Concetti Chiave

  • Molti bambini, come Rodolfo, lavorano nelle miniere del Cerro Rico, distinguendo pietre preziose mentre affrontano condizioni di lavoro pericolose sin da piccoli.
  • Il Cerro Rico, scoperto nel 1545, ha reso Potosì una delle città più ricche dell'America Latina, ma ha anche causato circa 8 milioni di vittime nel corso dei secoli.
  • La povertà costringe i minori a lavorare in miniera, con molti che iniziano a lavorare sotto l'occhio dei genitori e continuano da soli durante le vacanze scolastiche.
  • Freddy, un giovane minatore, racconta la sua esperienza di vita nelle miniere, dove ha dovuto crescere i suoi fratelli e affrontare condizioni di lavoro estreme senza adeguate protezioni.
  • "El Tio" è una figura quasi divina per i minatori, che offre aiuto in cambio di foglie di coca e altri doni, perpetuando la tradizione del lavoro minorile nelle miniere.

Lavoro minorile nelle miniere

Sono molti i ragazzi che lavorano nelle miniere in cerca di argento, soprattutto durante la conquista da parte degli spagnoli.

Rodolfo e la sua vita

Aveva delle mani piccole e scure che con molta agilità riuscivano a separare quelle pietre disperse per terra che per una persona comune erano indistinguibili. Così riusciva a riempire fino all’orlo i sacchi di iuta, assumendo un peso maggiore del suo. Si trattava di Rodolfo, aveva otto anni, aveva la pelle non chiara e un grande sorriso ma per tutti gli sforzi ne dimostrava qualcuno in meno. Aveva gia capito come riuscire a distinguere quei sassi indistinguibili, ovvero quelli di zinco da quelli d’argento. Riusciva a riempiere sei sacchi ogni giorno all’interno della miniera. Solitamente aiutava il papà due volte alla settimana perche nei restanti giorni andava a scuola. Immaginava che da grande avrebbe fatto il minatore perche era un lavoro che pagava bene e lavorare li dentro non lo spaventava. Alla sua età non giocava ai soldatini ma tra poco li avrebbe sostituiti con la dinamite, innescando i detonatori.

Storia del Cerro Rico

Rodolfo era uno dei tantissimi “ninos mineros” che lavoravano all’interno della miniera del Cerro Rico. Veniva chiamata così la montagna ricca perché durante il 1545 i conquistadores scoprirono tantissimo argento in quelle montagne, utilizzavano la manodopera locale per estrarlo, aumentando la loro ricchezza. Venivano sfruttati inizialmente solo gli indios successivamente anche gli africani che venivano deportati.

Da quel momento in poi, quel posto è diventato un luogo di ricchezza: si diceva che Potosì grazie a tutto quel argento, nel giro di poco tempo divenne la città più grande e florida dell’America latina.

Le conseguenze della miniera

Da una parte le miniere producevano tanta ricchezza ma dall’altra erano molte le disgrazie che accadevano. Infatti durante tre secoli, a Potosì ci sono state circa 8 milioni di vittime. Attualmente se si cerca di scavare è possibile incontrare scheletri di poveri minatori che sono rimasti inghiottiti durante il loro duro lavoro.

La montagna continuava a mietere vittime a causa della polvere di silice che accorciava la vita di chi la respirava. Infatti dopo circa 10 anni ci si ammalava di silicosi e anche se tutto ciò escludeva i minorenni dalle miniere, si iniziava a lavorare da bambini inizialmente sotto l’occhio del padre e poi da soli. Sono molti gli schiavi all’interno della miniera come Rodolfo: si andava a lavorare in miniera durante le vacanze scolastiche. Alcuni lavoravano all’interno, altri facevano la cernita del materiale, altri andavano sottoterra.

Ma la cosa che spingeva i minori a lavorare in miniera era la povertà: o si andava a lavorare in quelle condizioni oppure si finiva sulla strada senza nulla, non c’era altra scelta. Grazie alle miniere il paese pian piano riusciva a riprendersi dando lavoro alla gente.

Freddy e la sua esperienza

Tutte queste informazioni su quelle miniere venivano fornite da Freddy, una guida che le conosceva bene. Aveva 19 anni e la maggior parte li aveva vissuti in miniera. Era il più grande di tre fratelli, erano stati abbandonati e quindi aveva il dovere di crescere i suoi fratelli andando a lavorare. Freddy ha iniziato utilizzando la carriola per trasportare le piete di minerale insieme al materiale di scarto. Successivamente ha fatto il perforista cioè quella personalità che fa dei buchi utilizzando il martello peumatico. Ma proprio quella era la mansione poi difficile e pericolosa. Si lavorava senza l’uso della mascherina perche costava troppo e non c’erano i soldi. Per stare li erano necessari alcuni oggetti come pila, casco, stivali e quindi la maggior parte dei soldi si spendevano per quello, ne rimanevano pochi. La cosa che non doveva mancare era la coca, perché con 45° di temperatura, soprattutto in quelle condizioni, era quasi d’obbligo masticare in modo lento foglie di coca per allevia sia lo sforzo che la fame.

Il padrone della miniera

In tutto questo la miniera aveva un padrone chiamato “el Tio”. Era come una divinità che guardava in fondo alla miniera con un sorriso quasi diabolico. Lui di aiutava a trovare una buona zona d’argento in cambio di foglie di coca, sigarette e un po di aguardiente ovvero l’acquavite che bevevano i mineros. Lo Tio era come una divinità quasi aggiunto al pantheon indios. Pian piano l’argento riprese ad assumere valore ed a Potosì la miniera ha ricominciato a reclutare minori. Quindi questa sorta di maledizione dell’argento non si fermò ma ha continuato come se fosse una tradizione tramandata da padre in figlio.

A cura di Anny.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la condizione di lavoro dei bambini nelle miniere di Cerro Rico?
  2. I bambini, come Rodolfo, lavorano nelle miniere per aiutare le loro famiglie in condizioni di estrema povertà, spesso iniziando a lavorare da molto giovani, anche durante le vacanze scolastiche.

  3. Quali sono le conseguenze del lavoro minerario sulla salute dei minatori?
  4. Il lavoro nelle miniere espone i minatori a gravi rischi per la salute, come la silicosi, che colpisce chi respira la polvere di silice, accorciando la vita e causando malattie dopo circa dieci anni di lavoro.

  5. Come è cambiata la manodopera nelle miniere nel corso della storia?
  6. Inizialmente, la manodopera nelle miniere era composta principalmente da indios, ma successivamente anche da africani deportati, e oggi i minori continuano a lavorare, spesso per necessità economiche.

  7. Chi è "el Tio" e quale ruolo gioca nelle miniere?
  8. "El Tio" è una figura quasi divina per i minatori, che li aiuta a trovare argento in cambio di offerte come foglie di coca e alcol, rappresentando una sorta di maledizione legata all'argento che continua a influenzare le generazioni.

  9. Qual è l'impatto economico delle miniere sulla comunità di Potosì?
  10. Le miniere hanno portato ricchezza a Potosì, trasformandola nella città più grande e florida dell'America Latina, ma hanno anche causato milioni di vittime e perpetuato la povertà tra i minatori e le loro famiglie.

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