Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Enea Silvio è descritto come il primo "turista" moderno, capace di offrire una visione dettagliata e innovativa del panorama della Val d'Orcia, secondo Jakob Burckhardt.
  • Pienza è concepita come una città-ideale, un'immagine estetizzata di Siena e Firenze, rappresentando un modello architettonico piuttosto che una vera città.
  • La nuova chiesa di Pienza è riorientata per allinearsi con il Monte Amiata, dimostrando come il paesaggio possa guidare il design architettonico.
  • Il giardino all’italiana del Palazzo Piccolomini funge da collegamento tra la città e la natura, anticipando il paesaggio oltre le mura.
  • La facciata della chiesa è caratterizzata da un'architettura che ricorda una scena teatrale classica, riflettendo un culto estetico piuttosto che religioso.

Enea Silvio e la Val d'Orcia

Come sostiene Jakob Burckhardt, anche se non lo inventa, nei suoi Commentari Enea Silvio vede e descrive come nessuno prima di lui aveva fatto il panorama della Val d’Orcia. Se in pittura i paesaggi dell’Italia Centrale «nascono» con la tavola del Sassetta (1444), Enea Silvio è il primo «turista» moderno, attratto anch’esso dal «magnete» dell’Amiata e della morbida vastità della Val d’Orcia. La descrizione del «panorama» circolare offertogli dalla cima del Monte Cavo facendo un giro a 360° su se stesso fa concorrenza alla pagina di Stendhal: lo sguardo, di una modernità assoluta, scruta il campo visivo alla ricerca dei particolari più lontani.

Qual è la città-ideale di Pienza?

Negli stessi anni in cui vengono realizzati i progetti brunelleschiani (1460), Enea Silvio fa costruire la sua «città-ideale». Essa non fu mai una «vera» città, sebbene egli abbia invitato una serie di prelati e personaggi di rango a costruirvi una dimora. Pienza nasce come una città-immagine, come una replica in miniatura di Siena e di Firenze. Se Siena è la città (la cosa) Pienza ne è l’immagine estetizzata. È come se la città vera e propria, come realtà architettonica e urbanistica, rifluisse in un suo modello ideale, che questa volta non è di legno ma un modello di pietra.

Il riorientamento della chiesa

La nuova chiesa sorge sul sito di una chiesa precedente, che però viene riorientata lungo un asse nord-sud, affinché fosse allineata col Monte Amiata, idealmente visibile dalla finestra dell’altar maggiore. Ecco che il paesaggio guida il progetto architettonico, imponendo un riorientamento «panoramico» in direzione dell’Amiata.

Il giardino del Palazzo Piccolomini

Affacciato com’è sulla Val d’Orcia, il giardino all’italiana del Palazzo Piccolomini funge da raccordo «vegetale» tra la città (l’interno) e la natura (l’esterno). Esso vorrebbe costituire un’anticipazione costruita del paesaggio com’esso appare oltre le mura della città.
Oltre al curioso stile della chiesa già citata, volutamente in transizione fra gotico e rinascimentale (secondo un’intenzione «eclettica»), l’aspetto decisivo sarebbe, secondo studi recenti, costituito dalla sua facciata: si tratterebbe della prima facciata di una chiesa realizzata come una ‘scena’ del teatro classico. Il fatto è che questa, come le basiliche brunelleschiane, non è più una vera chiesa, ma è consacrata a un altro culto (un culto estetico). Lo stesso altare, infatti, «guarda» il Monte Amiata.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo di Enea Silvio alla descrizione della Val d'Orcia?
  2. Enea Silvio è considerato il primo "turista" moderno della Val d'Orcia, descrivendo il panorama in modo innovativo e dettagliato, come sottolineato da Jakob Burckhardt, e offrendo una visione moderna e particolareggiata del paesaggio.

  3. In che modo Pienza rappresenta una città-ideale?
  4. Pienza è concepita come una "città-immagine", una replica in miniatura di Siena e Firenze, che riflette un modello ideale di bellezza architettonica e urbanistica, pur non essendo mai diventata una vera città.

  5. Come influisce il paesaggio sul progetto architettonico della chiesa di Pienza?
  6. La nuova chiesa di Pienza è riorientata lungo un asse nord-sud per allinearsi con il Monte Amiata, dimostrando come il paesaggio possa guidare e influenzare le scelte architettoniche, creando un legame visivo tra l'edificio e il territorio circostante.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community