problema bisogna risolvere; formulare un'ipotesi da verificare; giungere ad una soluzione attraverso l'esperienza testando le proprie teorie. Questo metodo è valido sia per la conoscenza della natura ma anche per il mondo delle relazioni del mondo interno. Per risolvere un problema bisogna: conoscere, valutando il problema e il proprio impulso; valutare, capendo se è un proprio problema o se è un problema reale; decidere cosa fare. Non si deve agire d'impulso, ma in vista dello scopo, per risolvere al meglio il problema. Per Dewey solo un pensiero critico, riflessivo può essere idoneo a un agire consapevole, creativo, responsabile, educare al pensiero riflessivo è il compito specifico dell'istruzione oltre a quello di definire i mezzi attraverso i quali formare concretamente l'attività di pensiero. A dare significato morale alle azioni sono le conseguenze delle stesse. La capacità di autogoverno richiede però la costanza della pratica quindi l'abitudine che deve essere vista come volontà. L'esercizio del pensiero critico e riflessivo è il contenuto e l'essenza stessa della democrazia, la forma di governo più adatta ad armonizzare l'individuo con la società e a superare le irrazionali fratture tra gli individui.
Domande da interrogazione
- Qual è il fondamento del pragmatismo secondo Peirce?
- Come definisce Peirce il segno nella sua teoria dei segni?
- Qual è la funzione del pensiero secondo Peirce?
- Quali sono i metodi proposti da Peirce per fissare la credenza?
- Come Dewey concepisce l'esperienza rispetto all'empirismo classico?
Peirce fonda il pragmatismo sulla natura ipotetica e fallibile della conoscenza, riconoscendo che non possiamo avere certezze assolute e che la nostra comprensione deriva da segni e ragionamenti ipotetici.
Peirce definisce il segno come “qualcosa che per qualcuno (interpretante) sta per qualcosa (oggetto)”, distinguendo tra icone, indici e simboli in base alla loro relazione con l'oggetto.
La funzione del pensiero è produrre credenze che eliminano il dubbio, stabiliscono regole d'azione e sono oggetto di consapevolezza, come descritto nel testo.
Peirce identifica quattro metodi: tenacia, autorità, metafisico a priori e pragmatismo, evidenziando che solo il pragmatismo offre un accertamento rigoroso della verità attraverso le conseguenze pratiche.
Dewey considera l'esperienza come un insieme di azioni e reazioni tra l'organismo e l'ambiente, enfatizzando l'importanza dell'interazione e della circolarità nel processo esperienziale, piuttosto che una mera impressione sensoriale.